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N. 12 - Dicembre 2007

Accademia dei Romiti

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Grande successo per l'iniziativa di Azione Cattolica ed Accademia dei Romiti

L'ultima lezione del maestro Giubilei


01igiubileipic0712.jpg (8190 byte)Mai s’era vista una sala multimediale dell’Istituto salesiano così piena e carica di commozione. Erano là, molti, per ascoltare il vescovo ma soprattutto per mostrare il proprio affetto ad Italo Giubilei che, sfidando caparbiamente la sua malattia, era voluto comunque essere presente, mostrando la tempra di un uomo che, a Gualdo Tadino, non si è fatto scivolare la storia davanti. L’ha fatta.

 

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Questa la sintesi dell’incontro dell’8 dicembre, Cattolici e politica nella prima metà del Novecento, organizzato dalla nostra Accademia e dall’Azione Cattolica diocesana. Non era e non voleva essere l'estremo saluto ad un nostro accademico. Eppure lo è diventato, involontariamente. Tutti speravamo che la malattia di Italo gli permettesse di arrivare alla presentazione. E Italo c'era. Affaticato ma lucidissimo. Non tutti possono vantare l'onore di essere celebrati e di andarsene subito, in silenzio, con dignità. Italo Giubilei lo ha fatto. Neppure 48 ore dopo aver raggiunto il suo obiettivo, pubblicare il suo saggio, darci, da maestro di professione e di vita qual era, il suo ultimo insegnamento. "Quest'anno ho due obiettivi" diceva da un po' di tempo "pubblicare il mio libro e poi raggiungere mia moglie Olga in cielo". Obiettivi raggiunti, con precisione.

 

Detto questo, dell'incontro quasi sembra superfluo parlare. Moderatore Giovanni Carlotti, in duplice veste di accademico e delegato regionale di Azione Cattolica. Apre il sindaco Scassellati, che è voluto essere presente nonostante un impegno; poi i saluti degli enti organizzatori: il mio, impacciato, per l'emozione di trovarmi di fronte ad Italo, quello di Celestino Petrelli incentrato sul valore che l’8 dicembre ha per l’Azione Cattolica, di cui Italo è stato un continuo riferimento.

 

02giubilei0712.jpg (17906 byte)Relaziona, quindi, mons. Sorrentino, vescovo diocesano, che analizza la figura di Giuseppe Toniolo, di cui egli è postulatore della causa di beatificazione. Economista creativo, punto di riferimento per i movimenti cattolici di inizio Novecento ma poco conosciuto.

 

Scorcio della sala gremita

 

Come il periodo che Italo analizza nel saggio Cattolici e politica a Gualdo Tadino (1904-1944) - la prima pubblicazione della nostra Accademia - in cui egli esamina gli inediti verbali delle adunanze del Gruppo democratico cristiano (1904-1906), di cui il padre Giuseppe fu fondatore. Ne parla, con un’efficace introduzione storica, l'accademico Carlo Catanossi, cui fa eco il direttore Valerio Anderlini. Entrambi con il groppo alla gola per l’emozione. Italo, dal canto suo, ha voluto ringraziare tutti di persona, donando ai presenti una copia del libro, "il mio testamento" ci ha bisbigliato. Siamo noi che ringraziamo te, Italo. Di cuore.

 

Il rettore Pierliuigi Gioia

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L'ultima lezione del maestro Giubilei

 

La storia opera dei potenti o dei popoli?

 

 

Il Decano della nostra

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Comm. ins. Italo Giubilei

non è più tra noi.

Ciao Italo, ci mancheranno il tuo consiglio, la tua saggezza, il tuo entusiasmo giovanile, il tuo attaccamento alle sorti di questa città.

 

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