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N. 10- Ottobre 2007

Accademia dei Romiti

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SOS economia: la ricchezza che non c'è più

Un documento dei consulenti e commercialisti


A seguito di un incontro con i rappresentanti delle categorie degli artigiani e del commercio, i professionisti contabili e consulenti del lavoro operanti a Gualdo Tadino intendono porre l’attenzione sulla inadeguatezza dello strumento degli studi di settore per i professionisti e per le piccole aziende commerciali e artigianali e sulla irragionevolezza e scarsa trasparenza del meccanismo applicativo che in molti casi genera imponibili che non rappresentano assolutamente le varie realtà.

 

Considerata la crisi economica che stanno attraversando settori importanti della nostra realtà locale (ceramica, metalmeccanica-Merloni, tessile- abbigliamento e calzature, piccoli commercianti) anche a causa di ristrutturazioni e delocalizzazioni in paesi a basso costo di manodopera, e preso atto che il nostro territorio non può più assolutamente essere catalogato come di fascia alta e con ricchezza diffusa, intendono intraprendere tutte le azioni di ferma e civile protesta che evidenzino la distanza che sempre più separa, in materia fiscale, le scelte dell’amministrazione finanziaria dalle esigenze dei cittadini e dalla loro effettiva realtà contributiva.

 

Chiedono all'amministrazione finanziaria locale di evitare l'accanimento nell'applicazione di uno strumento quale gli studi di settore nato con funzioni di filtro e di selezione, non certo di accertamento automatico basato su un contraddittorio con il contribuente che non tiene conto della effettiva realtà locale.

 

Chiedono all'amministrazione comunale di assumere determinazioni specifiche in merito a tale stato di crisi e di sollecitare la sospensione dell' applicazione degli studi di settore o, quanto meno, un loro ridimensionamento a livello locale.

 

I professionisti ricordano che l'allora presidente Scalfaro definì la dichiarazione dei redditi del 1993 " lunare", ebbene quella di quest'anno lo è ancora di più, a causa di una politica fiscale confusa, incerta, spezzettata, con modifiche a gettito continuo e interventi legislativi contraddittori e retroattivi tanto che ad oggi su molte questioni riguardanti la dichiarazione dei redditi del 2006 non c'è chiarezza né certezza e si è in attesa di pareri e circolari ministeriali: immaginate le difficoltà operative di chi queste regole deve applicarle in concreto con adempimenti sempre più pressanti e complessi.

 

Il rigore della lotta all' evasione deve coniugarsi, in uno stato di diritto, con l'osservanza delle regole di civiltà giuridica e fiscale enunciate in particolare proprio nello statuto del contribuente. Lo strumento degli studi di settore può essere utilizzato per limitare l'evasione fiscale, ma è difficile convenire che possa da solo stanare l'evasione: coloro che sono congrui e coerenti non necessariamente sono in regola con il fisco, come pure chi non è congruo e coerente non necessariamente è un evasore, ma può essere un impresa marginale o in crisi, i cui parametri sono completamente fuori misura.Per quanti sforzi si facciano nel pretendere dall'imprenditore la misurazione delle variabili richieste, la compilazione dei dati ha un livello di approssimazione ancora elevato per cui fame discendere un quadro di certezze è pura fantasia.

Cronaca

 

 

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