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N. 11- Novembre 2007

Accademia dei Romiti

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Forza Italia sul problema idrico

 

Roberto Morroni


Per iniziativa della minoranza il consiglio comunale ha avuto l'opportunità di esprimersi su questioni di particolare rilevanza per la città. La crisi idrica si trascina da mesi, :sono scattati i turni in larga parte del territorio comunale e tra i cittadini, a conferma di un clima di disagio e di preoccupazione, hanno preso forma gruppi spontanei di protesta; ma tutto questo non è bastato per far scattare nel Sindaco e nella sua maggioranza la sensibilità politica per promuovere una riunione della massima assise cittadina sull'argomento senza dover subIre l'azione delle forze di opposizione. Una mancanza di tempismo e un atteggiamento distratto e superficiale da parte della giunta Scassellati, aggravato anche dalla presenza di divisioni, all’interno della maggioranza, che il dibattito ha evidenziato in modo eloquente. L'acqua è un bene comune e un bene esauribile. Questo slogan equivale ad un monito con il quale siamo destinati a fare i conti oggi e ancor più nei prossimi anni.

 

L'attenzione verso la risorsa acqua chiama in causa tutti, cittadini e istituzioni. Ai primi si richiede una cultura della responsabilità che deve spingere verso un uso oculato, parsimonioso, attento di questa vitale risorsa; alle istituzioni si impone l'adozione di una cultura di governo ispirata al rispetto del principio della supremazia dell'interesse pubblico su quello privato e in grado di attuare politiche necessarie ad ottimizzare l'uso delle risorse disponibili. Con queste due lenti dobbiamo guardare alla situazione del territorio, alle problematiche che essa evidenzia e alle linee di intervento necessarie. La crisi di questi mesi affonda le radici nella vulnerabilità tipica di un sistema di approvvigionamento prevalentemente sorgivo per sua natura esposto ai mutevoli andamenti climatici. Questo limite "strutturale" va rapidamente superato realizzando un sistema caratterizzato da integrazione tra sorgenti e pozzi.

 

Accanto a questo aspetto, vi è un'altra questione cui occorre guardare: l’elevata dispersione che si produce nel nostro acquedotto. Si stima che la "perdita totale" si aggiri intorno al 60%, livello più alto di quello registrato mediamente nell'Ato e comunque quasi il doppio del dato che si ritiene ottimale. In questo 60% c'è un po' di tutto: le perdite della rete, ma non si può escludere a priori la presenza dell'abusivismo. Dinanzi a questo quadro si impongono scelte precise al di là degli interventi immediati (turnazione, ottimizzazione dei prelievi dalle sorgenti, installazione di riduttori di pressione per ridurre le perdite, messi in atto dall'ente gestore Umbra Acque, di concerto con l’amministrazione comunale.

 

Una campagna di sensibilizzazione verso un uso della risorsa acqua corretto, responsabile, rispettoso delle esigenze della collettività è necessaria, come lo è condurre in porto la richiesta di finanziamenti per gli allacci e l'installazione dei contatori esterni, non più all'interno delle abitazioni, in tutti i lavori previsti nei PIR. Azioni, queste, che rivestono un carattere importante, ma che debbono affiancarsi ad un programma di rifacimento e ammodernamento della rete acquedottistica comunale Su questo è indispensabile una politica di programmazione che definisca in tempi brevi risorse, contenuti e tempistiche in modo da scongiurare definitivamente, già in un futuro prossimo, il ripetersi di situazioni di disagio come quella che stiamo vivendo. In questo misureremo la capacità del sindaco e della giunta di farsi interprete di un ruolo attivo in grado di esercitare un'azione di stimolo e di concertazione nei riguardi dei soggetti istituzionali cui spetta la messa in campo degli interventi in questione.

 

I ragionamenti intorno al problema acqua coinvolgono una riflessione quanto mai utile e appropriata sulla presenza nel nostro territorio di una rilevante attività industriale di imbottigliamento di acqua minerale; tema che presenta un doppio volto: quello della realtà produttiva già presente ed attiva e quello della nuova concessione rilasciata dalla Regione, al momento non è ancora operativa. Credo che tale questione debba essere affrontata con equilibrio, senza cedere a furori ideologici che mi appaiono sterili. Sul piano del principio non vedo nulla di scandaloso nel consentire un uso industriale del bene acqua. Ritengo però che esso vada rigidamente coniugato con quel principio guida, in precedenza richiamato, che qualifica e rende autorevole una capacità di governo degna di essere definita tale: la salvaguardia dell'interesse pubblico su quello di parte. Ciò significa anteporre bisogni ed esigenze di una comunità ad ogni altro interesse pur legittimo. Applicare una tale impostazione, che giudico sacra e irrinunciabile, al nostro contesto vuoI dire assumere iniziative e posizioni ben precise su entrambi i fronti che in precedenza ho richiamato. Per quanto riguarda l'attività industriale già in essere, abbiamo chiesto al Sindaco di attivarsi nei riguardi della Regione per acquisire i dati relativi alle quantità dei prelievi effettuati. È un passaggio doveroso, dettato non da uno spirito "da crociata" bensì da un senso di responsabilità e di coerenza. Sarebbe inaccettabile una situazione di squilibrio che veda mancare l'acqua nei rubinetti delle case. ma non negli impianti di imbottiglìamento.

 

Per quanto concerne la nuova concessione, anche qui dobbiamo invocare una condotta che affermi la supremazia degli interessi della popolazione. Non è stata questa la strada seguita dai nostri amministratori sia comunali, che regionali . La scelta in favore del rilascio della concessione, per le modalità e i termini che l'hanno determinata, ha prodotto non solo la violazione del protocollo del '93, mortificandone lo spirito e le finalità, ma ha sancito in aggiunta il ribaltamento di quel sacro principio attraverso la rinuncia del comune di Gualdo a 7 degli 8 l/s per metterli a disposizione della società titolare della nuova concessione. Per queste ragioni ritengo che tale scelta non meriti di essere condivisa.

 

L'opposizione da parte mia al provvedimento in questione era già stata espressa in precedenti occasioni di confronto ed è stata ribadita e riproposta nell'ultimo consiglio comunale. Ma ancora una volta, sindaco e maggioranza si sono dimostrati sordi e ciechi dinanzi alle sollecitazioni dettate dal buon senso e da un'adeguata cultura di governo e confermando, sia pure con qualche imbarazzo e con l'affiorare di divergenze anche profonde all'interno della maggioranza, la loro improvvida volontà. È stata l’ennesima occasione persa, da parte della giunta Scassellati, di essere all'altezza dei compiti e delle responsabilità che i cittadini le hanno assegnato nel 2004.

 

Roberto Morroni

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