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N. 1 - Gennaio 2008

Accademia dei Romiti

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I SINDACI DI GUALDO TADINO

Il primo podestà, Umberto Sestilio Sergiacomi

Titolare di due mandati (dal 4 aprile 1927 al 13 aprile 1929 e dal 19 settembre 1934 al 1 agosto 1939)


11sindacipic0801.jpg (9663 byte)Dopo le dimissioni forzate del primo cittadino Egidio Pucci, il 17 novembre 1922 e lo scioglimento del consiglio comunale, si succedono sulla scena politica locale diversi attori, sia nominati dal prefetto che espressione dell’alta borghesia: il regio commissario prefettizio Nestore Bartoletti (29 novembre 1922-30 gennaio 1923), il sindaco Francesco Caiani (4 febbraio 1923-27 dicembre 1925), il regio commissario prefettizio Luigi Lacquaniti (9 gennaio 1926-3 aprile 1927).

 

L'insediamento del podestà il 3 aprile 1927 (clicca per ingrandire)

 

L’acceso clima politico, la salita al potere del ceto benestante e latifondista locale che, nonostante i commissari, di fatto manteneva il controllo sulla vita economica e amministrativa gualdese, lo scontro tra le diverse anime del PNF, tra coloro cioè che erano considerati intransigenti verso gli oppositori e coloro che cercavano di mantenere un equilibrio sostanziale, (una specie di "modus vivendi"), caratterizzarono gli anni 1922-27, anche se la città stava vivendo un momento felice in campo occupazionale e produttivo.

 

Dal 1925, infatti, grazie all’opera del giurista Alfredo Rocco, ex presidente della Camera e ministro della Giustizia, lo stato fascista aveva costruito un sistema di controllo sulla vita socio-politica italiana attraverso la promulgazione della legge contro le associazioni segrete, la limitazione della libertà di stampa, la privazione della cittadinanza italiana ai fuoriusciti, il trasferimento del potere legislativo dal parlamento al governo, l’ampliamento dei poteri ai prefetti e la soppressione dei consigli comunali e dei sindaci eletti, sostituiti dalle Consulte e dai podestà. Fu quindi un grosso avvenimento l’elezione nel 1927 del primo podestà originario di Gualdo Tadino, Umberto Sestilio Sergiacomi (1885-1978), figlio di Raffaele (1839-1930) e Luisa Carlotti (1852-1916).

 

Umberto Sergiacomi, avvocato, considerato dalla storia come un moderato all’interno al PNF, si era laureato in legge presso l’Università di Perugia, frequentò lo studio perugino dell’avvocato Cesare Fani (Perugia 1844-Palermo 1914), già parlamentare, avvocato e principe nel campo forense. Dopo un periodo di apprendistato fu inviato dallo studio a Tripoli per seguire alcune cause inerenti i possedimenti italiani in Libia. Richiamato in patria allo scoppio della prima guerra mondiale, vi aveva partecipato con il grado di capitano, rimanendo "miracolosamente" soltanto ferito nella feroce battaglia sul Col di Lana dove, in un’unica azione militare restarono sul campo 6.400 soldati italiani e 1.800 austriaci. Ritornato a Gualdo nel 1918 e decorato al Merito di guerra, si era applicato nella sua professione di avvocato.

 

Nei primi anni ’20 ebbe la nomina a commissario prefettizio ad Assisi e vinse il concorso da magistrato per la pretura di Offida sede alla quale rinunciò in quanto contemporaneamente vincitore di concorso come notaio a Gualdo Tadino. Nel 1924 ebbe la nomina a membro del direttorio di Fossato di Vico e il 21 marzo 1927 Benito Mussolini in persona firmò l’atto di nomina dei podestà italiani tra cui figuravano anche quelli dell’Umbria: Assisi, avv. Arnaldo Fortini; Bastia, Giuseppe Scaparro; Bevagna, conte Dino Spetia di Radione; Cascia, Domenico Ercoli; Castiglione del Lago, capitano Ugo Giuseppe Mercati; Città della Pieve, Giuseppe Carlini; Corciano, dott. Cesare Brunetti; Deruta, Alpinolo Magnini; Gualdo Cattaneo, Dante Antonini; Gualdo Tadino, dott. Umberto Sergiacomi; Magione, avv. Ugo Palladino; Marsciano, dott. Alceste Cruciani; Montefalco, dott. Francesco Mario Beghelloni; Nocera Umbra, tenente colonnello Rosolino Libertini; Norcia, ing. Dante Cipriani; Panicale, avv. Paolo Isnardi; Piegaro, dott. Pietro Ruschetti; Sangiustino, dott. Sante Battocchi; Spello, Domenico Rambotti; Spoleto, avv. Ferruccio Ferretti; Todi, Pietro Orsini; Trevi, dott. Filippo Dominici; Umbertide, capitano Gualtiero Guardabassi.

 

Sestilio Umberto Sergiacomi s’insediò domenica 3 aprile 1927 al posto del commissario Luigi Lacquaniti. Tutta la città è in festa per il primo podestà gualdese della storia. Intervengono nel pomeriggio da Perugia il vice podestà Guglielmo Donnini, il cav. Aristide Sergiacomi, Ermenegildo Travaglia, Giulio Tega, l’avvocato Angelo Guerrieri, Eugenio Demegni, il cav. Giovanni Cerquetti, il dott. Icapraro, direttore generale della Banca dell’Umbria, il cav. Galileo Guazzaroni, il prof. Falcinelli e una rappresentanza di operai gualdesi residenti a Perugia.

