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N. 10- Ottobre 2007

Accademia dei Romiti

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GIOCHI DE LE PORTE

Vittoria di Porta San Benedetto nel Palio del Trentennale

A Porta San Facondino il premio per la migliore sfilata storica


01paliog0710.jpg (22697 byte)Tre giorni di grande festa in una grande cornice di pubblico, hanno caratterizzato il fine settimana dei Giochi de le Porte, una edizione particolare perché celebrava il trentennale della manifestazione, riscoperta dai secoli dell’oblio nel 1967. Una edizione particolare, quindi, che ha sancito la sua autoconsacrazione di grande manifestazione di massa, quanto a condivisione (oltre mille i figuranti in costume d’epoca, cui vanno aggiunte le centinaia di persone che per un anno hanno svolto - in silenzio e lontano dai riflettori della ribalta - i ruoli di umili comprimari), di partecipazione (migliaia gli spettatori assiepati negli angusti spazi della città vecchia e le taverne) e di rappresentanza (tra gli altri la parlamentare francese di origini gualdesi, Aurelie Filippetti, i sindaci delle città di Perugia e Corciano, la delegazione della città gemellata di Audun-le-Tiche e tanti dei soccorritori del 1997, venuti a rivedere la città in avanzata fase di ricostruzione dieci anni dopo il terremoto).

 

Un particolare del palio 2007

 

Legittima quindi è stata la soddisfazione con cui i rappresentanti dell’Ente, il presidente Peppe Ascani ed il gonfaloniere Salvatore Zenobi, hanno salutato la folla mentre guizzavano sulla piazza le fiamme del rogo liberatorio della Bastola, a chiusura di una kermesse perfetta in tutte le sue complesse articolazioni che ha mostrato la parte migliore della città.

 

Ha conquistato il Palio, disegnato da Nedo Frillici, Porta San Benedetto (il quartiere più popoloso), battendo nello spareggio finale - quasi in una nemesi - i campioni di San Martino e San Donato, protagonisti in negativo di una vicenda archiviata forse troppo in fretta, e San Facondino, che addolcisce il suo quarto posto con i riconoscimenti riscossi nel corteo storico e nel Convivio Epulonis; un risultato di cui vanno fieri i priori, Paolo Campioni e Monia Mattiacci.

 

Gli spareggi, dicevamo: ne sono stati necessari ben tre, a dimostrazione del sostanziale equilibrio in gare, dove la differenza abissale dei risultati può derivare dall’errore di appena qualche millimetro segnato sul bersaglio dalla punta di una freccia, o qualche decimo di secondo nella corsa degli asini; dopo che nella prima gara aveva prevalso San Donato, nello spareggio del tiro con la fionda vinceva San Martino, in quello del tiro con l’arco San Benedetto, rendendo necessario lo spareggio a tre nell’ultima gara in cui la vittoria è arrisa a San Benedetto.

 

Tutto è bene ciò che finisce bene? C’è sempre da affinare e da migliorare nella complessa macchina dei giochi, non escludendo anche qualche innovazione coraggiosa per favorire gli effetti di ricaduta sulla città di tanto impegno, come quella di quest’anno della creazione di un presidente dell’Ente: crescita è capacità di rinnovarsi, non solo di conservare e restare immobili.

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