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I SINDACI DI GUALDO TADINO
Il primo podestà, Umberto Sestilio Sergiacomi
Titolare di due mandati (dal 4 aprile 1927 al 13 aprile 1929 e dal 19
settembre 1934 al 1 agosto 1939)
Dopo
le dimissioni forzate del primo cittadino Egidio Pucci, il 17 novembre 1922 e lo
scioglimento del consiglio comunale, si succedono sulla scena politica locale diversi
attori, sia nominati dal prefetto che espressione dellalta borghesia: il regio
commissario prefettizio Nestore Bartoletti (29 novembre 1922-30 gennaio 1923), il sindaco
Francesco Caiani (4 febbraio 1923-27 dicembre 1925), il regio commissario prefettizio
Luigi Lacquaniti (9 gennaio 1926-3 aprile 1927).
L'insediamento del podestà il 3 aprile 1927 (clicca per ingrandire)
Lacceso
clima politico, la salita al potere del ceto benestante e latifondista locale che,
nonostante i commissari, di fatto manteneva il controllo sulla vita economica e
amministrativa gualdese, lo scontro tra le diverse anime del PNF, tra coloro cioè che
erano considerati intransigenti verso gli oppositori e coloro che cercavano di mantenere
un equilibrio sostanziale, (una specie di "modus vivendi"), caratterizzarono gli
anni 1922-27, anche se la città stava vivendo un momento felice in campo occupazionale e
produttivo.
Dal 1925,
infatti, grazie allopera del giurista Alfredo Rocco, ex presidente della Camera e
ministro della Giustizia, lo stato fascista aveva costruito un sistema di controllo sulla
vita socio-politica italiana attraverso la promulgazione della legge contro le
associazioni segrete, la limitazione della libertà di stampa, la privazione della
cittadinanza italiana ai fuoriusciti, il trasferimento del potere legislativo dal
parlamento al governo, lampliamento dei poteri ai prefetti e la soppressione dei
consigli comunali e dei sindaci eletti, sostituiti dalle Consulte e dai podestà. Fu
quindi un grosso avvenimento lelezione nel 1927 del primo podestà originario di
Gualdo Tadino, Umberto Sestilio Sergiacomi (1885-1978), figlio di Raffaele (1839-1930) e
Luisa Carlotti (1852-1916).
Umberto
Sergiacomi, avvocato, considerato dalla storia come un moderato allinterno al PNF,
si era laureato in legge presso lUniversità di Perugia,
frequentò lo studio perugino dellavvocato Cesare Fani (Perugia 1844-Palermo 1914),
già parlamentare, avvocato e principe nel campo forense. Dopo un periodo di apprendistato
fu inviato dallo studio a Tripoli per seguire alcune cause inerenti i possedimenti
italiani in Libia. Richiamato in patria allo scoppio della prima guerra mondiale, vi aveva
partecipato con il grado di capitano, rimanendo "miracolosamente" soltanto
ferito nella feroce battaglia sul Col di Lana dove, in ununica azione militare
restarono sul campo 6.400 soldati italiani e 1.800 austriaci. Ritornato a Gualdo nel 1918
e decorato al Merito di guerra, si era applicato nella sua professione di avvocato.