 

Nella sala consiliare il commissario Lacquaniti "elogia il carattere diamantino, la vasta cultura, la rettitudine e la ferrea volontà" del nuovo podestà il quale, attraverso una ben articolata relazione, precisa compiutamente il suo pensiero: "Assumo oggi la carica col fermo proposito di raggiungere due scopi. Il primo è quello di mostrarmi degno dell’onore fattomi con questa nomina dal Governo Nazionale Fascista, ispirando l’opera mia ai principi e all’azione del Fascismo rinnovatore, che ha avuto la sua più elevata espressione nel genio e nella forza mirabile di Benito Mussolini. Il secondo scopo è quello di reggere l’amministrazione di questo Comune, per fare tutto il bene che mi sarà possibile a vantaggio della nostra Gualdo, alla quale mi legano vincoli indissolubili di vivissimo affetto filiale. Ho la conoscenza esatta della responsabilità cui vado incontro e io intendo affrontarla imponendomi l’adempimento scrupoloso dei miei doveri e tenendo questo ufficio con il più alto senso di equità, non disgiunto da quella rigida fermezza che è indispensabile per la tutela spassionata degli interessi collettivi di questa popolazione e per il progresso e benessere della nostra città...". Seguono il discorso del pretore, avv. Giuseppe Pucci, del vice podestà di Perugia Guglielmo Donnini, del segretario politico dott. Raffaele Vecchiarelli, del dott. Vittorugo Santarelli. Alla fine, dopo che il podestà ha ricevuto gli applausi della popolazione sul balcone del palazzo municipale e la consueta sfilata per le vie cittadine, tutti gli ospiti sono accolti presso l’Istituto salesiano per consumare il banchetto di rito. La settimana successiva il podestà nomina suo delegato l’imprenditore Alberto Rubboli e nel maggio assume la carica di presidente della Congregazione di carità che manterrà fino al 30 giugno.

 

Anche se i progetti erano partiti diverso tempo prima, bisogna ammettere che sotto la sua amministrazione si succedono diversi avvenimenti: inaugurazione del monumento ai Caduti e dell’Oratorio salesiano; i campionati mandamentali di tiro a segno; trasferimento della "Fiera del Piano di Gualdo" dentro le mura cittadine; partecipazione alla grande adunata di Perugia con 300 gualdesi (tra militanti e banda cittadina); inaugurazione del Parco del Littorio, della nuova conduttura dell’acqua e della chiesina della Madonna delle Rote; costituzione di una sezione locale dell’ UNUC (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo); celebrazione della "Festa del pane"; inaugurazione di Viale Don Bosco. Ma in questi due anni per il podestà non sono tutte "rose e fiori" in quanto deve fronteggiare una spietata "faida" interna nella quale ha la peggio tanto che il 13 aprile 1929 è costretto a lasciare la carica in seguito ad insanabili contrasti sulla gestione della "cosa pubblica" con gli altri membri del PNF locale, tra cui primeggiano diversi imprenditori.

 

Cinque giorni dopo s’insedia il Regio commissario prefettizio Americo Innocenzi che nomina quale suo incaricato con funzioni esecutive il segretario del PNF di Gualdo, Elpidio Donnini. Il 31 agosto 1929 s’insedia il nuovo podestà, scelto nella persona del medico Carlo Bartoletti, mentre Umberto Sergiacomi si ritira in buon ordine riprendendo a pieno ritmo la professione notarile, mai lasciata. Nel dicembre 1932 è nominato presidente del Comitato d’azione Dalmatica di Gualdo Tadino insieme a Narsete Confidati (segretario) Luigi Petrozzi, Basilio Brambilla e Poerio Luzi. Passano altri due anni e Umberto è richiamato "al dovere" in quanto il 17 settembre 1934 è di nuovo nominato podestà.

 

Il giorno dopo Umberto designa ufficialmente quale suo vice il dott. proc. Gino Demegni, ex-allievo e presidente dell’Associazione "Roberto Calai" che il 15 novembre si dimette dalla carica salesiana. Due anni dopo il Demegni sarà sostituito da Alessandro Depretis. Seguono anni difficili, caratterizzati dalla guerra d’Etiopia e dalla guerra civile in Spagna che vedono ambedue la partecipazione di tanti gualdesi.

 

L’opera meritoria del podestà si manifesta nelle opere realizzate dal regime o cofinanziate o caldeggiate: inaugurazione della nuova scuola elementare (28 aprile 1935); apposizione della prima pietra della nuova ala dell’Istituto Salesiano, progettato dall’ing. Giuseppe Guerra Baldelli (31 agosto 1935); vendita (nonostante un’estenuante trattativa) del Consorzio agrario di Gualdo al Consorzio agrario di Foligno; contributo all’Istituto salesiano della somma di lire 6.000 per l’anno scolastico 1938-39 per il finanziamento del Ginnasio parificato; contributo per il funzionamento del corso di avviamento professionale e per la costruzione della casa del fascio; costituzione della Pro Gualdo. Durante il suo mandato, infine, grazie al sostegno del gualdese Orfeo Sellani, si realizzano la costruzione dell’edificio della GIL e l’inaugurazione della colonia elioterapica (21 luglio 1935).

 

Nuove esigenze sulla gestione della macchina pubblica richiedono sacrifici per cui Umberto lascia il suo mandato, sostituito il 3 agosto 1939 dal commissario Adriano Ceccarelli. Continuerà ad esercitare la professione fino all’età della pensione. Muore il 24 maggio 1978. Aveva sposato a Fabriano il 24 aprile 1920 la gualdese Giuseppina Mazzoleni (1888-1945), figlia del direttore dell’Ufficio del Dazio Americo Mazzoleni (1866-1933) e di Giuditta Angeletti (1866-1934) dalla quale ha avuto due figli: Enzo (10 marzo 1921), notaio, sposato con Raffaella Pagliacci e Raffaele (18 giugno 1923), medico chirurgo, sposato con Francesca Teresa Guerra.

 

Daniele Amoni

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