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N. 12 - Dicembre 2007

Accademia dei Romiti

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Altrimondi: rubrica di cultura e attualità di Alessandra Artedia

Quelli che l'arte ... la fanno vivere


"Serata di qualità perché anche se chi si esibisce alle nostre serate non è sempre un professionista, la cura dei particolari, la preparazione e l’esibizione, è sempre straordinaria. C'è un entusiasmo ed una voglia di "partecipare" che va proprio nella direzione che noi di Arte & dintorni desideriamo avvenga, tra i giovani e la gente tutta. Persone che amano l'arte, che capiscono che interessarsi di poesia, musica, teatro, è utile al proprio spirito ed al proprio equilibrio mentale e fisico." Questo è il commento che si può leggere nel blog di Arte & dintorni. E è andata davvero così. La serata, svoltasi presso le "carceri" di Fossato di Vico, (nonostante il nome poco invitante, questi locali costituiscono un luogo ricco di storia ed esteticamente ben conservato) è stata sono una delle molte iniziative promosse da Arte e dintorni, sotto la guida della prof.ssa Oriana Scapeccia, docente presso l’Istituto scolastico "Casimiri" di Gualdo Tadino. Il tema della serata era "Il viaggio" e hanno partecipato molti artisti. Stupefacente l’interpretazione di Chiara Acaccia, cha ha letto le poesie di Alessandra Artedia "L’arcobaleno" e "Silenzi".

 

La giovane Chiara Acaccia studia recitazione al DAMS di Bologna e ha presentato un pezzo teatrale: "Il tappo". Sono state lette anche poesie di Alessandro Pauselli, docente al liceo "Mazzatinti" di Gubbio, Carlo Scatena ha presentato due propri componimenti, "Solo quello" e "Un non senso", Gianfilippo Pascolini ha esibito "Baratto", "Anime familiari" e "Quinto giorno di primavera", mentre Marco Panfili ha interpretato la poesia di Marco Carbone "Quando partivo", "Compagni di viaggio" e "Un altro viaggio" di Alessandro Pauselli", nonché un pezzo intitolato "Il pilota del tram" di Paolo Brancaleoni, il quale ha pubblicato un libro-cd sul tema del viaggio, e si è esibito accompagnato dalla sua chitarra, con "Il viaggio", "Escursione lunare" e "Gitano vagabondo"; Gabriele Mendichi ha presentato "Vola anche tu", mentre Stefano Galiotto ha trascinato la folla con la sua goliardica chitarra da stornelli, interessandola in un "viaggio" nel corpo di una donna, performance cabarettistica che ha "travolto" il pubblico scatenando un’ondata di risate. I gruppi musicali si sono esibiti dimostrando la loro bravura: Pier Paolo Filippini e la Polimignino band hanno eseguito dei pezzi in lingua inglese: "Help me during the trip way", "Take your Mojo travel" e "Baby blue" Per la recitazione, oltre a Chiara Acaccia, hanno offerto la loro performance Eleonora Luzi e Alessio Sorano, recitando un pezzo di Ruggero Luzi, "Chiara e Francesco". Ruggero Luzi ha inoltre animato "intermezzo" insieme a Danilo Pippi

 

