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N. 1 - Gennaio 2008

Accademia dei Romiti

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A colloquio con la senatrice Sandra Monacelli

"Soddisfazione per un provvedimento sulle lavoratrici autonome"

"A Gualdo bisogna uscire dagli schemi centro destra-centro sinistra"

 

Riccardo Serroni


01smonacelli0705.jpg (15443 byte)Sandra Monacelli, neo senatrice dell’UDC, ci ha messo poco ad ambientarsi nella giungla politica romana. Capace, preparata e determinata, molto apprezzata nel suo gruppo, ha saputo in breve conquistarsi un suo spazio facendo sentire la sua voce e proponendosi. Con questa intervista cerchiamo di capire come la senatrice della nostra città sta vivendo questa sua nuova stagione politica.

 

Ad un anno e mezzo dall’elezione, come sintetizzeresti questa tua nuova esperienza politica?

 

"E' stata sicuramente un’occasione estremamente importante della mia vita. Mi ha consentito di entrare a contatto con la realtà politica nazionale. Per me è un resoconto tutto in attivo, perché ho avuto modo di capire come funzionano alcuni meccanismi decisionali venendo a contatto con i centri di comando delle leve politiche. E questo mi ha arricchito sotto il profilo personale e politico".

 

Sei venuta a contatto con i vecchi marpioni della politica. Come viene accolto un neofita?

 

"Un po’ per il fatto di essere una delle più giovani senatrici, un po’ per il fatto di essere donna, non ho avuto grosse difficoltà di inserimento. Ho trovato molta cortesia e disponibilità. Non nascondo che all’inizio ero come il classico Fantozzi nel senso che non sapevo come rapportarmi all’interno del palazzo, non riuscivo a capire da dove si entrava e dove si usciva. Ma questo disorientamento è durato poco. L’interrogativo che mi ponevo era questo- Sarò all’altezza del compito che mi è stato affidato?- Passati questi mesi ho capito di non essere tra gli ultimi arrivati. Negli interventi al Senato, ad esempio, vedo che c’è una sostanziale condivisione".

 

Qual è stato il momento che ricordi con maggior piacere?

 

"Tra i momenti più significativi e più belli di questa finanziaria c’è stata l’occasione in cui ho presentato a nome del mio gruppo un ordine del giorno sulla revisione degli studi di settore per le lavoratrici autonome. Partendo dal presupposto che le donne che hanno un lavoro autonomo sono generalmente più penalizzate rispetto alle lavoratrici dipendenti soprattutto nella fase della gravidanza, del parto e nei mesi successivi, chiedevo una revisione sostanziale degli studi di settore per facilitare questo passaggio. Ci sarebbe il rischio, infatti, di disincentivare la natalità e la costituzione delle famiglie. Subito dopo il mio intervento la Finocchiaro, capogruppo dei DS, ha chiesto di poter apporre, lei e tutto il Partito Democratico, la firma su questo ordine del giorno annunciando il voto favorevole. La stessa richiesta l’ha fatta Rifondazione Comunista e poi via via tutti gli altri gruppi, compresi quelli del centro destra. E questa è stata una bella soddisfazione, uno dei momenti che ricordo con maggiore piacere".

 

Avevi presentato anche una iniziativa di legge a favore dei cortei storici. A che punto è?

 

"E’ stata assegnata alla commissione, ora c’è una calendarizzazione. Credo che il suo iter inizierà nei primi mesi dell’anno. Ma oltre a questo ho presentato anche diverse interrogazioni riguardanti il territorio, in particolare sulla viabilità e sull’annosa questione della busta pesante".

 

A questo proposito, hai notizie di come andrà a finire la questione della strada di Casacastalda i cui lavori sono attualmente interrotti?

 

"Ho presentato due interrogazioni al min.Di Pietro ed ho avuto due risposte corredate da documentazioni tecniche. In base alle risposte non si riesce a vedere una soluzione immediata e positiva del problema. Si parla di un contenzioso con la ditta e conosciamo bene i tempi dei contenziosi; non si può immaginare la ripresa del cantiere in tempi brevi. Quindi presumo che avremo di fronte ancora anni prima di arrivare alla conclusione".

 

Spesso diciamo come territorio in senso lato che tutti i parlamentari di tutti i partiti, al di là dell’appartenenza o meno, dovrebbero presentarsi uniti per rappresentarne le esigenze. Hai trovato questa possibilità o hai trovato resistenze da questo punto di vista?