Nei primi anni 20 ebbe la nomina a commissario prefettizio ad Assisi e
vinse il concorso da magistrato per la pretura di Offida sede alla quale rinunciò in
quanto contemporaneamente vincitore di concorso come notaio a Gualdo Tadino. Nel 1924 ebbe
la nomina a membro del direttorio di Fossato di Vico e il 21 marzo 1927 Benito Mussolini
in persona firmò latto di nomina dei podestà italiani tra cui figuravano anche
quelli dellUmbria: Assisi, avv. Arnaldo Fortini; Bastia,
Giuseppe Scaparro; Bevagna, conte Dino Spetia di Radione; Cascia, Domenico
Ercoli; Castiglione del Lago, capitano Ugo Giuseppe Mercati; Città della Pieve,
Giuseppe Carlini; Corciano, dott. Cesare Brunetti; Deruta, Alpinolo Magnini;
Gualdo Cattaneo, Dante Antonini; Gualdo Tadino, dott. Umberto Sergiacomi; Magione,
avv. Ugo Palladino; Marsciano, dott. Alceste Cruciani; Montefalco,
dott. Francesco Mario Beghelloni; Nocera Umbra, tenente colonnello Rosolino
Libertini; Norcia, ing. Dante Cipriani; Panicale, avv. Paolo Isnardi; Piegaro,
dott. Pietro Ruschetti; Sangiustino, dott. Sante Battocchi; Spello, Domenico
Rambotti; Spoleto, avv. Ferruccio Ferretti; Todi, Pietro Orsini; Trevi,
dott. Filippo Dominici; Umbertide, capitano Gualtiero Guardabassi.
Sestilio
Umberto Sergiacomi sinsediò domenica 3 aprile 1927 al posto del commissario Luigi
Lacquaniti. Tutta la città è in festa per il primo podestà gualdese della storia.
Intervengono nel pomeriggio da Perugia il vice podestà Guglielmo Donnini, il cav.
Aristide Sergiacomi, Ermenegildo Travaglia, Giulio Tega, lavvocato Angelo Guerrieri,
Eugenio Demegni, il cav. Giovanni Cerquetti, il dott. Icapraro, direttore generale della
Banca dellUmbria, il cav. Galileo Guazzaroni, il prof. Falcinelli e una
rappresentanza di operai gualdesi residenti a Perugia.
Nella sala
consiliare il commissario Lacquaniti "elogia il carattere diamantino, la
vasta cultura, la rettitudine e la ferrea volontà" del nuovo podestà
il quale, attraverso una ben articolata relazione, precisa compiutamente il suo pensiero:
"Assumo oggi la carica col fermo proposito di raggiungere due scopi. Il
primo è quello di mostrarmi degno dellonore fattomi con questa nomina dal Governo
Nazionale Fascista, ispirando lopera mia ai principi e allazione del Fascismo
rinnovatore, che ha avuto la sua più elevata espressione nel genio e nella forza mirabile
di Benito Mussolini. Il secondo scopo è quello di reggere lamministrazione di
questo Comune, per fare tutto il bene che mi sarà possibile a vantaggio della nostra
Gualdo, alla quale mi legano vincoli indissolubili di vivissimo affetto filiale. Ho la
conoscenza esatta della responsabilità cui vado incontro e io intendo affrontarla
imponendomi ladempimento scrupoloso dei miei doveri e tenendo questo ufficio con il
più alto senso di equità, non disgiunto da quella rigida fermezza che è indispensabile
per la tutela spassionata degli interessi collettivi di questa popolazione e per il
progresso e benessere della nostra città...". Seguono il discorso del
pretore, avv. Giuseppe Pucci, del vice podestà di Perugia Guglielmo Donnini, del
segretario politico dott. Raffaele Vecchiarelli, del dott. Vittorugo Santarelli. Alla
fine, dopo che il podestà ha ricevuto gli applausi della popolazione sul balcone del
palazzo municipale e la consueta sfilata per le vie cittadine, tutti gli ospiti sono
accolti presso lIstituto salesiano per consumare il banchetto di rito. La settimana
successiva il podestà nomina suo delegato limprenditore Alberto Rubboli e nel
maggio assume la carica di presidente della Congregazione di carità che manterrà fino al
30 giugno.