La risposta del pubblico c’è stata, gente di tutte le età ha partecipato e la sala delle "carceri" fossatane era gremita di gente. Si parla molto di giovani, e spesso si tende a sottolinearne solo il lato negativo. La cronaca nazionale del resto non aiuta: bullismo, violenze, soprusi, delinquenza minorile, alcolismo, uso di droghe e tante altre forme di devianza che fanno sembrare la nostra gioventù "perduta e senza valori". La serata di sabato, così come quella svoltasi il 4 novembre e organizzata sempre da "Arte & dintorni" presso un pub del centro storico gualdese e dedicata ai "Poeti maledetti", ha dimostrato che altro sono i giovani e che altro cercano, non le droghe, non le serate da sballo, ma qualcuno che sappia guidarli anche nei divertimenti. E qui torno ad insistere sulla valenza della musica, sulla capacità della stessa di essere un collante universale, di rappresentare un momento di intuizione in cui tutti si riconoscono. Musica come un aspetto dell’arte, ma musica è anche la poesia, la recitazione, la lettura in pubblico. E' tutto ciò che permette al nostro corpo di relazionarsi con l’Altro, con una massa costituita dai singoli, quale il pubblico stesso, quei singoli che si incontrano poi nella vita di tutti i giorni, ma che l’arte trasforma in un unicum, che coinvolge positivamente, che invita a fare, che porta sul palcoscenico persino le deformità e le devianze umane per mostrare che, ahimè, anche esse esistono, ed esistendo sono degne di nota, di rappresentazione. Nella finzione scenica, letteraria, musicale presentata per mezzo della performance, si crea il distacco tra il sé attore e il sé spettatore, lo sdoppiamento permette di vedere e di vederci, di guardare, osservare, criticare l’umanità, e anche, senza dubbio, di migliorarla, di farla crescere e arricchire, di infondere la speranza e la fiducia in ogni individuo, in special modo nell’educazione dei giovani e nel condurre alla riflessioni gli adulti, i quali, troppo spesso, malgrado i tanti sforzi e i sacrifici che essi compiono, si sentono sovente troppo distanti dal mondo giovanile, troppo presi nel vortice della quotidiana freneticità della vita, nella "lugubre letizia dei nostri giorni", per usare le parole del poeta italo-tedesco Franco Biondi. Tale distanza si riflette spesso nella cronaca nera, che dipinge nella maggior parte dei casi i giovani come mostri incontrollati e incontrollabili, in cui agire e pensare, razionalità e bestialità convivono e, anzi, spesso l’intelligenza è sfruttata per operare in modo brutale.

 

La violenza giovanile, come dimostrato anche dagli ultimi fatti di cronaca violenta che caratterizzano, purtroppo, il mondo del calcio, (un tempo uno degli sport più belli e seguiti da giovani e meno giovani) non è una malattia solo dei giovani. La violenza non è giustificata né si giustifica in nessun caso, ma non sarà forse l’espressione estrema di una crisi mondiale, in un mondo che sta dimenticando l’arte e la musica? La società è formata dai singoli, ed è inutile affibbiare le colpe sempre "alla società" perché la società siamo noi, ognuno di noi, e dobbiamo ribellarci con tutte le nostre forze ad una Tv spazzatura, ove invece di discutere si urla, si litiga, si fa mostra di immoralità. Non è questo un voler denigrare in toto la Tv, senza appello, né volerla presentare a tutti i costi -per riprendere le parole di Popper- come una "cattiva maestra" ma è una critica verso certa TV e certe esibizioni spacciate come "arte". Ma quale arte c’è nella violenza, nella volgarità gratuita, che è sempre e comunque una violenza, sia essa verbale o fisica, nei siti internet pornopedofili e in tante altre forme pseudoartistiche?

 

Arte & dintorni con la sua attività intende dimostrare che altro sono i giovani, e che l’arte, nei suoi limiti (e qui ci sarebbe da discutere all’infinito intorno al significato della parola arte) ma soprattutto nei suoi pregi, nel suo voler rappresentare l’umanità o la fantasia degli individui e quindi la diversità e la preziosità di ogni singolo, può molto nell’educazione dei giovani, ma che senza il sostegno e il buon esempio che DOVREBBERO dare le ISTUTUZIONI (invece di criticare e attuare tagli alle associazioni culturali, anziché incentivarle. NB: Ogni riferimento alla chiusura della scuola di musica è PURAMENTE CASUALE) non si riesce a dare il meglio di quello che si può e si dovrebbe fare per tutta l’umanità, di cui i giovani sono la più preziosa rappresentanza.

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