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N. 2 - Febbraio 2008

Accademia dei Romiti

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Learco Spigarelli, la musica, la tromba e la TV


01carabinieripic0802.jpg (9579 byte)In questo numero abbiamo deciso di raccontare ai nostri lettori una storia d’amore, quella tra il concittadino Learco Spigarelli e la musica, in particolare la tromba.

 

Learco Spigarelli (al centro) sul set di Carabinieri 7

(Clicca per ingrandire)

 

Il giovane gualdese, originario di Palazzo Ceccoli, recentemente laureatosi in Tromba in Germania, dopo aver conseguito i diplomi in Tromba e in Jazz presso il conservatorio "F. Morlacchi" di Perugia, è reduce di numerosi successi nazionali e internazionali e si è esibito come solista al cinema teatro "Don Bosco" lo scorso 2 gennaio, nel concerto di Capodanno promosso dall’Amministrazione Comunale e diretto dal maestro Salvatore Silvestro.

 

Il suo trionfo, tuttavia, non si limita al mondo della musica, ma è sbarcato anche nell’universo delle fiction. Di recente è stato infatti scelto per suonare in una scena di Carabinieri 7, la fiction Mediaset (in onda ad aprile sui teleschermi) con Paolo Villaggio, Andrea Roncato, Walter Nudo e altre stars di grido.

 

Ora ha deciso di raccontarsi alla nostra redazione e si è lasciato intervistare da Alessandra Artedia.

 


Altrimondi: Rubrica di cultura e attualità a cura di Alessandra Artedia

Un gualdese di successo: Learco Spigarelli e la tromba


04carabinieripic0802.jpg (10659 byte)D. Un musicista a Gualdo Tadino … Chi è Learco Spigarelli e come è nato l’amore per la musica e in particolare per la tromba?

 

Carabinieri 7: il giovane musicista posa sul set al fianco di Paolo Villaggio

(Clicca per ingrandire)

 

R. Ho scoperto l’amore per la musica solo quando è arrivata la tromba. Sebbene la musica sia una tradizione di famiglia (mio padre è fisarmonicista), inizialmente mi rifiutavo, mi negavo, dicevo no, finché non ho sentito il suono della tromba da una musicassetta che il maestro Sesto Temperelli regalò a mio padre. Io iniziai ad ascoltare di continuo questa cassetta, per ore e ore, finché un giorno dissi a mio padre: «Babbo, voglio imparare a suonare la tromba!». Poi sono andato a studiare in Conservatorio a Perugia e in Germania alla Musikhochschule di Freiburg in Brisgau (scuola di Alta Formazione Musicale), non volendo, la mia storia è diventata molto simile a quella dei miei nonni.

 

La loro storia di emigranti si è ripetuta con me. Loro emigrarono in Belgio, mio nonno, lavorò in miniera e mia nonna voleva conservare le tradizioni italiane, ascoltava e cantava sempre le canzoni del tempo come quella di Luciano Taglioli, Terra straniera quanta malinconia. I miei nonni emigrarono per migliorare la loro condizione economica e costruire una casa a Gualdo Tadino. Io, "emigrante moderno", ho lasciato la mia terra per approfondire la conoscenza musicale e, anche se sotto un'altra forma, credo di aver riportato qualcosa di importante per me e per la mia città. Sono anche io come loro legato a questa terra e alle sue tradizioni. Come lo è la Banda Musicale di Gualdo Tadino, dove in principio mi sono formato nella scuola di musica con il Maestro Temperelli, dal quale ho imparato molte cose. La Banda ti plasma, anche dal punto di vista umano, così come la musica, che è fondamentale per la buona educazione e crescita dell’individuo. Attraverso di essa, infatti, si va ad educare quella parte invisibile di noi, che non si può toccare con mano. Una buona educazione musicale permette di conoscere meglio se stessi, nonché sviluppa l’interiorità del singolo, benché sulle prime non ne sia completamente consapevole.La musica è aggregazione, attraverso la quale si apprende anche il rispetto per il prossimo. Ciò ha un riscontro decisivo su tutte le attività sociali. Inoltre, tengo a sottolineare una cosa molto rilevante: l’apprendimento della musica favorisce lo sviluppo cerebrale e aiuta la concentrazione, l’attenzione, essa fa parte della cultura di ogni paese, insomma la musica è importante!

 

D. Dove nasce il tuo linguaggio musicale e cosa vuoi trasmettere agli ascoltatori esibendoti? Quali sono le tue fonti di ispirazione?

