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N. 12 - Dicembre 2007

Accademia dei Romiti

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Alessandra Artedia e la poesia

Intervista di Pierluigi Gioia


03artediapic0712.jpg (11603 byte)"Nulla di nuovo sotto il sole" afferma Qohelet, nell’omonimo libro della Bibbia. Già 2500 anni fa l’uomo aveva timore di non aggiungere "nulla di nuovo" da lasciare ai posteri a quanto già detto dagli antenati. Come riesce un intellettuale o un poeta a trovare qualcosa di nuovo e di originale da dire?

 

Un'immagine della platea per la presentazione del libro

(clicca per ingrandire)

 

R.: Qohelet aveva ragione e torto insieme. Aveva ragione perché in fondo, di per sé, non c’è nulla di nuovo da raccontare. Bisogna solo saper osservare con altri occhi, da altre angolazioni e andare oltre la prima apparenza, imparare a cogliere un punto di vista tuo che però sia in grado di essere unico ed universale, e siccome siamo tutti diversi, allora c’è sempre qualcosa di nuovo da raccontare. Come si fa? Basta imparare ad osservare e ad ascoltare.

 

Ma in un mondo in cui il linguaggio è consunto, inflazionato, come sei riuscita a trovare parole per liriche intense come quelle che hai scritto?

 

R.: Il mio linguaggio è nato da un profondo ascolto. Perché se è vero che la dicotomia tra pensiero e parola è insanabile, è altrettanto vero che, ascoltando il silenzio ho ritrovato la parola per cantare il silenzio stesso, grazie alla mediazione della natura e ad un desiderio quasi di fusione panica con essa. Penso un pò a San Francesco e al cantico delle creature ... ma poi vado oltre la mera osservazione naturalistica e un pò splendidamente naïf del santo di Assisi

 

... e le tematiche?

 

R.: Per me l’ambiente naturale, e non solo, le montagne, i prati, i ruscelli, sono fonte di ispirazione, o meglio, sono il primo motore della mia poesia, poiché considero l’ambiente come luogo oggettivo ove prendono forma e si svolgono la maggior parte delle azioni umane. È lì che trovo le tematiche, osservando l’uomo nel suo ambiente, (un pò di influenza dei positivisti nell’osservazione dei fatti non posso negarla) quasi come se fossero gli eventi naturali stessi e lo svolgersi delle azioni del genere umano a filtrare i miei pensieri e trasformarli in parole che esprimano concetti, emozioni, sensazioni e riflessioni, appunto, come dice il titolo e come ben esprime la foto da me scattata in una località tedesca, Blaubeuren, nei pressi di Ulm, in Germania. Parole che non siano esclusivamente valide per me, autrice. Di questo, tuttavia, io non me ne accorgo subito ... questo me lo avete fatto capire voi che vi siete emozionati, ascoltando la lettura di Francesca Tuscano e Carlo Biscontini, (che tra l’altro saluto e ringrazio di cuore).

 

Nelle tue liriche sento Ungaretti, soprattutto in quegli "squarci verso l’infinito" che vi ricorrono. Qual è il tuo poeta preferito? E quali sono i modelli letterari cui hai fatto riferimento?

 

R.: Scrivendo non ho mai pensato ad Ungaretti, quanto piuttosto a Montale, Foscolo e Quasimodo. Per l’osservazione della natura a volte ho pensato a Pascoli e al suo simbolismo ... sebbene la mia concezione della natura si distacchi dalla sua, che mi appare più morbosa.. Montale l’ho amato moltissimo al liceo, a partire da I limoni, Dora Markus, Meriggiare pallido e assorto, Se t’assomigliassero a una volpe ... e poi Foscolo ... quello di Alla sera, A Zante, quello di stampo goethiano insomma. Non posso negare un’influenza della letteratura tedesca, del romanticismo (Tieck, Novalis), della filosofia hegeliana e, perché no? anche di certi momenti dell’Ottocento russo. Di sicuro dal romanticismo tedesco ho colto gli "slanci verso l’infinito", lo streben nach, per usare un termine tecnico.

 

E la tua formazione più in generale?

 

R.: Difficile la domanda sulla formazione intellettuale. Di sicuro una metabolizzazione delle culture e delle letterature che ho studiato per laurearmi in lingue. E ultimamente mi occupo di scrittori stranieri in Italia. Cerco così di vedere le molteplici facce di una questione anche sforzandomi di vedere come e cosa gli altri pensano di noi.

 

E la tua Weltanschauung?

 

R.: La mia visione del mondo? mah ... la scrittura è il mio mondo ... e l’attualità la fonte da cui attingo più spesso. Non sempre riesco ad essere ottimista nei confronti del futuro, tuttavia resto fiduciosa, e, anzi, mi sforzo di dare il mio contributo per far sì che un giorno, chissà ... qualcuno avrà voglia di ascoltarmi e di attuare le mie proposte di cambiamento ... Forse è un sogno utopistico ... ma perché negarci il piacere del sogno in un mondo solo edonistico ma incapace di cogliere davvero i veri piaceri della vita?

 

Nella tua tecnica poetica, come sei riuscita a conciliare innovazione e tradizione, il verso libero con rima ed endecasillabo?

 

R.: Potrebbe sembrare inverosimile, ma quando ho scritto nella maggior parte dei casi non ho scritto contando i piedi, gli accenti e le sirme ... ho scritto e basta ... l’unica cosa che ho fatto è stato di rendere la forma più fluida e musicale possibile ... Ho scritto anche canzoni e poesie in lingua straniera ... un paio di volte con un’amica abbiamo provato a musicarle ...

 

Potresti commentare, comunque, il meraviglioso endecasillabo Anche la perfezione ha il suo senza che hai incastonato in Vivere senza ...?

 

R.: Spiegarlo è un po’ fare violenza, ma ci proverò ... La perfezione è normalmente concepita come assoluto, finitezza, completezza e in quanto tale ha il suo senza proprio perché, essendo compiuta e completa ha il suo tipico senza, vale a dire "è senza difetti!"

 

Che ruolo ha la poesia nella tua vita oggi?

 

R.: La poesia per me è molto importante, una grande forma di comunicazione, apparentemente riservata a pochi, ma che, invece, per la sua brevità ed efficacia, dovrebbe occupare spazio maggiore nelle letture di tutti. Per il domani ... spero la poesia continui ad occupare un ruolo rilevante nella mia vita, un angolo di pace, un mio piccolo, privato paradiso personale ... una torre di avvistamento da cui osservare il mondo, una torre fornita di telescopio ... con lenti speciali ... attraverso le quali osservo il mondo ma senza pormi al di sopra di esso ...

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