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N. 1 - Gennaio 2008

Accademia dei Romiti

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Piante officinali dell'Appennino gualdese

 

Rubrica a cura di Bernardino Dino Pezzopane

 

La presente rubrica, non ha la pretesa di essere un’opera scientifica, né ha lo scopo di sostituire i testi di Farmacologia, ma vuole, molto più modestamente, tentare di introdurre i profani nel meraviglioso mondo delle piante medicinali ed aromatiche. La posologia è e rimane di competenza esclusivamente medica.


Acacia

 

Robinia pseudo-acacia (famiglia delle papilionacee)

 

Portamento: il tronco alto fino a 15/20 metri, con corteccia bruna rigata; i rami flessibili aculeati; le foglie alterne, composte di 12 paia di foglioline ovali con le stipole spesso trasformate in spine; i fiori bianchi, profumati, riuniti in grappoli penduli (maggio/giugno); i frutti che sono legumi allungati e piatti, bruni, contenenti semi neri e lucidi.

 

Habitat: un po’ dovunque, fino ai 700 metri d’altezza.

 

Quando si raccoglie: nei mesi di maggio e giugno, si raccolgono solo i fiori che possono essere usati con tranquillità; le altre parti della pianta, anche se hanno talune proprietà medicinali, possono essere tossiche.

 

Conservazione: i fiori si fanno essiccare all’ombra in luogo aerato, disposti a strati sottili.

 

Principi attivi: dai fiori si estrae la farnesiana ,un’essenza di gradevole odore.

 

Proprietà: i fiori sono antispastici e lassativi.

 

Nella tradizione popolare i fiori sono utilizzati nella preparazione di frittelle, torte, marmellate, sciroppi e per aromatizzare vini e liquori.

 

Frittelle profumate, 3 manciate di fiori d’acacia, 2 uova, 2 cucchiai di olio, 4 cucchiai di farina, 1 cucchiaio di cognac, 2 cucchiai di zucchero, e olio di semi per friggere. Lavate i fiori d’acacia e fateli asciugare ben bene. Quindi, sbattere in una ciotola le uova con due cucchiai d’olio, unite poco per volta la farina fino ad avere una pastella morbida e omogenea; infine aromatizzate col cognac. Unite i fiori d’acacia, incorporandoli bene al resto. Mettere sul fuoco in una padella con abbondante olio, quando saranno dorate, ponetele a sgocciolare su una carta che ne assorba l’unto. Quindi spolverizzate con un po’ di zucchero e servitele caldissime.

 

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