Anche se i
progetti erano partiti diverso tempo prima, bisogna ammettere che sotto la sua
amministrazione si succedono diversi avvenimenti: inaugurazione del monumento ai Caduti e
dellOratorio salesiano; i campionati mandamentali di tiro a segno; trasferimento
della "Fiera del Piano di Gualdo" dentro le mura cittadine; partecipazione alla
grande adunata di Perugia con 300 gualdesi (tra militanti e banda cittadina);
inaugurazione del Parco del Littorio, della nuova conduttura dellacqua e della
chiesina della Madonna delle Rote; costituzione di una sezione locale dell UNUC
(Unione Nazionale Ufficiali in Congedo); celebrazione della "Festa del pane";
inaugurazione di Viale Don Bosco. Ma in questi due anni per il podestà non sono tutte
"rose e fiori" in quanto deve fronteggiare una spietata "faida"
interna nella quale ha la peggio tanto che il 13 aprile 1929 è costretto a lasciare la
carica in seguito ad insanabili contrasti sulla gestione della "cosa pubblica"
con gli altri membri del PNF locale, tra cui primeggiano diversi imprenditori.
Cinque giorni
dopo sinsedia il Regio commissario prefettizio Americo Innocenzi che nomina quale
suo incaricato con funzioni esecutive il segretario del PNF di Gualdo, Elpidio Donnini. Il
31 agosto 1929 sinsedia il nuovo podestà, scelto nella persona del medico Carlo
Bartoletti, mentre Umberto Sergiacomi si ritira in buon ordine riprendendo a pieno ritmo
la professione notarile, mai lasciata. Nel dicembre 1932 è nominato presidente del
Comitato dazione Dalmatica di Gualdo Tadino insieme a Narsete Confidati (segretario)
Luigi Petrozzi, Basilio Brambilla e Poerio Luzi. Passano altri due anni e Umberto è
richiamato "al dovere" in quanto il 17 settembre 1934 è di nuovo nominato
podestà.
Il giorno
dopo Umberto designa ufficialmente quale suo vice il dott. proc. Gino Demegni, ex-allievo
e presidente dellAssociazione "Roberto Calai" che il 15 novembre si
dimette dalla carica salesiana. Due anni dopo il Demegni sarà sostituito da Alessandro
Depretis. Seguono anni difficili, caratterizzati dalla guerra dEtiopia e dalla
guerra civile in Spagna che vedono ambedue la partecipazione di tanti gualdesi.
Lopera
meritoria del podestà si manifesta nelle opere realizzate dal regime o cofinanziate o
caldeggiate: inaugurazione della nuova scuola elementare (28 aprile 1935); apposizione
della prima pietra della nuova ala dellIstituto Salesiano, progettato dalling.
Giuseppe Guerra Baldelli (31 agosto 1935); vendita (nonostante unestenuante
trattativa) del Consorzio agrario di Gualdo al Consorzio agrario di Foligno; contributo
allIstituto salesiano della somma di lire 6.000 per lanno scolastico 1938-39
per il finanziamento del Ginnasio parificato; contributo per il funzionamento del corso di
avviamento professionale e per la costruzione della casa del fascio; costituzione della
Pro Gualdo. Durante il suo mandato, infine, grazie al sostegno del gualdese Orfeo Sellani,
si realizzano la costruzione delledificio della GIL e linaugurazione della
colonia elioterapica (21 luglio 1935).
Nuove
esigenze sulla gestione della macchina pubblica richiedono sacrifici per cui Umberto
lascia il suo mandato, sostituito il 3 agosto 1939 dal commissario Adriano Ceccarelli.
Continuerà ad esercitare la professione fino alletà della
pensione. Muore il 24 maggio 1978. Aveva sposato a Fabriano il 24 aprile 1920 la gualdese
Giuseppina Mazzoleni (1888-1945), figlia del direttore dellUfficio del Dazio Americo
Mazzoleni (1866-1933) e di Giuditta Angeletti (1866-1934) dalla quale ha avuto due figli:
Enzo (10 marzo 1921), notaio, sposato con Raffaella Pagliacci e Raffaele (18 giugno 1923),
medico chirurgo, sposato con Francesca Teresa Guerra.
Daniele Amoni |
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