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I SINDACI DELLA CITTA'
Francesco Maurizi e il nuovo corso della politica
Il direttore didattico dichiarato incompatibile con il mandato (5 luglio
1914-23 ottobre 1915)
Dopo
le dimissioni del sindaco Francesco Stangolini che, dopo un periodo di aspre contestazioni
aveva rimesso il suo mandato il 22 luglio 1913, il rovente clima politico non accennava a
placarsi sotto la spinta del Risveglio che ammetteva il tramonto dei democratici
"daffarismo". La controparte ribadiva che gli avversari erano, invece,
"un ibrido connubio di monarchici, socialisti, repubblicani e preti di giacca e
cotta".
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Il 29 agosto
1913 si scioglieva definitivamente il consiglio comunale, mentre i redattori del Risveglio,
con a capo Angelo Lucarelli (1881-1929) e Romano Maurizi (1892-1982), organizzavano una
partecipata manifestazione presso la Rocchetta, mentre arrivava il regio commissario
prefettizio Sebastiano Pergameno (19 settembre 1913-5 luglio 1914). Uno dei temi più
scottanti che il commissario dovette affrontare fu quello del progetto della ferrovia
Gualdo Tadino-Ponte San Giovanni, mentre il consiglio comunale veniva portato da 20 a 30
membri a seguito dellincremento demografico.
Il 5 luglio
1913 si svolgevano le elezioni per il nuovo consiglio comunale che elesse sindaco
Francesco Maurizi (1856-1936), a capo di una giunta composta da Giuseppe Bassetti (1876-1944), Celestino Colini (1857-1919), Francesco
Bellucci (1850-1930) e Luigi Pascucci (1870-1937).
Fu il segnale inequivocabile di un cambiamento di rotta, labbandono di una strategia
politico-amministrativa riservata a pochi, lingresso nella scena politica di
agricoltori, commercianti, piccoli artigiani.
Ma chi era il
nuovo sindaco Francesco Maurizi? Era nato a Gualdo Tadino il 16 gennaio 1856 dal
possidente-fornaio Luigi Maurizi (1806-1871) e da Maria Giovagnoli (1810-1879). I Maurizi,
originari di Sorifa di Nocera Umbra, si erano stabiliti a Gualdo nel 1740 con il
capostipite Francesco (Sorifa 1713-Gualdo Tadino 1771) agricoltore di
mestiere. Il nuovo sindaco, invece, aveva completato gli studi diventando insegnante, poi
direttore didattico e giudice conciliatore nel 1912. Nel 1885 era stato uno dei soci
fondatori della Banca Popolare Cooperativa di Gualdo Tadino e divenne in seguito anche
membro della commissione di sconto (1921-32).
Il suo insediamento coincise, però, con lo scoppio della prima guerra
mondiale (28 luglio) e il 27 agosto 1914 il Consiglio comunale fu costretto ad affrontare
il problema degli emigrati rimpatriati dallestero, indesiderati nei paesi ospitanti,
costretti quindi a ritornare in patria in cerca di lavoro. Nonostante la neutralità
dellItalia, il nuovo capo di stato maggiore Luigi Cadorna presentava al re un
documento riguardante linvio di truppe italiane sul Reno come previsto dalla
convenzione militare con la Germania nel 1888.
Nel frattempo, la politica locale tra la fine del 14 ed i primi mesi
del 15 venne quasi tutta assorbita dalla diatriba tra interventisti e neutralisti e
dalleco dei discorsi di Gabriele DAnnunzio che accusava Giolitti di essere un
traditore della patria. Dopo quasi un anno di accesi dibattiti e di scontri lItalia
entrò in guerra contro lAustria-Ungheria il 24 maggio 1915 con le truppe italiane
che varcarono il confine in direzione del fiume Isonzo. Catapultato in questo rovente
clima politico-militare, Francesco Maurizi cercò in tutti i modi di affrontare le
situazioni contingenti, come lorganizzazione dei militari (quasi 2.000 gualdesi
partirono a più riprese verso il fronte) o degli immigrati finché l11 dicembre
1914 rassegnò le dimissioni, in quanto il suo ruolo era incompatibile con la carica di
viceispettore scolastico, che vennero respinte.
Nel 1915 la Giunta approvava lattivazione di una cucina a favore delle
classi più bisognose, lacquisto di grano dallazienda Torlonia e la creazione
di un magazzino granario, lorganizzazione di cooperative per la confezione di scarpe
e indumenti militari, il consolidamento del torrione di levante della Rocca Flea e
delladattamento dellimmobile nellodierna Via Calai per ospitare la nuova
sede della Pinacoteca comunale. Nonostante il suo adoperarsi in quei momenti
particolarmente difficili, il sindaco Maurizi fu costretto suo malgrado a presentare
nuovamente le dimissioni in quanto una sentenza del Consiglio di Stato aveva sancito
lincompatibilità della carica con la sua attività professionale. Il 25 settembre
rassegnò le dimissioni che divennero esecutive il 23 ottobre 1915, e il 28 ottobre gli
subentrò Celestino Colini.
Francesco
Maurizi riprese la sua attività scolastica e il 17 dicembre 1923 fu
insignito della croce di Cavaliere dellOrdine della Corona dItalia per i
quarantasei anni dedicati allinsegnamento. Aveva sposato il 3 ottobre 1880 la
maestra elementare Antonia Luisa Teodori (1856-1915) dalla quale aveva avuto quattordici
figli: Maurilio (1881-1882), Nice (1882-?) trasferita a Roma, Lida (1883-1973), Luigi
(1885-1947), Maurilio (1886-1979), Angela (1887-1944), Mario (1888-1968), Fidia
(1889-1892), Giannina (31 maggio-28 novembre 1891), Annina (1892-?) trasferita a Roma,
Zita (1893-1972), Elio (1894-1895), Adelaide (1897-1967) e Ilio (1899-1984).
La moglie Luisa morì il 30 ottobre 1915 e il 26 febbraio 1916 Francesco,
rimasto da solo con tutta quella numerosa famiglia, sposò in seconde nozze Italina
Gherardi (1869-1959) figlia del famoso Marco Gherardi che aveva combattuto con Giuseppe
Garibaldi, vedova di Silvio Sergiacomi (1864-1909).
Daniele Amoni |
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