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N. 11- Novembre 2007 |
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Simone Sisani: "C'è da scavare per altri 25 anni"
Il prof. Simone Sisani illustra la natura degli scavi (clicca per ingrandire)
"Stiamo usando sistemi diversi di copertura. Dove abbiamo ambienti seminterrati, in prospettiva di una futura musealizzazione, è inutile riportare terreno o ghiaia. Per cui cerchiamo unicamente di proteggere questi ambienti dalla pioggia e dalla neve. Dove non abbiamo grossi dislivelli usiamo la copertura leggera con telo e ghiaia"
A nord delle terme sono stati ritrovati dei muri arcaici. Ciò significa che bisogna riscrivere ancora una volta la storia di Tadinum?
"Sì. In realtà già due anni fa, scavando nella zona della domus, avevamo riscoperto la presenza di strutture risalenti alle origini della città romana, negli anni cavallo tra il III ed il II sec. a.C. Questanno siamo riusciti a trovare unarea dove queste strutture sono molto ben conservate perché al di sopra di esse non cè stato costruito nientaltro. Per cui, estendendo lo scavo, cè la possibilità di vedere una grossa fetta della città come si presentava al momento della sua nascita. E questultimo scavo costituisce lanello di congiunzione tra il Colle Mori, cioè il centro preromano, ed il municipium di Tadino. Quindi siamo in grado di scrivere la storia di questo comprensorio dalle origini fino allabbandono definitivo".
Cera già qualcosa prima dellarrivo di Roma
I reperti (clicca per ingrandire)
"Le strutture sono di poco più recenti dellabbandono, cioè della distruzione di Colle Mori. Quindi sono strutture costruite dagli abitanti trasferiti forzatamente a valle. Devo dire, però, che in questultima area abbiamo trovato materiale risalente al VI sec. a.C.. Il che ci pone il problema di capire che cosa cera qui prima della città romana. Se un piccolo insediamento o un santuario. Il materiale ritrovato è quantitativamente molto rilevante. Lo stiamo ritrovando mescolato a terreno di riporto che è stato riportato nelle operazioni di livellamento per la costruzione della città romana. Ma ciò significa che in questarea, quando Roma arriva, cè qualcosa che convive con Colle Mori, sicuramente".
Ha parlato di trasferimento forzato. Ciò significa che, quando sono arrivati, i Romani hanno costretto i Tadinati a trasferirsi da Colle Mori a qui?
"Colle Mori è stato volutamente distrutto, addirittura anche smantellato. Gli scavi della Sovrintendenza hanno individuato in più punti tratti di questa distruzione violenta. Ed è una distruzione che si realizza proprio negli anni dellapertura della via Flaminia. Quindi è abbastanza agevole collegare i due eventi. Penso anche che questa inimicizia ricordata nelle tavole eugubine sia la memoria di eventi traumatici proprio risalenti a quegli anni. Gubbio si allea precocemente con Roma ed è possibile che linimicizia che traspare dalle tavole eugubine sia lo specchio di questa distruzione violenta dellabitato di Tadinum".
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"Sicuramente la domus è di fatto identificata in tutti i suoi limiti. E un contesto unitario, chiuso ed ha ununica fase edilizia. E una sorta di fotografia di un monumento quasi congelato allepoca della sua vita. Mentre altrove abbiamo una sovrapposizione consistente di fasi che rendono anche più difficile la comprensione del monumento una volta musealizzato. La domus sarà sicuramente il primo punto da musealizzare".
Al di là della musealizzazione, il prossimo anno sarete ancora qui per continuare lesplorazione?
"Io ci conto. Ho fatto un rapido conto e credo che, per arrivare alla fine di questi scavi, ci vorranno altri 25 anni. Spero, quindi, di continuare a scavare non solo nellanno prossimo ma anche negli altri anni a venire. Il grande interesse di questo scavo è proprio la possibilità di comprendere come funzionava una città romana nel corso di lunghi secoli e comprendere come funzionava una città è possibile solo scavando in estensione. E contiamo di farlo".
Ritrovamenti
Di eccezionale interesse una piscina con uno stupendo pavimento a mosaico raffigurante il dio del mare Nettuno. E questestate sono stati riportati in luce anche altri due mosaici: un amorino raffigurato mentre porge uno specchio a Venere e una scena di pugilato. Sono state inoltre recuperate numerose e rilevanti epigrafi latine, alcune delle quali attestano lesistenza, nellarea della città, di un tempio dedicato ad Ercole. Di grande suggestione e importanza gli ambienti dove venivano attivate le caldaie per riscaldare lacqua delle terme e le zone della domus dotate di un vero e proprio impianto di riscaldamento: delle concamerazioni sotterranee dove entrava laria calda. Ultimamente sono emerse delle evidenze di vita prima dellinsediamento romano. |
Prima pagina
Archeo
Alla riscoperta della Tadinum Romana
Paolo Braconi: "Siamo pronti per musealizzare l'area"
Simone Sisani: "C'è da scavare per altri 25 anni"
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