 

R. Bè il mio linguaggio è frutto di tutte le esperienze musicali che ho fatto. Ho avuto la fortuna di studiare con alcuni dei migliori musicisti del panorama internazionale, i quali mi hanno permesso, attraverso i loro consigli e la mia costanza di studio giornaliera, di migliorarmi e di poter esprimere attraverso la musica le mie più profonde emozioni, quelle emozioni che voglio trasmettere ai miei ascoltatori esibendomi.Non ho delle fonti di ispirazione ben precise, le emozioni sono scaturite da qualsiasi cosa o fatto che accade, anche e soprattutto durante un concerto, diciamo che cerco inconsciamente di cogliere tutto ciò che mi circonda.

 

D. Sei solo esecutore o anche compositore?

 

R. Sono esecutore, non posso ancora definirmi compositore anche se ho scritto musica. La fantasia non mi manca…in futuro chissà….

 

D. In un mondo dominato dalla sete di denaro, di successo e di arricchimento, sempre più incapace di sognare, perché spopola la scarsa fantasia e dove anche la politica sembra aver dimenticato del tutto la cultura e in particolare la musica, non è forse una scelta audace quella di fare il musicista?

 

R. Sì, assolutamente sì, la scelta è audace. La politica gioca un ruolo importante nel mondo della cultura e ancora oggi i nostri politici non si decidono ad investirci seriamente. I musicisti, o comunque gli artisti, le orchestre, i teatri, vivono di finanziamenti e per lavorare alle volte ci si deve affidare ad un certo colore politico dove chi trova il giusto aggancio lavora. Per fare un po’ di satira potrei dire che siccome i veri musicisti sono abituati ai tanti colori (suoni) che la musica offre loro, non riescono a identificarsi in uno solo. Comunque sento che le cose stanno cambiando. È richiesta sempre più professionalità e preparazione negli ambienti lavorativi. Credo che queste saranno le chiavi del nostro futuro. Benché io abbia molto da imparare, mi sento pronto per affrontare questo mondo…anche perché è l’unico che ho a disposizione.

 

D. La tua Weltanschauung

 

R. La mia visione del mondo è positiva, va tutto così male oggi, sembra tutto raso al suolo, ma io credo che possiamo solo iniziare a costruire il nostro futuro, anche se la strada va in salita. Quindi potrei definirmi fiducioso nel futuro e in qualcosa che cambia. Il mio modo di pensare però è così semplice che non riesco a capire perché è così complicato fare le cose e indirizzarle verso la giusta via. Ma è proprio nel carattere dell’uomo complicare ciò che è semplice per natura. Gli antichi romani dicevano "mens sana in corpore sano" quindi, promuoviamo un sistema che aiuta a favorire questo processo che ci serve e ci aiuta a stare bene senza tralasciare il terzo fattore che aggiungo io, "spirito sano" la terza dimensione che sempre più oggi giorno dimentichiamo di curare, quella che ci permette di percepire la prospettiva e la profondità di ciò che stiamo facendo…la mia ricetta per il Mondo è questa qua.

 

D. Hai molto viaggiato in Germania, cosa ti ha dato la terra di Bach, cosa importeresti in Italia?

 

R. Ciò che importerei dalla Germania è l’organizzazione e la professionalità che si trova nelle loro strutture. In Italia ci sono molti talenti in tutti i campi e, se vogliamo usare un pizzico di ironia, possiamo dire che se ci fossero anche le strutture e l’organizzazione, saremmo troppo perfetti per il mondo! no? Per quanto riguarda il mio mestiere di musicista, importerei anche il modo di insegnare, frutto della formazione degli insegnanti stessi che permette di preparare gli studenti, sia da un punto di vista pedagogico sia da quello tecnico-musicale. In poche parole anche l’insegnante meno dotato (perché ricordiamoci che anche insegnare è un’ arte) ha un ottima base per far bene il proprio mestiere. All’educazione musicale, in Germania, viene data importanza maggiore rispetto che in Italia, proprio per le sue "proprietà benefiche" ed educative dei bambini, che vengono avviati e sensibilizzati allo studio della musica sia nella scuola materna ed elementare, che al Liceo (Gymnasium), sia privatamente, indipendentemente dal fatto che diventino o intendano diventare musicisti professionisti, oppure no.

 

D. In Italia, e di riflesso, anche nella nostra città, purtroppo è (troppo) diffusa la mentalità (sbagliata) che chi studia musica perda tempo e non fa nulla di buono per la collettività. Un giovane Maestro come te, cosa direbbe e farebbe per scardinare questo pregiudizio?

