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N. 11- Novembre 2007 |
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Crisi idrica: una rete colabrodo Dispersa circa la metà dell'acqua immessa nell'acquedotto
Riccardo Serroni Un fatto è certo. Fossimo stati una quindicina di anni fa questa carenza di precipitazioni ci avrebbe messo sul lastrico, altro che turni notturni una volta a settimana. Forse qualcuno ricorderà che le turnazioni estive erano una regola, precipitazioni o non precipitazioni, perché i nostri acquedotti erano alimentati soltanto dalle sorgenti e perché non cerano ancora i contatori. Il problema era talmente grave e ricorrente che gran parte delle abitazioni si erano dotate di cisterne ed autoclave per ogni evenienza e che, con le ristrutturazioni, credendo ormai il problema superato, sono state in gran parte eliminate.
In questi ultimi quindici anni circa sono stati realizzati dalla Rocchetta (per conto del comune) il nuovo pozzo trasversale a S.Marzio e il nuovo pozzo a Vaccara e da Umbra Acque un nuovo pozzo a Vaccara. E, pescando più in profondità, nonostante la scarsità eccezionale di precipitazioni (-60% degli ultimi 85 anni) di questo anno lapprovvigionamento idrico non è stato totalmente precario. E questo nonostante che il nostro acquedotto sia tuttora un colabrodo.
Il consiglio comunale di lunedì 22 ottobre richiesto dalla minoranza, al di là dellaspro confronto sullormai annosa questione inerente i pozzi di Corcia e Rigali da dare o non dare alla Rocchetta-Idrea, è servito a conoscere qualche elemento in più a livello tecnico fornito dalling. Burini di Umbra Acque.
Per una popolazione di circa 16 mila abitanti come siamo noi a Gualdo, occorrerebbero circa 55 litri di acqua al secondo, che possono arrivare a 70 in periodi di massimo consumo come quelli estivi più caldi. Ebbene, nella nostra rete, anche in questo periodo di massima scarsità di precipitazioni, vengono immessi ancora 103 litri di acqua al secondo, così provenienti:
Vaccara 40 l/s S.Marzio (vecchia) 3 l/s S.Marzio (trasversale) 22 l/s Saletto 9 l/s Palazzo 6 l/s Categge 5 l/s Rocchetta 10-12 l/s Capodacqua 6 l/s Boschetto 2 l/s Autobotti 3 l/s
Viene, quindi, immessa una quantità di 30 l/s superiore al fabbisogno nei periodi di massimo consumo. Eppure non basta. Perché? Perché circa il 60% si disperde ed è su questo che Umbra Acque sta lavorando. A Boschetto 245 utenze utilizzavano 6,5 l/s, unenormità. E stata infatti individuata una perdita di 5 l/s sotto il ristorante La Sorgente che è stata eliminata baypassando quel tratto di acquedotto. La portata notturna dellacquedotto di S. Marzio era di 38 l/s. Da settembre ad oggi è di 25 l/s, quindi sono state recuperate 1/3 delle perdite. Dalla sorgente di Categge per Cerqueto sono stati recuperati 5-6 l/s di perdite. Unaltra perdita di 3 l/s (la quantità trasportata con le autobotti) è stata individuata sotto le abitazioni del quartiere Biancospino. Si sta operando per baypassare quel tratto di acquedotto con una nuova tubazione. In buona sostanza lacqua che esce di notte alimenta soltanto le perdite.
Gli interventi di Umbra Acque, quindi, sono orientati in due direzioni: ridurre al minimo le perdite (intorno al 20% pare sia un fenomeno fisiologico) e migliorare le opere di presa. Dal pozzo trasversale di S.Marzio, ad esempio, che assicura 23 l/s si potrebbe prelevare di più togliendo un tubo più piccolo che è stato messo allinterno del foro più grande che è di circa 40 cm di diametro, ma non è un intervento che si può fare adesso perché richiede tempo e non si può rinunciare a quei litri.
Per eliminare le perdite viene data grande importanza anche ai PIR che prevedono il rinnovamento delle infrastrutture, quindi anche della rete dellacquedotto. Lauspicio è che gli interventi vengano completati al più presto. Tra gli sprechi sono da annoverare anche gli abusivismi che oggi, con parte dei contatori inseriti allinterno delle abitazioni, è più difficile individuare. Bisognerebbe portare tutti i contatori fuori, ma loperazione ha un costo (400-500 euro) che non tutte le famiglie sono disposte a sostenere. Si cercherà di richiedere un finanziamento ad hoc alla Regione.
Cè chi ha ribadito un concetto ripetuto ormai da tempo: far sì che le fabbriche si alimentino con i pozzi privati e non con lacquedotto pubblico. Ma Burini ha dato scarso peso a questo obiettivo semplicemente perché "le fabbriche consumano pochissimo. Evidentemente la maggioranza di loro già si sono attrezzate con i pozzi privati".
Un ultimo dato riguarda i prelievi della Rocchetta spa sulle concessioni già in atto (area Rocchetta). Li ha resi noti il sindaco Scassellati: 12,8 l/s nel primo trimestre 2007; 18,5 l/s nel secondo; 14,31 nel terzo. Quindi in linea con la concessione che è di 20 l/s. Il geom. Brizi, della Regione, dal canto suo ha detto che i prelievi della Rocchetta vengono tenuti costantemente sotto controllo con dei contatori sigillati ed ispezioni a sorpresa.
Massimo Perari, presidente dellAto 1, ha, però, collegato la questione delle concessioni a quella della gestione degli acquedotti: "La tariffe non sono sufficienti a gestire la rete acquedottistica dei 38 comuni dellAmbito- ha detto- Sono quindi daccordo con il documento della maggioranza di Gualdo che chiede di rivedere i canoni delle concessioni date alle 19 aziende che imbottigliano acqua in Umbria. I maggiori introiti potrebbero essere in parte destinati agli interventi per migliorare la rete degli acquedotti in Umbria". |
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Crisi idrica
Crisi idrica: una rete colabrodo
Forza Italia sul problema idrico
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