logoserrasanta.jpg (9762 byte)

N. 3 - Marzo 2008

Accademia dei Romiti

Prima pagina

Edizioni

Sommario


La città romana di Tadinum

(seconda parte)

Le campagne di scavi 2003-2007


Il forum pecuarium (scavi 2006)

 

Immediatamente a sud delle terme è una vasta spianata artificiale, chiusa ad est da una serie di ambienti - realizzati in opera vittata e in opera laterizia - che costituiscono il fronte-Flaminia del complesso. L’ambiente più antico, un piccolo vano rettangolare orientato ad est e pavimentato in cocciopesto decorato da motivi geometrici, è databile intorno al 100 a.C. e va probabilmente identificato con il sacello di Ercole menzionato da un’iscrizione della fine del II sec. d.C. rinvenuta nei pressi, che ne documenta il restauro ad opera di un ignoto evergeta. Sulla fronte dell’edificio, una base modanata rinvenuta praticamente in situ costituisce forse quanto resta dell’altare.

 

All’inizio del I sec. d.C. l’intera area subisce un complesso intervento di ristrutturazione. A nord del sacello ed adiacente ad esso, viene realizzato un grande ambiente, forse sede del collegio dei cultores associato all’edificio sacro, mentre la fascia compresa tra il sacello e la Flaminia viene pavimentata a lastre calcaree. In questa stessa fase il vasto piazzale ad ovest dell’edificio viene rialzato e regolarizzato tramite un consistente riporto di terreno e pavimentato a ghiaia.

 

Alla fine del II sec. d.C. risalgono una serie di interventi di ricostruzione, forse motivati da un sisma. Il settore lastricato sulla fronte dell’edificio sacro accoglie ora una fontana, di cui sono stati rintracciati gli incassi: in essa va identificato il labrum ricordato dall’epigrafe già citata.

 

Successivamente, nei decenni finali del III sec. d.C., l’originaria fronte del sacello viene chiusa da un grande bacino idrico, da identificare con una piscina o piuttosto con una cisterna. Non è escluso che in questa fase parte del complesso sia stato inglobato dal vicino edificio termale.

 

Nel corso del IV sec. d.C., infine, l’intero fronte-Flaminia viene occupato da una serie di piccoli ambienti a destinazione commerciale/produttiva, che accolgono tra l’altro un torcularium e una grande fornace. In questa fase il grande bacino idrico viene colmato con i residui di un intervento di smantellamento di cui dovette essere fatto oggetto il sacello di Ercole.

 

L’intero complesso è probabilmente da identificare con il foro commerciale del municipio: si tratta per l’esattezza del mercato del bestiame (forum pecuarium), come suggerisce l’associazione al culto di Ercole. Una seconda epigrafe rinvenuta nell’area, databile su base paleografica e di formulario alla fine del II sec. a.C. e dunque coeva al sacello, documenta la pratica della decima, caratteristica del culto in ambito romano. La vocazione pubblica dell’area è infine testimoniata da una dedica all’imperatore Gordiano III, del 238 d.C., apposta su una base di statua.

 

La domus (scavi 2005-2007)

 

A sud del forum pecuarium, in posizione più defilata rispetto alla Flaminia, è stata indagata una serie di ambienti pertinenti ad un vasto e articolato complesso edilizio, esteso per circa 1600 mq, da identificare tentativamente con una grande domus.

 

Il nucleo occidentale, esteso certamente anche al di fuori dell’area di scavo, è costituito da alcuni ambienti pavimentati in cocciopesto decorato a motivi geometrici, dotati a nord di una fronte porticata affacciata verso un’area scoperta (il peristilio?). La prima fase edilizia - caratterizzata da strutture con zoccolo in muratura e alzato in argilla - è collocabile nei decenni finali del I sec. a.C.; a quest’epoca si datano i consistenti resti della decorazione pittorica degli ambienti, inquadrabile nel tardo II Stile. Di poco successivo è un intervento di ristrutturazione che dota alcuni ambienti di un sistema di riscaldamento tramite ipocausti. A queste fasi iniziali sono da riferire alcuni laterizi bollati, pertinenti alle figlinae pubbliche del municipio di Tadinum.

 

Ad est del nucleo centrale viene realizzato, nei decenni iniziali del II sec. d.C., un piccolo complesso termale, articolato intorno ad un vano quadrangolare pavimentato a mosaico, su cui si affacciano due vasche. Il mosaico, bicromo a tessere bianche e rosa, è a soggetto marino: si distingue in particolare la grande figura di Nettuno su carro trainato da cavalli marini, all’interno di una articolata ed esuberante raffigurazione di pesci e molluschi. A nord di questo ambiente, da identificare con il frigidarium/basilica, si dispongono quattro ambienti riscaldati con il sistema degli ipocausti, anch’essi in origine pavimentati a mosaico. Il complesso è completato dagli ambienti di servizio, costituiti dal prefurnio e da una piccola latrina.

 

L’articolazione ed il livello decorativo dell’edificio testimoniano lo status dei proprietari della domus. Si tratta verosimilmente di membri della locale aristocrazia, come suggerisce anche il rinvenimento di alcuni frammenti di iscrizione su bronzo, pertinenti forse ad una tabula patronatus databile alla fine del I sec. d.C.

 

Simone Sisani

Cultura

Accademia dei Romiti

Prima pagina

Edizioni

Sommario

montecamera5.jpg (12241 byte)

allegracombriccola_logo.gif (4713 byte)

ning.jpg (16944 byte)

 

 

 

 

 

Per inserzioni o scambi link si contatti la redazione