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I SINDACI DI GUALDO TADINO
Francesco Stangolini, sindaco del compromesso
(1 agosto 1910-22 luglio 1913)
Dopo il terzo mandato a sindaco di Francesco
Caiani (31 luglio 1907-17 giugno 1910) che aveva sostituito Onorato Ribacchi la situazione
politico-amministrativa locale era sempre più influenzata dalla grave situazione
finanziaria e occupazionale che attanagliava la città. In effetti, il primo decennio del
900 sarà ricordato come uno dei periodi in cui si acuirà con maggiore intensità
il fenomeno dellemigrazione dovuto alla mancanza di stabili possibilità di lavoro,
allasperità dei nostri terreni che, non potendo garantire estese coltivazioni,
producevano di fatto rendite assai scarse e, soprattutto, ad una classe dirigente in
prevalenza latifondista.
Consorzio Cooperativo Gualdo-Fossato-Sigillo
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Il Consiglio comunale, pertanto, anche a causa delle continue
fratture interne e degli scontri tra radical-socialisti e conservatori, non sarà più in
grado di esprimere un sindaco gualdese per cui fu eletto Francesco Stangolini, un
ingegnere romano, direttore del Consorzio Agrario Provinciale (poi diventato Consorzio
Cooperativo Gualdo-Fossato-Sigillo), consigliere comunale dal 27 giugno 1910, che fu
eletto quasi un mese dopo (1 agosto). La Giunta da lui presieduta era composta
dallimprenditore Enrico Ceccarelli (1856-1932), dal possidente Giammaria Ribacchi
(1866-1945), dal fabbro di San Pellegrino Egidio Pucci (1866-1928), che poi diventerà
sindaco, e dal perito agrimensore Raffaele Sergiacomi (1830-1930).
Una delle prime "grane" che il neosindaco fu costretto ad
affrontare fu quella dellimpianto di elettrificazione e delle rate da pagare che, a
causa dei cospicui debiti comunali e della mancata erogazione del mutuo da parte della
Cassa Depositi e Prestiti, erano state momentaneamente sospese. La Ditta Ganz di Budapest,
una delle più quotate allepoca dove lavorava anche lingegner Kalman
von Kando (1869-1931) il padre del treno elettrico - fu costretta così a citare in
giudizio il Comune per la somma di 60 mila lire che il tribunale di Perugia, con sentenza
del 13 gennaio 1911, condannò al pagamento immediato aumentato degli interessi legali e
delle spese di giudizio facendo così lievitare il debito di altre 9 mila lire. Un bel
peso sul "groppone" del povero sindaco!
Francesco Stangolini, però, non trovò una città soltanto
depressa o in ginocchio ma, con il solito spirito gualdese, aperta a nuove iniziative,
soprattutto in campo industriale. Nel 1911, infatti, con lingresso di Corrado
Guerrieri (1874-1956) avveniva la costituzione della Guerrieri & Luzi per la
produzione di mattonelle in cemento che dieci anni prima era stata impiantata
dallimprenditore Carlo Luzi (1869-1949). Nuova linfa, pertanto, per
loccupazione locale che già cominciava a trovare qualche altro segnale positivo
nellOspedale Calai, nellOfficina Elettrica, nelle fabbriche di maioliche a
riflesso dei Rubboli e di Alfredo Santarelli, nelle ceramiche commerciali dei Pascucci,
Sergiacomi e Mari, nella fabbrica di gassosa di Corrado Guerrieri e, infine, nei molini a
cilindri dei Ribacchi e dei Depretis, questi ultimi anche produttori di pasta alimentare.
Durante il suo mandato, il sindaco Stangolini si trovò, al pari di
tutti gli altri sindaci italiani, ad affrontare la partenza dei soldati per la guerra
Italo-Turca (o guerra di Libia) che il re dichiarò il 29 settembre 1911 senza
lapprovazione del Parlamento il quale, in vacanza da luglio, riaprirà soltanto il
22 febbraio 1912. Partirono tra il 1911 e il 1912 alla volta della Tripolitania e della
Cirenaica 64 gualdesi (nati dal 1885 al 1892) e tra questi qualcuno trovò anche la morte
come Raniero Boccolini (Gualdo Tadino 1890 - Tripoli 1912) e Ernesto Tomassoli (Caprara di
Gualdo Tadino 1892 - Tripoli 1911).
Nel 1912, dopo la "batosta" del tribunale di Perugia sui
mancati pagamenti delle rete per lenergia elettrica, la Giunta deliberò (23 luglio)
la concessione dellesercizio alla ditta gualdese di Marino Guerra-Baldelli
(1881-1952) che assunse direttamente la gestione il 1 gennaio 1913. Forse perché non
gualdese, Francesco Stangolini e la sua Giunta si attirarono - a causa anche di un
eccessivo immobilismo - gli strali del Risveglio, periodico quindicinale diretto
dal calzolaio Angelo Lucarelli (1881-1929) che aveva come "redattore" il sagace
e pungente Romano Maurizi (1892-1982).
Nei primi giorni del luglio 1913 si svolse a Gualdo un evento di
grande rilevanza politica, il congresso regionale del PSI alla presenza dei rappresentanti
di tutte le sezioni umbre e dei candidati Luigi Bossi, Giuseppe Sbaraglini e Pietro
Farini, che registrò i dissensi tra il ternano Alfredo Urbinati e il folignate Tito
Marziali da un lato, e i perugini Gustavo Castellini e Augusto Silla dallaltro.
Quanto alla linea politica il partito si dichiarò contrario allimpresa libica,
allaumento delle spese militari, al protezionismo industriale ed agrario.
La crisi economica sempre più evidente (il 5 luglio 1913 il Comune
sarà costretto a introdurre un calmiere sui prezzi del pane e della carne), lo scarso
sostegno che i clericali-conservatori riservavano alla Giunta, le critiche sempre più
insistenti della stampa, e non ultimo gli echi della grande partecipazione al congresso
socialista, crearono i presupposti per le dimissioni del sindaco che avvennero
irrevocabilmente il 22 luglio 1913. Per quasi due mesi si cercò inutilmente di riformare
una nuova Giunta finché il 19 settembre 1913 si arrivò per al commissariamento del
Comune.
Daniele Amoni |
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Storia
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