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N. 4 - Aprile 2008

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Intervista al sindaco Scassellati

"Partecipazione? Dialogo sì, sovrapposizioni no"

"Completeremo la filiera turismo-ambiente-cultura con il polo museale nel centro storico"

 

Riccardo Serroni


Con l’ingresso della Margherita nel PD e Costantino Matarazzi alla guida del gruppo consiliare del nuovo partito sapevamo che ci sarebbero state fibrillazioni all’interno della maggioranza. Così è regolarmente avvenuto. Prima Matarazzi ha chiesto il rinvio della realizzazione della toponomastica con le mattonelle in ceramica, poi c’è stato l’incidente di Santa Margherita di cui parliamo a parte. Inoltre le forze politiche (PD e Sinistra Arcobaleno) evidenziano un attivismo particolare con una palesata necessità di essere visibili e maggiormente coinvolte. Come vive il sindaco questa nuova situazione politica?

 

R. "E' evidente che si è creato un clima diverso nella politica e nei rapporti tra l’amministrazione comunale e le forze che la sostengono- dice Angelo Scassellati- Ho già detto che la nascita del PD ha rafforzato la maggioranza con l’ingresso della Margherita. Abbiamo predisposto un programma di fine legislatura che al 90% (a parte alcune proposte sull’economia ed un’attenzione particolare sulle cave) non è stato altro che una presa d’atto delle cose che questa amministrazione comunale ha portato avanti, o già realizzate o in via di realizzazione. Io ho salutato con soddisfazione l’ampiamento della maggioranza senza che significasse per me e per la maggioranza la rinuncia al progetto che intendiamo portare avanti fino in fondo, perché era un progetto di grande respiro e spessore".

 

Qual era il punto centrale?

 

R. "Il punto più qualificante era il centro storico e lo stiamo realizzando come l’avevo pensato già 9 anni fa, quando rientrai in amministrazione comunale come assessore alla ricostruzione. Si stanno completando i recuperi dei più importanti contenitori come le taverne, le pavimentazioni, le infrastrutture. C’è un progetto museale che aspetta di essere completato con la riconsegna di casa Cajani destinata al Museo della ceramica moderna ed il museo dell’ex fabbrica Rubboli; dopo di che avremo concluso un percorso a carattere culturale di notevole spessore".

 

C’è il nervo scoperto del destino del Calai:

 

R. "E' un problema che ci siamo già posti con il protocollo d’intesa quando decidemmo di entrare nella Asl nr 1. Oggi diciamo che non possiamo aspettare più a lungo perché c’è bisogno di una presenza importante nel centro storico a fronte di un’economia che langue. C’è un dibattito dentro il PD e la Sinistra Arcobaleno che, però, non ha ancora una sintesi. Rimane in piedi l’accordo di programma di cui parlavo prima".

 

I partiti chiedono di partecipare di più. Cosa rispondi?

 

R. "Se maggiore partecipazione significa dialogo con l’amministrazione comunale e confronto anche temporalmente cadenzato sono disponibile. Se invece significa volontà di gestione delle forze politiche e sovrapposizioni di altro genere diventa difficilmente accettabile. Ci sono prerogative dei partiti e prerogative dell’amministrazione che non può essere surrogata dai partiti. Io sono stato ripetutamente a contatto con le forze di maggioranza, anche con il PD ed in particolare nella preparazione del bilancio. In consiglio comunale sono arrivati dei distinguo che io non condivido. Il consiglio comunale non deve essere la sede dei distinguo, ma la sede della graniticità di una maggioranza. Spesso, però, questi distinguo non sono state vere e proprie prese di distanza rispetto all’amministrazione comunale perché, ad esempio, l’ultima su Santa Margherita è niente rispetto all’atto fondamentale che è l’approvazione del bilancio. L’acquisto non avrebbe avuto seguito nel 2008, quindi era solo in prospettiva per essere in linea con quanto già deciso tre anni fa".

 

Perché è tanto importante Santa Margherita?

 

R. "Rispetto a Santa Margherita il ruolo del sindaco è quello di chiudere questa vicenda per farsi consegnare la parte pubblica che ci spetta. Mancano ancora le certificazioni, cioè le opere devono essere accatastate e collaudate".

 

Perché la proposta di acquisto?

 

R. "Tre anni fa c’era l’ipotesi di aprire una caserma della Finanza. Oggi abbiamo l’esigenza vera di trasferire gli uffici dei Vigili Urbani perché quelli attuali, come testimoniato da lettere e dichiarazioni ufficiali del medico del lavoro e dalla commissione per la sicurezza dei nostri dipendenti, non sono idonei. C’è la volontà di trasferirli mantenendoli però all’interno del centro storico. Questa era la nostra idea. Invece, in campagna elettorale, con quella somma qualcuno pensava di poter accontentare x o y, dimenticando che il piano si riferiva al 2009-2010 perché oggi quelle somme non sono disponibili; oggi noi non avremmo le capacità di procedere a quell’acquisto. Le risorse di cui oggi possiamo disporre sono destinate agli investimenti che abbiamo già delineato con precisione e con priorità per situazioni che devono essere portate a termine come le tre taverne, il Museo Rubboli, il completamento dei rifugi montani e di San Guido e così via. Poi con il milione di euro che abbiamo accantonato in base all’art 12 per il mancato trasferimento da parte dello stato abbiamo altre risorse che devono servire a dare risposte più urgenti all’economia, alla cultura, alla vivibilità delle frazioni, alla scuola di musica, e così via. Nella consapevolezza che questo avrà un seguito nel prossimo bilancio anche se coinciderà con la cadenza elettorale".

 

Infine una chiusura sugli eventi:

 

R. "Il progetto Gualdo si sta realizzando anche con l’infopoint ed il trasferimento della Pro Tadino nella ex farmacia Calai e con una serie di manifestazioni che hanno portato a Gualdo tantissima gente come il raduno dei camperisti e il master di nuoto. Queste manifestazioni faranno sì che Gualdo settimanalmente sia un punto di riferimento per centinaia di persone che verranno nella nostra città. Questa è la risposta migliore per animare la città e ridare materia prima a quelle attività che hanno sofferto e continuano a soffrire. Ecco lo scenario in cui ci muoviamo".

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