 

"Per alcune cose sì, per altre solo a livello nominale, per altre ancora no. Per quanto attiene alcune questioni legate al terremoto ed alla busta pesante non c’è stata alcuna disponibilità di mettere in piedi una strategia unitaria con gli altri parlamentari del centro sinistra perché era una finanziaria blindata, si giocavano gli equilibri tra maggioranza e minoranza e nessuno dei parlamentari del centro sinistra poteva uscire dagli schemi. Quindi non c’era ragione territoriale che avesse potuto reggere rispetto a questi equilibri. La cosa mi ha lasciato un pizzico di amarezza. Sulla questione degli Eurostar, invece, debbo dire che con Zuccherini abbiamo ragionato spesso sulle problematiche convenendo sulla opportunità di fare un intervento congiunto. Anche se alla fine accade che un sindaco di una certa coalizione cerca sempre il parlamentare di riferimento della sua coalizione e non va a cercare il parlamentare che sta dall’altra parte. Ciononostante ho sempre cercato di difendere con tenacia quelli che sono gli interessi di questo territorio".

 

Veniamo alle questioni di casa nostra. Tu sei un punto di riferimento per il centro destra a Gualdo Tadino; nel 2009 si voterà per il rinnovo del consiglio comunale e tutti i partiti si apprestano a mettersi sulla rampa di lancio ognuno con le proprie strategie. Nel 2004 il centro destra si presentò diviso e, in un certo senso, favorì anche la vittoria del centro sinistra. Come si dovrebbe muovere il centro destra?

 

"Quello che potrà accadere nel 2009 è difficile dirlo in questo momento. Ci sono segnali di dialogo e di riavvicinamento per una volontà di cambiamento e la costruzione di un’alternativa credibile e convincente per l’amministrazione di questa città. Ma fino ad oggi non si sono delineate strategie ed individuate personalità con cui realizzare un progetto per il candidato a sindaco e la squadra. Stiamo in fase di studio. Vanno capite ed interpretate le mosse di chi in questo momento governa. Va soprattutto capito questo distacco che si è determinato tra gli amministratori di questa città e gli abitanti per una serie di problemi, come il centro storico ed altri, che soprattutto in questi ultimi tempi si sono venuti a sommare. Ciò induce ad una certa riflessione. Io credo che sia necessario uscire dai soliti schemi centro destra-centrosinistra. Parlerei piuttosto di cittadini che hanno a cuore davvero una volontà di cambiamento in questa città. Questi dovrebbero cercare di capire la proposta migliore per dare una prospettiva che esca dallo schema del centro sinistra imbattibile. Credo che l’attuale dirigenza del comune non riesca ad interpretare questa volontà di cambiamento, per cui la sfida che c’è e che può essere giocata è quella di uscire dalle formule centro destra- centro sinistra che non fa altro che garantire una sorta di permanenza a chi ha sempre amministrato. Uscire da questo schema potrebbe costituire una chiave di volta per dare una speranza nuova a questa città".

 

Le difficoltà di rapporti recenti tra Casini e Berlusconi possono creare difficoltà nei rapporti tra UDC e Forza Italia anche a Gualdo?

 

"Noi non abbiamo mai avuto un rapporto di suddditanza nei confronti di Forza Italia. Siamo convinti che la politica si gioca sulle capacità di fare proposte, non soltanto sui numeri. Quindi c’è un ragionamento che va costruito, non una condizione di chi detta le regole e di chi ubbidisce e le subisce. Il problema è un’interpretazione politica anche a livello nazionale. Oggi Berlusconi dice ciò che noi andiamo sostenendo da due anni. Noi abbiamo detto che se si vuole davvero mandare a casa Prodi bisogna cambiare strategia. Non si può continuare con questo bipolarismo muscolare. Bisogna cambiare alcune regole, una di queste è la legge elettorale. Ma c’è anche la storia dei regolamenti parlamentari, grazie ai quali i partiti ottengono i contributi e quindi prolificano a dismisura. È necessario ripartire da questo. Una legge elettorale proporzionale con uno sbarramento al 5% porta ad una semplificazione del sistema politico e alla riduzione a 5-6 partiti. Oggi invece c’è stato un proliferare di partiti e partitini che non c’erano nemmeno nella prima Repubblica. Dopo che è fallita la strategia della spallata e nonostante l’assurdità di annunciare la nascita di un nuovo partito dal tettino di una macchina, Berlusconi ha finalmente capito l’importanza della strategia del dialogo. Quando ha iniziato a parlare con Veltroni è iniziata la crisi nel centro sinistra che si reggeva e si regge sull’antiberlusconismo. Queste cose Casini le diceva già da due anni fa".

L'intervista

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