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N. 11- Novembre 2007

Accademia dei Romiti

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Il credo di Aurélie Filippetti

"E' importantissimo conoscere da dove si viene per sapere dove si vuole andare"

 

Riccardo Serroni


Sorriso gioviale, empatia congenita, l’on. Aurelie Filippetti, deputata all’Assemblea Nazionale francese di origini gualdesi, è stata una delle ospiti più attese e più festeggiate della trentesima edizione dei Giochi de le Porte. Mancava da Gualdo Tadino da 18 anni. Aveva vissuto l’atmosfera della sala consiliare quando, all’età di 7 anni, accompagnando il babbo Angelo Filippetti, aveva assistito ad una cerimonia per il gemellaggio Gualdo Tadino-Audun-le-Tiche. Ritrovarsi nello stesso ambiente, di fronte ad altri personaggi, e ripensando a quelli che, protagonisti di allora, oggi non ci sono più, non è mancata una certa emozione.

 

"Essere stata eletta all’Assemblea Nazionale è stata una grande gioia ed una grande responsabilità - ha detto - anche per essere figlia di emigrati italiani e gualdesi. Sono felice di essere tornata nel paese delle mie radici ed è un onore essere ricevuta qui dove mio padre Angelo e Rolando Pinacoli firmarono il gemellaggio. Io ero qua, in questa stanza, e ricordo benissimo. Fu un momento importantissimo per tutti gli emigrati italiani di Audun-le-Tiche perché noi abbiamo bisogno di sapere che una parte del nostro cuore rimane a Gualdo e che c’è una puntuale riconoscenza di questo legame particolare. E’ importantissimo sapere da dove si viene per sapere bene dove si vuole andare. Per costruire bene l’avvenire è fondamentale conoscere il passato ed essere fedele a questo passato".

 

Ho letto il suo libro, "Gli ultimi giorni della classe operaia", che è scritto molto bene e con un grande amore per suo padre e per gli italiani che, l’ha ricordato anche qui, hanno contribuito moltissimo ad arricchire l’economia francese:

 

"Non solo l’economia, ma anche la cultura e tutti gli aspetti della vita francese, specialmente in Lorena, in questa dura regione del Nord della Francia dove era stata ricostruita una piccola Italia. C’era una grande solidarietà tra i minatori, tra gli operai. Loro dovevano stare insieme per sopravvivere, per sopportare questi lavori e queste condizioni di vita difficili. E questa solidarietà e questa gioia di vivere per me veniva dall’Italia".

 

Ha acquisito, quindi, il carattere degli Italiani:

 

"Sì, e spero che per me questo carattere non sparisca mai".

 

La passione politica gliel’ha trasmessa suo padre?

 

"Sì, mio padre mi ha trasmesso l’amore per gli altri, il desiderio di far qualcosa per gli altri, per la città, nel senso più filosofico del termine. Lui non ha potuto portare a termine il suo impegno perché è morto a 54 anni ed io voglio essere fedele a questo suo impegno. La fedeltà è un valore essenziale per me".

 

Lei è tornata a Gualdo dopo 18 anni. Come l’ha ritrovata?

 

"Gualdo è cambiata tanto. Sono qui con i miei zii ed abbiamo visto che la città si è modernizzata. E’ importante anche che il centro storico, la natura siano conservati bene. L’Umbria è sempre bella".

 

Tornerà più spesso, quindi:

 

"Sì, spero. Ma in questi diciotto anni sono venuta spesso in Italia anche se non sono venuta a Gualdo Tadino".

Gualdesità

 

 

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