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N. 10- Ottobre 2007

Accademia dei Romiti

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I SINDACI DELLA CITTA'

Francesco Maurizi e il nuovo corso della politica

Il direttore didattico dichiarato incompatibile con il mandato (5 luglio 1914-23 ottobre 1915)


12maurizi_pic0710.jpg (10244 byte)Dopo le dimissioni del sindaco Francesco Stangolini che, dopo un periodo di aspre contestazioni aveva rimesso il suo mandato il 22 luglio 1913, il rovente clima politico non accennava a placarsi sotto la spinta del Risveglio che ammetteva il tramonto dei democratici "d’affarismo". La controparte ribadiva che gli avversari erano, invece, "un ibrido connubio di monarchici, socialisti, repubblicani e preti di giacca e cotta".

 

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Il 29 agosto 1913 si scioglieva definitivamente il consiglio comunale, mentre i redattori del Risveglio, con a capo Angelo Lucarelli (1881-1929) e Romano Maurizi (1892-1982), organizzavano una partecipata manifestazione presso la Rocchetta, mentre arrivava il regio commissario prefettizio Sebastiano Pergameno (19 settembre 1913-5 luglio 1914). Uno dei temi più scottanti che il commissario dovette affrontare fu quello del progetto della ferrovia Gualdo Tadino-Ponte San Giovanni, mentre il consiglio comunale veniva portato da 20 a 30 membri a seguito dell’incremento demografico.

 

Il 5 luglio 1913 si svolgevano le elezioni per il nuovo consiglio comunale che elesse sindaco Francesco Maurizi (1856-1936), a capo di una giunta composta da Giuseppe Bassetti (1876-1944), Celestino Colini (1857-1919), Francesco Bellucci (1850-1930) e Luigi Pascucci (1870-1937). Fu il segnale inequivocabile di un cambiamento di rotta, l’abbandono di una strategia politico-amministrativa riservata a pochi, l’ingresso nella scena politica di agricoltori, commercianti, piccoli artigiani.

 

Ma chi era il nuovo sindaco Francesco Maurizi? Era nato a Gualdo Tadino il 16 gennaio 1856 dal possidente-fornaio Luigi Maurizi (1806-1871) e da Maria Giovagnoli (1810-1879). I Maurizi, originari di Sorifa di Nocera Umbra, si erano stabiliti a Gualdo nel 1740 con il capostipite Francesco (Sorifa 1713-Gualdo Tadino 1771) agricoltore di mestiere. Il nuovo sindaco, invece, aveva completato gli studi diventando insegnante, poi direttore didattico e giudice conciliatore nel 1912. Nel 1885 era stato uno dei soci fondatori della Banca Popolare Cooperativa di Gualdo Tadino e divenne in seguito anche membro della commissione di sconto (1921-32).

 

Il suo insediamento coincise, però, con lo scoppio della prima guerra mondiale (28 luglio) e il 27 agosto 1914 il Consiglio comunale fu costretto ad affrontare il problema degli emigrati rimpatriati dall’estero, indesiderati nei paesi ospitanti, costretti quindi a ritornare in patria in cerca di lavoro. Nonostante la neutralità dell’Italia, il nuovo capo di stato maggiore Luigi Cadorna presentava al re un documento riguardante l’invio di truppe italiane sul Reno come previsto dalla convenzione militare con la Germania nel 1888.

 

Nel frattempo, la politica locale tra la fine del ’14 ed i primi mesi del ’15 venne quasi tutta assorbita dalla diatriba tra interventisti e neutralisti e dall’eco dei discorsi di Gabriele D’Annunzio che accusava Giolitti di essere un traditore della patria. Dopo quasi un anno di accesi dibattiti e di scontri l’Italia entrò in guerra contro l’Austria-Ungheria il 24 maggio 1915 con le truppe italiane che varcarono il confine in direzione del fiume Isonzo. Catapultato in questo rovente clima politico-militare, Francesco Maurizi cercò in tutti i modi di affrontare le situazioni contingenti, come l’organizzazione dei militari (quasi 2.000 gualdesi partirono a più riprese verso il fronte) o degli immigrati finché l’11 dicembre 1914 rassegnò le dimissioni, in quanto il suo ruolo era incompatibile con la carica di viceispettore scolastico, che vennero respinte.

 

Nel 1915 la Giunta approvava l’attivazione di una cucina a favore delle classi più bisognose, l’acquisto di grano dall’azienda Torlonia e la creazione di un magazzino granario, l’organizzazione di cooperative per la confezione di scarpe e indumenti militari, il consolidamento del torrione di levante della Rocca Flea e dell’adattamento dell’immobile nell’odierna Via Calai per ospitare la nuova sede della Pinacoteca comunale. Nonostante il suo adoperarsi in quei momenti particolarmente difficili, il sindaco Maurizi fu costretto suo malgrado a presentare nuovamente le dimissioni in quanto una sentenza del Consiglio di Stato aveva sancito l’incompatibilità della carica con la sua attività professionale. Il 25 settembre rassegnò le dimissioni che divennero esecutive il 23 ottobre 1915, e il 28 ottobre gli subentrò Celestino Colini.

 

Francesco Maurizi riprese la sua attività scolastica e il 17 dicembre 1923 fu insignito della croce di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia per i quarantasei anni dedicati all’insegnamento. Aveva sposato il 3 ottobre 1880 la maestra elementare Antonia Luisa Teodori (1856-1915) dalla quale aveva avuto quattordici figli: Maurilio (1881-1882), Nice (1882-?) trasferita a Roma, Lida (1883-1973), Luigi (1885-1947), Maurilio (1886-1979), Angela (1887-1944), Mario (1888-1968), Fidia (1889-1892), Giannina (31 maggio-28 novembre 1891), Annina (1892-?) trasferita a Roma, Zita (1893-1972), Elio (1894-1895), Adelaide (1897-1967) e Ilio (1899-1984).

 

La moglie Luisa morì il 30 ottobre 1915 e il 26 febbraio 1916 Francesco, rimasto da solo con tutta quella numerosa famiglia, sposò in seconde nozze Italina Gherardi (1869-1959) figlia del famoso Marco Gherardi che aveva combattuto con Giuseppe Garibaldi, vedova di Silvio Sergiacomi (1864-1909).

 

Daniele Amoni

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