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N. 10- Ottobre 2007 |
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Un problema aperto "In riferimento al progetto dellAmministrazione Comunale di Gualdo Tadino di riapertura della "Cava Bologna", di proprietà del Comune di Gualdo, sita in località Vaccara, il Consiglio Direttivo dellUnione Comunale dei Democratici di Sinistra riunito il giorno 07/09/07, ha espresso allunanimità parere negativo sulla fattibilità di tale progetto.
I D.S. gualdesi sempre sensibili alle problematiche ambientali, si oppongono vivamente ad ogni ipotesi di deturpazione dellambiente e di eventuali alterazioni dellequilibrio geologico del nostro territorio. Ogni eventuale progetto futuro di aperture di nuove coltivazioni di cave, qualora dovesse esserci, verrà valutato con attenzione e senso di responsabilità in sintonia con le popolazioni interessate e con la città tutta".
Il documento soprariportato, emesso allindomani di uno di analogo tenore di Rifondazione Comunista, è stato subito incalzato, sostenendo il contrario, da uno dellUDEUR ed uno dello SDI, con richiesta di verifica della maggioranza.
La verifica cè stata (anche se non ne è scaturito alcun documento ufficiale), della cava non se ne parla più; ma gli atti deliberativi assunti, da parte della Giunta, e soprattutto quello del Consiglio Comunale del 4 agosto 2006, restano, ed anche un funzionario, teoricamente, può dargli attuazione; non è sufficiente un comunicato stampa (emesso nellincalzare di esigenze politiche contingenti) a sancire il ravvedimento su una decisione adottata in sede istituzionale per cui la cittadinanza si chiede quanto sia credibile la decisione pubblicizzata sia pure in termini categorici, finché ad essa non faranno seguito atti ufficiali.
e.v.
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Attualità
CAVA BOLOGNA: I risvolti della marcia indietro
Un problema aperto
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