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N. 12 - Dicembre 2007

Accademia dei Romiti

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Intervista al presidente Francesco Bartoccioni

Futuro più roseo per l'EASP

Dopo l'attivazione del centro diurno si prospetta l'apertura di un servizio per disabili gravi dai 18 ai 65 anni

 

Riccardo Serroni


Non è ancora fuori dal guado, ma ha percorso un bel passo in avanti per uscirne. Dopo un periodo in cui è stato vittima di aspre diatribe politiche (leggasi vicenda Fausto Cambiotti), l’EASP ha focalizzato le sue problematiche interne individuando strategie finalizzate al riequilibrio di bilancio. Quando un’azienda è in deficit sono soltanto due le strade da intraprendere. Aumentare le entrate o diminuire le uscite. Verificato che non sarebbe stato possibile perseguire il primo obiettivo, Bartoccioni ha puntato sul secondo:

 

"Non era possibile intervenire su alcune spese fisse come il riscaldamento, l’Enel, la tassa rifiuti e quant’altro. Ed allora siamo intervenuti sui costi di tutto il personale che in qualche modo opera con noi riducendo di tre quarti d’ora l’orario per alcune tipologie di servizio e di mezz’ora per altre categorie. La cura dimagrante ha avuto i suoi effetti positivi perché nel corso dell’estate, nonostante una diminuzione degli ospiti, siamo riusciti a contenere sensibilmente le perdite".

 

Il nodo più grosso da sciogliere era naturalmente l’ammontare del debito pregresso che aveva raggiunto la somma di 613 mila euro. Ed in questa direzione è stato decisivo l’intervento del sindaco Scassellati presso la Banca dell’Etruria che ha erogato un mutuo ventennale di 600 mila euro che l’EASP non dovrebbe avere difficoltà ad estinguere.

 

Importante è stato anche il contributo di 22 mila euro della Fondazione dell’Ospedale Calai. 13 mila sono stati utilizzati per coprire il debito pregresso non coperto dal mutuo della Banca (che è di 600 mila euro), 2 mila per sistemare un’ascensore e 7 mila sono stati messi nel bilancio 2007.

 

Al di là delle alchimie numeriche, il futuro della struttura si gioca, però, sui servizi. Ed è sul potenziamento dell’offerta che hanno puntato gli amministratori. Il primo obiettivo (il centro diurno, di cui parliamo a parte) è stato appena conseguito. Il secondo è in fase di lancio:

 

Richiesti 12 posti per i disabili gravi tra i 18 ed i 65 anni

 

"Abbiamo richiesto 12 posti per la Comunità Alloggio Disabili Adulti Gravi - spiega Bartoccioni - Un servizio permanente rivolto ai disabili gravi compresi tra i 18 ed i 65 anni". Si attendono le relative autorizzazioni dalla Asl e dalla Regione. Ma sembra che non esistano problemi perché la domanda in tale direzione non manca. Questo servizio potrebbe liberare spazio anche per la Residenza Protetta. Ospiti, infatti, che, pur essendo in carrozzella, sono ricoverati in RP, potrebbero essere dirottati sul nuovo servizio lasciando liberi i posti in RP per i quali c’è sempre una grande richiesta.

 

La RSA al completo

 

Per settimane abbiamo registrato polemiche sulla RSA. Dei 10 posti disponibili ne venivano utilizzati soltanto una minima percentuale per mancanza di utenza perché, si diceva, la Asl non autorizza i ricoveri. Ultimamente le cose sono cambiate da così a così. Tanto è vero che a novembre i 10 posti erano tutti coperti. Come mai? Difficile dirlo. E’ probabile un aumento della casistica, è possibile che in questa fase di pretrasferimento all’ospedale di Branca ci sia già bisogno di una struttura sanitaria di appoggio come quella che può garantire l’EASP ... Fatto sta che i 10 letti per la RSA sono tutti occupati e richiedono un servizio sanitario qualificato perché gli ospiti dimessi dagli ospedali hanno appena subito interventi gravi e, quindi, necessitano di cure ed attenzioni specifiche. Per questo è ormai improprio parlare dell’EASP come di un centro per anziani, di un ospizio. E’, infatti, un centro di cura e di assistenza.

 

C’è poi la residenza protetta per 50 ospiti che presentano problematiche varie, ma su questo servizio, che rimane quello base della struttura, non c’è molto da dire, se non sottolineare l’opera dei volontari:

 

"Dobbiamo ringraziare i volontari del CVS, del Gruppo Scout, del Banco Alimentare - dice Bartoccioni - Ed anche molti familiari sono presenti e ci forniscono il loro prezioso aiuto, soprattutto nel momento della somministrazione dei pasti".

 

Il futuro e le strutture

 

Nella sfera di cristallo si intravede, nel futuro, dell’EASP qualche cambiamento strutturale di rilevante importanza. Ma siamo ancora a livello ipotetico, nella fase di ipotizzazione teorica. Perché tra il dire ed il fare ... ci sono di mezzo gli euro.

 

La prima questione riguarda Villa Luzi, che è in comproprietà con il comune (che ne possiede i fondi). Attualmente la struttura viene consolidata con un fiananziamento regionale di 1 milione di euro. L’intervento, però, non è risolutivo. Al consolidamento dovrà seguire un ulteriore progetto per rendere fruibili i locali. Si spera in un secondo contributo regionale perché l’EASP nel proprio bilancio non ha risorse da destinare a questo scopo. Per farne cosa? L’idea iniziale era quella di ricavarne degli spazi da utilizzare per i ricoverati autosufficienti. L’ipotesi resta ancora valida, anche se, nella prospettiva di trasferire il centro sociale presso l’ospedale Calai, tutto potrebbe cambiare ed accadere. Anche che la villa venga messa in vendita per fare cassa.

 

Il trasferimento all’ospedale Calai (una volta trasferita a Branca la struttura ospedaliera) è stato prospettato a livello politico. Bartoccioni non sottovaluta gli aspetti positivi di questa operazione: "Lati positivi ci sono sicuramente - dice - Basti pensare alla vicinanza con alcuni servizi sanitari che rimarranno anche dopo il trasferimento dell’ospedale. Il Calai, però, così com’è attualmente, non è idoneo ad accogliere il Centro Sociale. Bisognerebbe intervenire in diversi settori, dai servizi igienici alla necessità di creare degli spazi comunitari. L’operazione richiede, quindi, un intervento finanziario straordinario che noi non siamo assolutamente in grado di sostenere". Ecco, dunque, l’interrogativo di fondo. Se trasferimento ci sarà, come verrà coperto finanziariamente? E’ un progetto tutto ancora da costruire e, se andrà avanti, non è escluso che esso implichi la vendita a privati di Villa Luzi e della stessa struttura che occupa attualmente il centro "Armando Baldassini".

EASP

 

Futuro più roseo per l'EASP

 

La struttura operativa dell'EASP

 

Alzheimer: il centro diurno Biancospino

 

 

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