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N. 10- Ottobre 2007

Accademia dei Romiti

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Meteo & Co. Rubrica di meteoclimatologia a cura di Pierluigi Gioia

Settembre preannuncia la tanta attesa svolta

Radicali mutamenti nella circolazione atmosferica globale farebbero presagire un autunno ed un inverno meno caldi e più piovosi


Il settembre appena trascorso che, per la meteorologia è il primo dei mesi autunnali, ci ha regalato, quatto quatto, alcuni spunti per qualche considerazione non solo sul 2007 ormai al temine ma soprattutto su questo autunno e sul prossimo inverno.

 

Un mese più fresco della norma

 

Cominciamo dai dati statistici. Settembre si è chiuso complessivamente in deficit sia per le temperature sia per le precipitazioni. Interrompendo una tendenza che caratterizzava la maggior parte dei mesi di quest’anno, settembre è risultato più fresco della norma di quasi 1°C (0,8°C per la precisione), specie per la sua prima e terza decade: non si tratta, in assoluto, di uno scarto rilevante, ma è pur sempre un’inversione di tendenza rispetto al periodo estivo, che era risultato a tratti più caldo di 1-2°C. Decisamente interessanti la temperatura minima e massima del giorno 6: 4,4°C, registrata all’alba, è una delle temperature di settembre più basse dell’ultimo ventennio; 13,8°C di temperatura massima per un giorno di inizio settembre (ben 10°C al di sotto della media!) è un vero unicum dei rilevamenti climatici.

 

Tanto per intenderci, potrebbero essere state le temperature di un giorno qualsiasi di fine novembre: con quasi tre mesi di anticipo... E si consideri che, nei primi giorni di settembre, è caduta neve oltre i 1200-1300 metri, situazione che non si verificava, per questo periodo, da anni. Insomma: si incomincia ad intravvedere qualcosa di nuovo all’orizzonte di questo 2007 decisamente più caldo della norma.

 

Ma la pioggia ancora manca

 

Per la piovosità, invece, siamo ancora lontani dal pareggio del deficit, ormai cospicuo, degli ultimi 10-12 mesi. Anche settembre è risultato meno piovoso della norma, con 61 mm cumulati degli 88,8 che la media avrebbe richiesto. Per quest’anno, siamo ormai ad un 30% di precipitazioni in meno. Il mese è risultato anche più secco del normale dal punto di vista dell’umidità relativa, la cui media si assesta intorno al 60%: rispetto agli ultimi sette anni, è il valore più basso. Ce ne possiamo accorgere facilmente dal fatto che l’escursione termica diurna del mese è stata superiore alla norma di quasi 2°C: è proprio la scarsa umidità dell’aria, infatti, che favorisce, grazie all’assenza di nubi, l’abbassamento delle temperature nel corso della notte.

 

Novità dal Pacifico orientale

 

Fin qui, però, niente di clamoroso. Se è vero che, come recita un noto detto, Settembre o secca le fonti o porta via i ponti, quest’anno il mese è passato in sordina, senza farsi notare troppo. Però qualcosa è successo, almeno in confronto a quanto accaduto negli ultimi 15 mesi. Durante l’estate dello scorso anno, lungo le coste orientali del Pacifico, a latitudini subtropicali, si manifestò un riscaldamento anomalo delle acque superficiali (il famoso "El Niño), che solitamente produce anomalie a livello planetario; infatti, in combinazione con la cosiddetta QBO (Quasi biennal oscillation, una variazione ciclica dei venti a livello stratosferico), determinò una componente quasi esclusivamente occidentale delle correnti alle medie latitudini, con scarsissime incursioni di aria fredda artica sull’Italia ed uno degli inverni più miti degli ultimi decenni. Quest’anno - e qui è la notizia di questi giorni - non solo non si è verificato un riscaldamento del Pacifico orientale, ma è accaduto l’esatto opposto: un raffreddamento più consistente del normale, fenomeno che va sotto il nome di "La Niña". Non basta: il flusso di correnti della bassa stratosfera, misurato dalla QBO, è entrato in fase di scarsa vivacità (indice negativo) e questo fa presagire che gli scambi di calore di tipo meridiano (cioè fra alte e basse latitudini) saranno piuttosto intensi nei prossimi mesi autunnali e, forse, invernali.

 

Prepariamo gli ombrelli ...

 

Cosa significa questo? Che molto difficilmente il periodo caldo e secco continuerà e che, anzi, con molta probabilità i mesi di ottobre, novembre e dicembre risulteranno piovosi e, soprattutto, ricchi di contrasti, con irruzioni di aria fredda artica, episodi piovosi intensi e probabili ondate di freddo ad inizio inverno. Le premesse ci sono tutte e la comunità climatologica internazionale ha, tanto per usare una metafora, "drizzato le antenne". Dal canto nostro, ci auguriamo che un periodo di cinque-sei mesi più fresco e piovoso della norma, possa anche ristabilire l’equilibrio idro-geologico che la prolungata assenza di precipitazioni ha messo a rischio.

 

Non dimentichiamoci, tanto per restare con lo sguardo puntato al nostro territorio, che mentre scriviamo, alcuni fiumi e torrenti (Il Rio Vaccara, il Rio Secco ...) sono ormai all’asciutto e che altri sono in pratica dimezzati.

 

Pierluigi Gioia

 


 

Rilevamenti settembre 2007

Palazzo

Mancinelli

Media - Gualdo

(UCEA)

temp. max (°C)

30.7

---

temp. min. (°C)

4.4

---

media max I decade (°C)

24.1

25.4

media max II decade (°C)

26.5

24.0

media max III decade (°C)

23.9

23.3

media max mensile (°C)

(differenza rispetto alla norma)

24.8

(+0.6)

24.2

media min I decade (°C)

10.4

14.8

media min II decade (°C)

14

13.7

media min III decade (°C)

9.7

12.4

media min. mensile (°C)

(differenza rispetto alla norma)

11.4

(-2.2)

13.6

temp. media (°C)

(differenza rispetto alla norma)

18.1

(- 0.8)

18.9

giorni di gelo (media <0°C)

0

---

giorni di pioggia

10

7

giorni di neve

0

---

pioggia cumulata (mm)

(differenza rispetto alla norma)

61.0

(-27.8)

88.8

max pioggia /24h

17 (27/09)

---

temporali

7

---

pressione atm. media (hPa)

1015.7

---

grandinate

1

---

giorni con nebbia

2

---

umidità relativa media

60.9

---

velocità max. vento (km/h)

49.3

---

direzione prevalente

NE

---

Meteo / Ambiente

 

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