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N. 10- Ottobre 2007 |
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Riapertura di San Francesco Ripercorriamo i luoghi della tradizione, della storia. Questa nostra cultura, patrimonio di una civiltà, che dal viaggio omerico nella virtute e conoscenza, al pensiero greco, all'azione dei romani, si è elevata nei valori cristiani. La citta' si riappropria della sua identità e si coinvolge in questa celebrazione, nell'incontro tra passato e presente in una dimensione dove la tregua del tempo ci fa appartenere ad una unica storia, la nostra storia, nella continuità tra generazioni.
La tradizione è la contemporaneità tra avi e figli: trasmettere ai nostri figli ciò che ci hanno insegnato i nostri genitori, accompagniamo i nostri figli nei luoghi della civiltà, in un viaggio di ritorno verso ciò che è proprio: le nostre radici. La civilizzazione senza civiltà è un corpo senza anima, un robot meccanizzato e tecnologizzato.
Tradizione non significa reazione, reazionario è chi insegue utopie capovolte. Non abbandoniamo i nostri luoghi, ogni vuoto viene colmato da altri che snaturano quella identità atavica tramandataci e sulla quale è nostro compito vigilare. Vegliamo sulla nostra città con senso di responsabilità, riappropriamoci della piazza, del centro storico, contribuendo ciascuno alla tutela dei luoghi della nostra storia consapevoli che il degrado urbano non è altro che la cornice al degrado umano.
Ruggero Luzi
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Gualdesità
L'utilizzo della chiesa di San Francesco nella convenzione tra comune e diocesi
Riapertura di San Francesco
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