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I SINDACI DI GUALDO TADINO
L'epurato dal fascismo Egidio Pucci
(8 dicembre 1920 - 17 novembre 1922)
Nato a San Pellegrino il 10 novembre 1866 da Giuseppe
(1821-1883) e da Geltrude Spigarelli (1827-1907), penultimo di dieci figli, compì gli
studi elementari dopo i quali proseguì nel mestiere paterno: il fabbro ferraio. Sposò il
6 marzo 1895 Odda Perugini (Gubbio 1860-Gualdo Tadino 1944) di Ubaldo e Eugenia Bertinelli
dalla quale nacquero cinque figli dal 1895 al 1905.
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Sebbene di
umili origini, dimostrò sempre un alto senso civico e una profonda dignità, già
evidenziata nel discorso del suo primo insediamento nel 1905 nel neoeletto Consiglio
comunale: "Egregi consiglieri, per la prima volta che ho lonore di
chiamarvi colleghi vi porgo il mio caldo e reverente saluto. A Voi tutti, vecchi
nellufficio, io solo nuovo. Voi ricchi di esperienza, dingegno e di cultura,
io povero di tutto, come ardirò sedervi accanto? Solo la vostra bontà mi darà coraggio.
E per la mia pochezza, e per essere marito di unimpiegata di questo comune, come non
volevo accettare la candidatura offertami, così sarei ora deciso di rinunciare
allonorifica carica di consigliere comunale. Ma non lo faccio perché sarei sicuro
di apportare un forte dispiacere ai miei sampellegrinesi tutti ed agli altri amici che mi
dettero il voto. Alla mia pochezza altro rimedio non potrò apportarvi che una forte
volontà. In quanto poi alla mia condizione di marito di una maestra elementare (che tanto
scalpore aveva menato, specialmente là nella frazione di Rigali) mi preme fare una
solenne dichiarazione: se in passato avessi qualche volta non lo ricordo
raccomandato mia moglie allautorità scolastica o a quella comunale, da oggi in
avanti io esigo che la sua opera venga scrupolosamente controllata e ispezionata. Del
resto ha 28 anni di servizio la sua nomina stabile e la coscienza tranquilla del proprio
dovere. La mia parola in questo Consesso sarà sterile, il mio voto a nulla varrà. Ma
voglio, fortemente voglio, che tutti riconoscano in me un consigliere libero ed
indipendente. Il mio programma lo riassumo in due parole: in principi, cattolico nel vero
significato della parola. In amministrazione, sostenitore di tutte leconomia
possibili in armonia con le finanze ed i bisogni del paese". Un discorso
di alto valore morale, ben diverso di quelli che siamo soliti oggi ascoltare!
Egidio Pucci
ricoprì per oltre dieci anni cariche di rilievo: consigliere comunale per tre legislature
(1910-1913, 1914-1919 e 1920-1922), assessore nella giunta guidata da Francesco Stangolini
(1910-1913) e per due mesi nel 1919 in quella di Celestino Colini; fu eletto sindaco
l8 dicembre 1920 e nominò come assessori Fernando Pascucci (1896-1970), Giuseppe
Giubilei (1870-1935), Rodolfo Cirelli (1885-1971) e Giovanni Castellani (1885-1965), tutti
di tendenze popolari e liberali.
Definito
sotto laspetto politico come "di colore camaleontico tendenzialmente
popolare" (LAssalto, 1921), era stato dal 1913 presidente
dellAmministrazione Appennino Gualdese dove era stato accusato dai suoi denigratori
di una gestione autoritaria. Il 23 gennaio 1921 da sindaco presiedeva alla prima riunione
di giunta che esaminava la grave situazione finanziaria attraversata dal Comune ed
approvava alcuni rimedi utili a mitigare i devastanti effetti del periodo post-bellico,
come la disoccupazione e laumento dei prezzi, problemi che, guarda caso, pur non
essendo usciti da un conflitto, anche oggi sono allordine del giorno.
Il 16
febbraio 1921, grazie al suo interessamento, viene inaugurata la sede del Banco di Roma,
situata in via del Corso al primo piano di Palazzo Cajani. LUnione Liberale ne
darà unesaustiva descrizione in quanto interverranno "le più
spiccate personalità di questa elegante ed industre cittadina, con a capo il Sindaco sig.
