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N. 3 - Marzo 2008

Accademia dei Romiti

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Meteo & Co: Rubrica di meteoclimatologia a cura di Pierluigi Gioia

Un febbraio da montagne russe

Oltre 30°C di escursione termica in sei giorni, follie e siccità. E mentre il mondo, per una volta, si raffredda, Gualdo si riscalda.


13neve0803.jpg (24686 byte)L’anomalia è la norma. Più che al lento ed inesorabile riscaldamento, penso a questo dovremo abituarci nei prossimi decenni. Il mese di febbraio - e più in generale gli ultimi due anni - ce ne ha fatte vedere di tutti i colori e non penso che, a memoria d’uomo, si sia mai assistito ad un periodo così contrastato, turbolento e, dal punto di vista climatologico, completamente sui generis per vari motivi.

 

Lontani ricordi ...

 

Sembra di essere a marzo

 

Il primo è il livello termico. Dopo uno dei mesi di gennaio più caldi a memoria d’uomo, febbraio non ha smentito la tendenza: le temperature medie, ad osservare la tabella, sono difatti 1,3°C superiori alla norma e la cosa bizzarra è che siamo esattamente sui livelli dell’anno scorso, quando sia gennaio sia febbraio ebbero pressappoco le stesse temperature. Una tendenza che si consolida, quindi. Quello che appare più evidente, come l’anno scorso, è l’aumento dell’escursione termica diurna media: mentre le massime sono risultate ben 3,5°C superiori al normale (sono praticamente quelle della fine di marzo!), le minime sono circa 1°C sotto, assomigliando più alla metà di gennaio: 11,6°C di escursione termica per l’inverno è veramente tanto e questo si spiega facilmente con la diminuzione dell’umidità relativa media (solo il 67% per un mese notoriamente piovoso come febbraio è poco). Insomma: la temperatura è andata molto in alto e molto in basso.

 

Sbalzi da record

 

Per farmi capire meglio farò un paio di esempi, tratti dal mese appena trascorso. La mattina del giorno 18, il termometro ha segnato – 9,3°C, una delle temperature (la terza per la precisione) più basse dell’ultimo decennio. Il giorno stesso, alle 14, il termometro viaggiava a quota 9,4°C (sopra lo zero), con un’escursione termica diurna di ben 18,7°C. Appena sei giorni dopo, nonostante le ripetute gelate notturne, si sono toccati i 21,8°C. Fatto un rapido calcolo, si tratta di ben 31,1°C di escursione termica in sei giorni, senza contare che lo stesso giorno 24 la temperatura minima è stata di -1,0°C, con un’escursione termica diurna di ben 22,8°C che è il nuovo record assoluto. Di fronte a simili bizzarrie, l’unica cosa certa è che condizioni del genere si sono verificate solo rarissimamente in passato, mentre solo negli ultimi 4 mesi è già capitato due volte di passare prima da 30°C a 0°C e poi da -10°C a + 20°C in pochissimi giorni.

 

Niente piogge

 

Il dato più grave, però, è la scarsità di piogge. Anche questa è una tendenza consolidata. In questo mese di febbraio, che è uno dei periodi più piovosi dell’anno e che invece è risultato uno dei più siccitosi dell’ultimo ventennio, sono mancati ben 68,3 mm di pioggia, senza contare tutta la neve che non è caduta in montagna e che non alimenterà, quindi, le falde freatiche e le sorgenti.

 

Un inverno inatteso

 

Sono dati preoccupanti anche per il modo in cui sono maturati. Quest’inverno, che per Gualdo Tadino è stato (a parte dicembre), quasi caldo come il precedente, in realtà sarebbe dovuto essere freddo. Le condizioni c’erano tutte: un fenomeno di Nina – vale a dire di raffreddamento anomalo – sul Pacifico orientale, particolarmente intenso, ha causato un raffreddamento globale che, secondo gli ultimi dati, dovrebbe ammontare a circa 0,05°C. Sembra poco, ma dobbiamo considerare che era dal 2004 che le medie mensili terrestri erano sempre superiori alla norma. Questo raffreddamento si è percepito soprattutto in Asia centro-orientale, che ha vissuto un inverno davvero gelido, e nel Nord America. Neve dall’Israele all’Iraq, Teheran con temperature fino a -20°C, Cina nella morsa del gelo, neve persino in India. L’Europa, invece, no: protetta a sud da anticicloni anomali, che hanno dirottato a nord i flussi temperati atlantici, ha vissuto un inverno relativamente mite. In Italia centrale, poi, siamo andati ben oltre la normalità e, a parte qualche giorno, l’inverno è stato primaverile, con piante in fiore già a metà gennaio.

 

In pratica, in un mondo più freddo e più piovoso, noi abbiamo avuto un inverno più caldo e più secco. Qualcuno la definirà "fortuna", ma se si pensa alla vicina estate che, con la fine della Nina si preannuncia calda e secca, io non ne sarei così tanto sicuro.

 

Pierluigi Gioia

 


Rilevamenti febbraio 08

Palazzo

Mancinelli

Media

(1971-1988)

temp. max (°C)

21.7

---

temp. min. (°C)

-9.3

---

media max I decade (°C)

11.4

8.0

media max II decade (°C)

9.5

9.1

media max III decade (°C)

17.6

10.6

media max mensile (°C)

(differenza rispetto alla norma)

12.7

(+3.5)

9.2

media min I decade (°C)

4.0

1.3

media min II decade (°C)

-3.0

2.1

media min III decade (°C)

2.4

2.8

media min. mensile (°C)

(differenza rispetto alla norma)

1.1

(-0.9)

2.0

temp. media (°C)

(differenza rispetto alla norma)

6.9

(+1.3)

5.6

giorni di gelo (media <0°C)

1

nd

giorni di pioggia

7

10

giorni di neve

1

nd

pioggia cumulata (mm)

(differenza rispetto alla norma)

33

(-68.3)

101,3

max pioggia /24h

18 (5/02)

nd

temporali

0

nd

pressione atm. media (hPa)

1024,2

nd

grandinate

0

nd

giorni con nebbia

1

nd

umidità relativa media

67,1

nd

velocità max. vento (km/h)

57,6

nd

direzione prevalente

E

nd

Ambiente

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