logoserrasanta.jpg (9762 byte)

N. 1 - Gennaio 2008

Accademia dei Romiti

Prima pagina

Edizioni

Sommario

Lungo i prati di Valsorda


Quando il direttore mi ha proposto di scrivere qualcosa in ricordo di nonno Italo, ho accettato volentieri. Ho chiesto a mio padre di indirizzarmi e lui mi ha detto di dire quello che sentivo e di ringraziare tutti.

 

Grazie all'Accademia dei Romiti ed al rettore Pierluigi Gioia, grazie al direttore Valerio Anderlini e ad Eugenio Sillani, al sindaco, all'Azione Cattolica e Carlo Catanossi. Grazie a tutti perché abbiamo sentito una sincera partecipazione al nostro dolore.

 

Credo che sia noto quanto mio nonno amasse i giovani e la scuola (adorava i suoi ex alunni), l'Azione Cattolica, ma non tutti sanno, quanto amava Gualdo ed i suoi abitanti. Era orgoglioso di essere gualdese. Quando c'erano delle cose nel decoro urbano non fatte bene o scelte che lui non reputava utili per la città, era sinceramente dispiaciuto. Non parlava male di nessuno ma cercava di contribuire a migliorare le cose. Ha trasmesso questo amore anche ai suoi figli e a noi nipoti (guai a parlare male dell'Umbria o di Gualdo).

 

Italo ha trascorso sempre l'estate nella nostra casa di campagna in Romagna e dedicava molto tempo a me e mia sorella Margherita: ci ha fatto amare i libri, la storia, la pittura, ci ha insegnato a leggere il giornale. Io devo molto a lui perché mi procurava sempre il materiale che gli chiedevo per scrivere e discuteva con me alla pari su tutti gli argomenti. Riteneva oggetto di culto la ceramica gualdese e non perdeva occasione per frequentare ed incoraggiare un po' tutti gli artigiani.

 

Ci ha insegnato a guardare le cose senza essere di parte, con giustizia, senza lasciarci influenzare e senza avere pregiudizi per alcuno e a difendere le proprie opinioni. La cosa più bella forse è che aveva rispetto per tutti e da tutti cercava di cogliere l'aspetto più positivo. Era un uomo semplice ed onesto. Provava sincero amore e stima per suo padre.

 

Il libro ultimo l'ha scritto per rivendicare il contributo che i cattolici, nella politica di Gualdo, hanno dato per ricercare una giustizia sociale e per rendere omaggio a suo padre Giuseppe, artefice di questo progetto.

 

A me piace ricordarlo che passeggia con nonna Olga lungo i prati di Valsorda e che le dice che i narcisi sono sempre i fiori più belli. Penso che Gualdo Tadino con la morte di Italo non perde uno dei suoi figli, ne acquisisce semplicemente uno in più nella memoria.

 

Francesco Giubilei

 

Italo Giubilei

 

Italo Giubilei: un personaggio che ci ha insegnato a vivere

 

Lungo i prati di Valsorda

Accademia dei Romiti

Prima pagina

Edizioni

Sommario

montecamera5.jpg (12241 byte)

allegracombriccola_logo.gif (4713 byte)

ning.jpg (16944 byte)

 

 

 

 

 

Per inserzioni o scambi link si contatti la redazione