Pucci Egidio. Gli onori di casa vennero fatti dallIspettore Centrale del Banco sig.
avv. Arturo Terilli, da Palverini Cesare, direttore della succursale di Foligno e
dallavvocato Scarponi Giuseppe, reggente questa filiale. Eleganti e ben disposti gli
uffici che da oggi rimarranno ininterrottamente aperti tutti i giorni, eccetto i festivi,
dalle 9 alle 12". Una settimana dopo il sindaco partecipò a Perugia
alladunanza costitutiva della Federazione Provinciale Amministrativa Umbra.
Egidio Pucci
rimase molto attaccato al collegio salesiano dove avevano studiato i figli Ezio e Ugo e si
adoperò per far approvare il 27 dicembre 1921 la convenzione per il funzionamento delle
scuole secondarie tecniche e ginnasiali che di lì a qualche anno richiameranno diverse
centinaia di studenti da ogni parte dItalia. La giunta Pucci, pur restando al
governo per un breve periodo, brillò soprattutto per lo spiccato decisionismo
amministrativo approvando diverse e sostanziali delibere: partecipazione al finanziamento
della linea ferroviaria Gualdo Tadino-Chiusi, intitolazione di una via del centro a mons.
Roberto Calai, trasferimento del cimitero dalla località Madonna delle Rotte alla nuova
sede di San Facondino, introduzione del calmiere dei prezzi, attribuzione al convento dei
Cappuccini della proprietà delleremo del beato Angelo, concessione alla Società
Anonima Elettricità Umbra (SAEU) del servizio di pubblica illuminazione, collocazione del
crocifisso delle scuole.
Le tensioni
politiche legate alla scissione socialista e alla nascita del partito comunista,
allinvadenza ed arroganza dimostrate sempre più dei fascisti, alla sua origine
"campagnola" portarono il 17 novembre 1922 alle dimissione del sindaco il quale,
per essere salvato dalla furia dei fascisti, fu ricoverato per dieci giorni dal
maresciallo dei carabinieri Bernardoni e dallagente di pubblica sicurezza Reginella
presso labitazione dellavvocato Giuseppe Gubbiotti, guardato a vista da 10
carabinieri e da 20 agenti (non tutti insieme!).
Egidio Pucci
fece ritorno alla sua San Pellegrino mentre a Gualdo sinsediava il commissario
prefettizio Nestore Bartoletti (29 novembre 1922-30 gennaio 1923). Morì nella sua casa il
19 dicembre 1928. I due figli Ezio e Aldo ebbero due destini diversi. Ezio Pucci
(1897-1917), sottotenente di fanteria della Brigata Perugia, morì in combattimento
il 9 giugno 1917 sullaltopiano del Carso durante la decima battaglia
dellIsonzo. Ugo Pucci (1899-1959), corriere diplomatico, emigrò in Francia nel 1936
insieme a suo fratello Ovidio ma, poco tempo dopo, fece ritorno in Italia richiamato anche
dallo spirito nazionalista esaltato dal Regime. Vincitore di concorso, entrò come
funzionario al Ministero degli Esteri ed inviato in Francia come corriere diplomatico.
Girò per lavoro diverse ambasciate italiane in Inghilterra, Germania, Svezia e Ungheria.
Amico del marchese Gian Giacomo Chiavari di Genova e di sua moglie contessa Laura
Pallavicini (Shangai 1906-Genova 1968), quando il nobiluomo ebbe la nomina ad ambasciatore
in Nicaragua, volle con sé Ugo Pucci quale primo segretario dambasciata (vice
ambasciatore) presso la sede di Managua. In Nicaragua visse con trepidazione il periodo
dellattentato al dittatore Anastasio Somoza (1896-1956) e della salita al potere del
figlio Luis Somoza Debayle (1922-1967) distinguendosi per equilibrio diplomatico e senso
del dovere verso la popolazione colpita anche da calamità naturali, ricevendo encomi
solenni.
Daniele Amoni |
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La storia
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