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I SINDACI DI GUALDO TADINO
Celestino Colini: il sindaco che gestì i problemi della prima guerra mondiale
(28 ottobre 1915-31 dicembre 1919)
Nacque a
Sigillo il 5 luglio 1857 da Clemente Colini (1789-1873) e Rosa Bastianelli (1823-1879) che
si erano sposati il 29 agosto 1840. Il padre, industriale della carta, aveva sposato in
prime nozze la nobile Angela Montini Taddei (Spoleto 1780-Sigillo 1835) dalla quale aveva
avuto 5 figli tra cui Adelaide (1810-1886) che nel 1835 si unì in matrimonio con il
gualdese Enrico Calai Marioni (1812-1871); pertanto Celestino Colini era zio di mons.
Roberto Calai Marioni (1842-1920), anche se era nato 15 anni dopo.
La
famiglia, oltre alla proprietà della cartiera di Scirca, vantava vasti possedimenti
terrieri e immobiliari tanto che dopo lunità dItalia acquistò il castello di
Crocicchio, facendone la propria residenza.
La lapide commemorativa dei caduti gualdesi (clicca per ingrandire)
Celestino
Colini fu un vero "professionista" della politica comprensoriale: sindaco di
Sigillo dal 1891 al 1899, poi dal 1902 al 1904 e, infine, dal 1912 al 1914; consigliere
provinciale del mandamento di Gualdo Tadino dal 1891 al 1899, consigliere comunale dal 22
luglio 1914. Quando Francesco Maurizi rassegnò la dimissioni da sindaco di Gualdo Tadino
per incompatibilità con la funzione di direttore didattico, Celestino prese il suo posto
il 28 ottobre 1915 nel corso del primo conflitto mondiale, quando le carenze strategiche e
organizzative dellesercito italiano, con la perdita di 62.000 soldati e il ferimento
di altri 170.000 nelle quattro battaglie dellIsonzo, avevano già cominciato a
manifestarsi in tutta la loro gravità. Governare una piccola città come Gualdo Tadino,
dove la maggior parte dei giovani era stato richiamato alle armi, non fu certamente
compito facile, come daltro canto non fu agevole esprimere parole di commiato per i
163 caduti in battaglia, quasi il 10% dei richiamati alle armi. Pertanto la sua azione
amministrativa, voluta fortemente da tutte le forze politiche locali che vedevano in lui
una degna persona con una solida esperienza, si indirizzò, per forza di cose, verso i
problemi quotidiani legati al conflitto.Fissazione dei prezzi sui generi di prima
necessità, calmiere per la distribuzione di farina, pane, olio e uova, requisizione dei
foraggi, gestione dei 200 prigionieri austriaci alloggiati presso il convento
dellAnnunziata, i quali verranno impiegati per il rimboschimento della pineta.
Sul versante
scolastico fu istituito nel 1917 un corso tecnico provvisorio, mentre tutta la città fece
fronte comune per affrontare il problema dei profughi e per sostenere lospedale
Calai dove venivano ricoverati tutti i feriti rimpatriati dal fronte. Dagli atti
ufficiali, però, risultano anche lunghi periodi di assenza del sindaco, vuoi per motivi
di salute, vuoi per vigilare sulle attività imprenditoriali di famiglia. La macchina
amministrativa, però, continuava sempre a girare, grazie al segretario comunale Emilio
Banterle (Verona 1841-Gualdo Tadino 1924) e ai pochi impiegati rimasti.
Intanto il
primo conflitto mondiale si stava incanalando verso risultati positivi per lItalia,
mentre i potenti gruppi industriali (siderurgici e meccanici) che avevano tratto vantaggio
dalla guerra, tentavano anche la scalata alle banche. Significativa fu
lintraprendenza dei fratelli Mario e Pio Perrone che, pur controllando la Banca
Italiana di Sconto, cercarono di impadronirsi con lacquisto di una consistente quota
di azioni anche della Banca Commerciale, al fine di assumere il controllo dellIlva e
della Terni, fortemente impegnate nella produzione di armamenti militari.
Finalmente il
29 ottobre 1918 gli austriaci chiesero ufficialmente larmistizio (firmato il 3
novembre), mentre il giorno dopo sarà proclamata dal Consiglio nazionale lunione di
Fiume allItalia. L11 novembre anche la Germania porrà fine al conflitto che
aveva causato per lItalia 680.000 caduti e una spesa globale (non solo italiana) di
157 miliardi, oggi circa 387.000 miliardi quasi 200 miliardi di euro. Ma fu il trattato di
Versailles, firmato il 28 giugno 1919 che pose ufficialmente fine al drammatico evento.
LAmministrazione
comunale nel frattempo, si premurò di affrontare i seri problemi occupazionali derivati
dalla guerra con la creazione di una commissione comunale di collocamento che, per
favorire una "larvata" ripresa industriale, vendette alcuni terreni nelle
adiacenze di Porta Romana al prezzo simbolico di una lira, oggi circa 1,30 euro. Questi
provvedimenti, però, non furono sufficienti ad arginare i disagi e i danni prodotti dai
quattro anni del conflitto tanto che il sindaco Colini nel luglio 1919 rassegnò le
dimissioni, ritirate il 30 ottobre dopo due mesi di gestione dei commissari prefettizi
Achille Spazzola, Alessandro Manzoni e Alfredo Perziani.
Il 4 novembre
si tornava sui banchi consiliari e si formava una nuova giunta composta da Martino Egidio
Pucci, Giuseppe Bassetti, Luigi Pascucci e Lorenzo Bubboli, che non riuscì minimamente a
incidere sulla vita amministrativa di Gualdo Tadino, e il 31 dicembre 1919 il sindaco
rassegnava a titolo definitivo le dimissioni per limpossibilità di gestire
lamministrazione post bellica dovuta alla mancanza di fondi e di personale.
Celestino
Colini morì a Crocicchio il 23 giugno 1923. Aveva sposato a Cagli il 22 aprile 1883 Rosa
Mochi (Cagli 1863-Sigillo 1895) di Giuseppe e Fermina Pauselli Colonna, dalla quale aveva
avuto 5 figli: Clemente (Sigillo 1885-Spello 1924), Adelaide (Sigillo 1886-Genova 1980),
Adriana (Sigillo 1888-Genova 1978), Amedea (1890-1974) e Anna (Sigillo 1895-?).
Daniele Amoni |
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Storia
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