 

R. Bè, qui scatta la famosa battuta che gira tra noi musicisti quando ti chiedono: "Tu che lavoro fai?" e tu rispondi: "Il musicista!" e loro: "Si ma di mestiere?"… perché non capiscono quanto studio, lavoro e aggiungo stress c’è, se lo fai di professione. Audizioni, concorsi, dove in pochi minuti devi dimostrare tutto il meglio di te, e i lunghi concerti, dove la concentrazione viene messa sempre a dura prova. Tutto questo per dare e ricevere un’emozione, quella emozione che non percepisce, né mai proverà chi ti fa una domanda del genere … Chi studia musica o si diverte con essa, non perde mai tempo. Chi vuole viverci deve sapere che deve darsi molto da fare. Il pregiudizio, se così vogliamo chiamarlo, si scardina cambiando la mentalità delle persone. A quelle adulte spiegandoglielo come sto facendo ora e ai bambini educandoli con la giusta metodologia. Chi sono giusti insegnanti? sono coloro che riescono a trasmetterti delle ottime basi di conoscenza tecnica e ti dicono che devi impegnarti (anche in modo un po’ brusco) e allo stesso tempo sanno farti divertire. Comunque, come succede di riflesso nella nostra città, la musica può risultare e risulta una perdita di tempo … quando è male insegnata.

 

D. Cosa cambieresti nella scuola per diffondere l’educazione musicale? Credi che si possa cambiare il mondo con la musica?

 

R. Le promesse del Ministero della Pubblica Istruzione al riguardo sono molte. La speranza è quella di trasformare il Conservatorio esistente in un Conservatorio di Alta Formazione Musicale (come in Germania), e di elevarlo dallo Status di "diplomificio" in cui, purtroppo, versa. In tale Istituto di Alta Formazione Musicale potrà formarsi chi intende svolgere l’attività di musicista professionista, la quale comprende sia la formazione strumentale, sia quella in didattica musicale. Tale Conservatorio, dovrà essere preceduto da scuole di formazione di base quali scuole medie e i Licei ad indirizzo musicale, così i ragazzi potranno poi decidere se continuare a far musica per puro piacere o per mestiere, come succede nel resto d’Europa. Tutto ciò è un costo per il nostro Stato, che dovrebbe prendere una decisione sul da farsi, poiché si tratta di un investimento di fondamentale importanza.

 

D. Cosa ti piacerebbe che facessero le autorità locali preposte per perseguire l’obiettivo di cambiare il mondo con la musica?

 

R. I comuni come il nostro, anche se in difficoltà economiche, potrebbero cominciare a distinguersi e precedere questo processo di cambiamento, puntando su validi progetti. Il Mondo forse non può cambiare, ma questa non credo sia un’ impresa impossibile. Vorrei che capissero che il nostro paese e la nostra città sono pieni risorse umane, che se indirizzate nei giusti canali, potranno ridare in cambio solamente un ritorno positivo, sia come crescita, sia come immagine … e quindi? Cominciamo ad investire in musica, e a promuovere nuovi progetti realizzati da persone giovani e ben disposte, che amino il proprio lavoro, in modo tale che si crei una struttura solida, fatta di professionisti e in grado di diventare parte di un intero sistema, regionale e nazionale, per la quale e nella quale non si potrà fare a meno di investire e di trovare i finanziamenti.

 

D. La musica nella tua vita di oggi.

 

R. Attraverso la musica sono diventato una persona più profonda. I suoni hanno "scavato" dentro di me, tirando fuori la mia creatività. Credo di essere sempre stato un tipo sensibile, visto che lo diceva sempre anche la mia maestra delle elementari, Francesca Moriconi. Oggi, la musica, è per me anche lavoro a tempo pieno e quindi da ogni punto di vista è molto importante, direi fondamentale. La musica per me oggi è anche concerti da solista e in orchestre sinfoniche nella Banda e nella Sbanda, nelle Band dove si suona Jazz. La cosa più simpatica nella quale sono stato di recente coinvolto è quella di aver girato una scena, ove suono il silenzio d’ordinanza nella fiction Carabinieri 7, che andrà in onda ad aprile. Ho anche foto ricordo con Paolo Villaggio…insieme a Walter Nudo non l’ho fatta…era troppo bello, sfiguravo!

 

D. Per concludere, ti giro una domanda fatta ad un celebre pianista, ospite di recente al tg1 per il cinquantesimo compleanno: Per un musicista è più importante un’esecuzione tecnicamente perfetta o un’interpretazione sentita e coinvolgente?

 

R. La risposta è semplice: il pubblico che ascolta non percepisce un passaggio tecnicamente perfetto bensì il calore di un’esecuzione coinvolgente, che può essere anche umanamente un po’ imperfetta. Ciò che mi spinge ogni giorno a studiare per migliorarmi è la ricerca della bellezza più assoluta, il sogno di eseguire col cuore e con sentimento un brano tecnicamente perfetto.

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