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N. 9 - Settembre 2007

Accademia dei Romiti

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I SINDACI DI GUALDO TADINO

Francesco Stangolini, sindaco del compromesso

(1 agosto 1910-22 luglio 1913)


12consorziopic0709.jpg (14579 byte)Dopo il terzo mandato a sindaco di Francesco Caiani (31 luglio 1907-17 giugno 1910) che aveva sostituito Onorato Ribacchi la situazione politico-amministrativa locale era sempre più influenzata dalla grave situazione finanziaria e occupazionale che attanagliava la città. In effetti, il primo decennio del ‘900 sarà ricordato come uno dei periodi in cui si acuirà con maggiore intensità il fenomeno dell’emigrazione dovuto alla mancanza di stabili possibilità di lavoro, all’asperità dei nostri terreni che, non potendo garantire estese coltivazioni, producevano di fatto rendite assai scarse e, soprattutto, ad una classe dirigente in prevalenza latifondista.

 

Consorzio Cooperativo Gualdo-Fossato-Sigillo

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Il Consiglio comunale, pertanto, anche a causa delle continue fratture interne e degli scontri tra radical-socialisti e conservatori, non sarà più in grado di esprimere un sindaco gualdese per cui fu eletto Francesco Stangolini, un ingegnere romano, direttore del Consorzio Agrario Provinciale (poi diventato Consorzio Cooperativo Gualdo-Fossato-Sigillo), consigliere comunale dal 27 giugno 1910, che fu eletto quasi un mese dopo (1 agosto). La Giunta da lui presieduta era composta dall’imprenditore Enrico Ceccarelli (1856-1932), dal possidente Giammaria Ribacchi (1866-1945), dal fabbro di San Pellegrino Egidio Pucci (1866-1928), che poi diventerà sindaco, e dal perito agrimensore Raffaele Sergiacomi (1830-1930).

 

Una delle prime "grane" che il neosindaco fu costretto ad affrontare fu quella dell’impianto di elettrificazione e delle rate da pagare che, a causa dei cospicui debiti comunali e della mancata erogazione del mutuo da parte della Cassa Depositi e Prestiti, erano state momentaneamente sospese. La Ditta Ganz di Budapest, una delle più quotate all’epoca – dove lavorava anche l’ingegner Kalman von Kando (1869-1931) il padre del treno elettrico - fu costretta così a citare in giudizio il Comune per la somma di 60 mila lire che il tribunale di Perugia, con sentenza del 13 gennaio 1911, condannò al pagamento immediato aumentato degli interessi legali e delle spese di giudizio facendo così lievitare il debito di altre 9 mila lire. Un bel peso sul "groppone" del povero sindaco!

 

Francesco Stangolini, però, non trovò una città soltanto depressa o in ginocchio ma, con il solito spirito gualdese, aperta a nuove iniziative, soprattutto in campo industriale. Nel 1911, infatti, con l’ingresso di Corrado Guerrieri (1874-1956) avveniva la costituzione della Guerrieri & Luzi per la produzione di mattonelle in cemento che dieci anni prima era stata impiantata dall’imprenditore Carlo Luzi (1869-1949). Nuova linfa, pertanto, per l’occupazione locale che già cominciava a trovare qualche altro segnale positivo nell’Ospedale Calai, nell’Officina Elettrica, nelle fabbriche di maioliche a riflesso dei Rubboli e di Alfredo Santarelli, nelle ceramiche commerciali dei Pascucci, Sergiacomi e Mari, nella fabbrica di gassosa di Corrado Guerrieri e, infine, nei molini a cilindri dei Ribacchi e dei Depretis, questi ultimi anche produttori di pasta alimentare.

 

Durante il suo mandato, il sindaco Stangolini si trovò, al pari di tutti gli altri sindaci italiani, ad affrontare la partenza dei soldati per la guerra Italo-Turca (o guerra di Libia) che il re dichiarò il 29 settembre 1911 senza l’approvazione del Parlamento il quale, in vacanza da luglio, riaprirà soltanto il 22 febbraio 1912. Partirono tra il 1911 e il 1912 alla volta della Tripolitania e della Cirenaica 64 gualdesi (nati dal 1885 al 1892) e tra questi qualcuno trovò anche la morte come Raniero Boccolini (Gualdo Tadino 1890 - Tripoli 1912) e Ernesto Tomassoli (Caprara di Gualdo Tadino 1892 - Tripoli 1911).

 

Nel 1912, dopo la "batosta" del tribunale di Perugia sui mancati pagamenti delle rete per l’energia elettrica, la Giunta deliberò (23 luglio) la concessione dell’esercizio alla ditta gualdese di Marino Guerra-Baldelli (1881-1952) che assunse direttamente la gestione il 1 gennaio 1913. Forse perché non gualdese, Francesco Stangolini e la sua Giunta si attirarono - a causa anche di un eccessivo immobilismo - gli strali del Risveglio, periodico quindicinale diretto dal calzolaio Angelo Lucarelli (1881-1929) che aveva come "redattore" il sagace e pungente Romano Maurizi (1892-1982).

 

Nei primi giorni del luglio 1913 si svolse a Gualdo un evento di grande rilevanza politica, il congresso regionale del PSI alla presenza dei rappresentanti di tutte le sezioni umbre e dei candidati Luigi Bossi, Giuseppe Sbaraglini e Pietro Farini, che registrò i dissensi tra il ternano Alfredo Urbinati e il folignate Tito Marziali da un lato, e i perugini Gustavo Castellini e Augusto Silla dall’altro. Quanto alla linea politica il partito si dichiarò contrario all’impresa libica, all’aumento delle spese militari, al protezionismo industriale ed agrario.

 

La crisi economica sempre più evidente (il 5 luglio 1913 il Comune sarà costretto a introdurre un calmiere sui prezzi del pane e della carne), lo scarso sostegno che i clericali-conservatori riservavano alla Giunta, le critiche sempre più insistenti della stampa, e non ultimo gli echi della grande partecipazione al congresso socialista, crearono i presupposti per le dimissioni del sindaco che avvennero irrevocabilmente il 22 luglio 1913. Per quasi due mesi si cercò inutilmente di riformare una nuova Giunta finché il 19 settembre 1913 si arrivò per al commissariamento del Comune.

 

Daniele Amoni

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