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N. 3 - Marzo 2008

Accademia dei Romiti

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Politica inadeguata

prezzi in aumento


Adesso Sua Maestà è nudo. Tutti avvertivano la sensazione che l'inflazione reale era ben superiore alle statistiche falsiticate che ci raccontavano. Aumenti sfrenati, dicevano. di "una virgola" o anche meno.

Ormai il lenzuolo si è: squarciato e cosi scopriamo che in dodici mesi il pane è aumentato del 31%, burro, margarina c verdura del 40%, pasta, riso, farina del 20%. Le nostre mogli e le nostre madri che quotidianamente vanno al supermercato o in bottega sotto casa, lo sapevano già. Si parla di aumenti ridotti? Questo è un vero salasso quotidiano, l'inflazione galoppante si somma alla perdita del valore d'acquisto per la causa del passaggio dalla lire all’euro, che sicuramente ha penalizzato soprattutto gli stipendi fissi. Tempi passati quando una pizza c una birra ci veniva servita a tavolino con 10/12 mila lire?! Oggi non è più così, ci vogliono 15 euro e il gioco è fatto. Chi percepiva una busta puga di lire 2.500.000 si poteva permettere qualche gita, qualche vacanza, una cena in ristorante ... ora con 1250 euro, dove vai? Una cena abbondante in ristorante, costava lire 20.00 - lire 25.00, adesso se ti va bene, vino normale incluso, spendi 40 euro, cioè lire 80.000.

Non c'è confronto, lo stipendio è rimasto immutato e il costo della vita in questi anni è quasi raddoppiato, chi si trova leggermente avvantaggiato è il lavoratore autonomo che fa i prezzi di mercato e riesce a guadagnare, ma nello stesso tempo continua ad impoverirsi la famiglia u reddito fisso.

Bisogna ammettere che dal governo Prodi (centro-sinistra) qualcosa in più ci si aspettava. soprattutto una maggiore ridistribuzione del reddito. Così non è stato. Al contrario, la tassazione ha toccato punte elevatissime colpendo soprattutto il ceto medio, e di conseguenza impoverendolo. Sicuramente non è un mistero che Berlusconi sia ora in sostanziale vantaggio nei sondaggi: questo torse è il premio per avere voluto provare prima dell'avvento di Prodi ad abbassare le aliquote (non quanto promesso però), cercando di rimettere in moto i consumi. Per questo c'è proprio l'ipotesi che sia terminata l'era della tassazione selvaggia e fa balenare la speranza che il governo che verrà (Berlusconi o Veltroni) tenga nei debiti confronti dei cittadini un comportamento diverso, più liberista, meno punitivo per chi lavora e guadagna.

Quasi superfluo aggiungere che se in regioni ricche come la Lombardia la crisi economica si sente di meno, in Umbria una certa crisi occupazionale esiste, accantonando una rilevante politica per il lavoro e l'occupazione. E pagano soprattutto i nostri ragazzi.

Prendiamo una famiglia tipo: padre, madre due figli, uno stipendio familiare bloccato e dimezzato dalla conversione lira euro, costrinse i giovani, una volta terminati gli studi, ad essere economicamente indipendenti. Ma come fanno ad esserlo se non c'è offerta di lavoro?

Se oggi anche in Umbria le stesse banche ammettono che gli imprenditori disposti ad investire stanno diminuendo vertiginosamente, le industrie muoiono. non si crea occupazione, i tanti laureati trovano il "misero" posto nei call center con un compenso mensile di 400 Euro. Così, con questo sistema, l'Italia va male, l'Umbria boccheggia. Circa 980.00 famiglie sull'orlo della povertà. Anche questi dati sono inventati? Lo dice la Chiesa Umbra attraverso i centri di assistenza alle famiglie, fuori dai giochi di partito, e dovrebbero ascoltarla quei personaggi della politica. che più che pensare al bene collettivo, pensano ai propri interessi.

Giuseppe Mariotti

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