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N. 2 - Febbraio 2008

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I SINDACI DI GUALDO TADINO

Il secondo podestà: Carlo Bartoletti

Fu in carica dal 31 agosto 1929 al 14 settembre 1934

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Il podestà Carlo Bartoletti (alla destra del vescovo)

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Dopo l’avv. Umberto Sestilio Sergiacomi che lasciò la carica il 13 aprile 1929 in quanto "non in sintonia" con alcuni esponenti del Pnf locale, e dopo una reggenza del regio commissario prefettizio Americo Innocenzi (18 aprile-20 luglio 1929) che aveva nominato incaricato esecutivo Elpidio Donnini (1889-1933), ecco che, dopo una breve reggenza come subcommissario, assume la carica di podestà il 13 agosto 1929 il medico Carlo Bartoletti che designa suo vice l’imprenditore Fausto Fabbrizi (1895-1969).

 

Nacque a Costacciaro nel 1877 da Bernardino Bartoletti (Costacciaro 1846-Gualdo Tadino 1916) e Albina Chemi. Il padre, figlio a sua volta di Carlo e Camilla Aliberti, esercitava la professione di ingegnere ed aveva fatto parte della commissione, nominata dal Comune di Costacciaro il 31 dicembre 1894, per verificare se le acque della sorgente Scirca erano di proprietà comunale o di "ragione pubblica" come asserito dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Morì a Gualdo il 26 marzo 1916 in Via Borgo Stazione.

 

Carlo, laureato in medicina e chirurgia, si trasferì nei primi anni del ’900 a Gualdo per esercitarvi la professione, prima come medico condotto poi come chirurgo presso l’ospedale "Calai". Socio fondatore nel 1921 della Guerrieri & Luzi, insieme a Poerio Luzi, Corrado Guerrieri, Ottorino Angeletti, aderì agli ideali del fascismo e fu uno dei primi gualdesi iscritti alla locale sezione del Pnf, diventandone nel 1924 segretario politico. Nel 1924 fu uno dei soci fondatori della Società Ceramica Monina e nel 1928 fu uno dei fondatori della locale sezione dell'UNUC (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo) insieme a Francesco Cajani, Carlo Cajani, Pio Bartoloni, Torquato Cavicchi, Rodolfo Cirelli, Pico Discepoli, Mario Salmoni, Vincenzo Storelli, Fioravante Simonetti, Umberto Sestilio Sergiacomi e Riccardo Vecchiarelli.

 

Il 31 agosto 1929 fu nominato podestà di Gualdo Tadino, nel momento in cui la grande recessione economica incominciava a far sentire anche a Gualdo i suoi deleteri effetti. Il 26 agosto 1932, in occasione delle Grandi Manovre, ricevette presso la sede municipale il re d’Italia Vittorio Emanuele III di Savoia (1869-1947) il quale, sceso alla stazione ferroviaria, era salito sulla vettura in compagnia del segretario federale di Perugia Guido Ramaccioni, del presidente della Provincia Pietro Carlani e di Alberto Briganti. Arrivato in Piazza Vittorio Emanuele, entrò in Municipio dove lo attendeva il podestà Carlo Bartoletti e il gruppo dirigente fascista. Dopo le formalità di rito, il sovrano si affacciò dal balcone municipale (sopra un banchetto) vestito con abiti militari, rafforzando sempre più la sua immagine di "re soldato", e rivolse un saluto alla folla che lo applaudì calorosamente. Per l’eccezionale evento fu coniata addirittura una medaglia ricordo con l’effigie del sovrano.

 

Il 29 luglio 1933 Carlo Bartoletti fu nominato commissario prefettizio del Comune di Fossato di Vico, sostituito come sub-commissario dall’avv. Ettore Liberati. Come podestà di Gualdo Tadino rimase in carica fino al 14 settembre 1934 quando al suo posto fu nominato (per la seconda volta) il notaio Umberto Sestilio Sergiacomi. Membro della commissione di sconto della Banca Popolare (1930-32), sul finire del 1937 fu uno dei soci che deliberò lo scioglimento della Monina in quanto partì alla volta dell’Eritrea dove suo figlio Enzo (Gualdo Tadino 1909-Genova 1982) aveva costituito una società di trasporti insieme al gualdese Dante Meccoli che qualche tempo dopo fallì. Abitava in Piazza del Mercato ed aveva sposato Elide Gentili.

 

Daniele Amoni

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