Il nuovo ospedale di Branca è realtà
Una "città della salute" su cui si
appuntano le aspettative della collettività comprensoriale
Con
l'inaugurazione avvenuta sabato 1 marzo, dopo rinvii, falsi annunci e qualche malumore, è
giunta al traguardo la realizzazione del "nuovo ospedale di Branca", al centro
dell'attenzione negli ultimi tempi; un'opera pubblica, forse unica quanto a tempestività
di realizzazione in un paese in cui le opere pubbliche sistematicamente si sa quando sono
iniziate e non ce n'è una che venga portata a compimento nei tempi previsti, per ragioni
politiche, per carenza di finanziamenti, per errori tecnici e così via: il nostro sistema
di collegamenti stradali ne è la prova lampante.
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Legittime
sono state pertanto le espressioni di compiacimento di quanti hanno creduto in questa
iniziativa e che, con determinazione hanno portato avanti una operazione sulla cui
lungimiranza o meno il giudizio è affidato alla nostra storia futura.
Con
lapertura di Branca, dopo 100 anni di onorato servizio, chiude i battenti
lospedale "Calai" al quale sono legati tanti ricordi ed affetti della
cittadinanza gualdese, e per il futuro utilizzo della cui struttura si aprono nella città
nuovi spazi di dibattito e differenziazioni (sintomatiche le prime schermaglie fra il PD e
la Nuova Sinistra, assenti gli altri).
Per questo
evento importante, solennizzato a Gubbio con il suono del campanone civico, le cose sono
state fatte in grande, anche perché il momento politico in cui è coincisa
l'inaugurazione non poteva che legittimare questo sforzo. Così c'erano in tanti, oltre
agli operatori sanitari più o meno direttamente interessati, c'erano tante personalità,
non solo politici, e amministratori locali e regionali, erano stati mobilitate inoltre
tutte le espressioni della società civile del territorio: banda musicale e gruppi
folkloristici (sbandieratori di Gubbio e Giochi de le Porte), Associazioni (Protezione
Civile-AVIS) ed è stata tanta la gente comune che, nel pomeriggio, è sciamata attraverso
i padiglioni della nuova struttura per una "visita guidata", e alla cui
spontaneità di partecipazione poteva forse essere evitata la "porchetta" alla
quale è diventata norma ricorrente affidare il successo delle manifestazioni pubbliche.
Ha tagliato
il nastro la governatrice regionale Maria Rita Lorenzetti; quanto alle presenze di
rilievo, che si sono poi consumate in autocelebrazioni nella ristretta saletta allestita
per la bisogna, e alla quale non solo il grande pubblico ma nemmeno tutta la stampa ha
avuto possibilità di accesso, oltre a quella dell' Amministratore dell' ASL Vincenzo
Panella che ha svolto gli onori di casa, d'obbligo quelle della governatrice della Regione
Lorenzetti e dell'assessore Maurizio Rosi, del presidente dell 'INAIL Vincenzo Mungari,
del vescovo di Gubbio che ha benedetto la struttura, dei sindaci in parata con le loro
fasce tricolori.
Tra i vari
indirizzi di saluto e di augurio ne abbiamo colto uno "agli operatori sanitari"
della nuova struttura che, a nostro avviso, sarebbe stato più congruo rivolgere alla
futura utenza per cui la "città della salute" è stata realizzata e il cui
scopo prioritario non è finalizzato alle carriere, né politiche né professionali.
Valerio Anderlini
Servizio fotografico di Franco Chiucchi
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