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N. 4 - Aprile 2008

Accademia dei Romiti

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Santa Margherita

Un nervo scoperto

Approvato dalla maggioranza il bilancio preventivo

 

Riccardo Serroni


Santa Margherita, una telenovela infinita che ha visto spesso socialisti da una parte e comunisti (poi DS, poi PD insieme alla Margherita) dall’altra.

 

L’incipit è della metà degli anni ’80, quando il sindaco socialista di allora, Gino Bedini, a capo di una giunta di centro sinistra, presentò il famoso programma "Dal progetto al mattone" che, nell’area di Santa Margherita prevedeva la costruzione del centro sociale per anziani. Il progetto, osteggiato dal PCI, naufragò perché subito dopo ci fu l’ormai storico ribaltone con l’accordo tra PCI e metà gruppo DC ed il centro sociale fu costruito (con il finanziamento dell’Etruria) nell’area dell’ex fabbrica Luzi, acquistata unitamente alla villa. Si sviluppò, così, l’idea di utilizzare Santa Margherita per costruire un parcheggio collegato con i giardini con un percorso meccanizzato. L’idea non fu, però, mai codificata con un progetto concreto ed il 23 dicembre 1996 l’amministrazione (sindaco Rolando Pinnacoli, vice sindaco Costantino Matarazzi) presentò lo schema di un appalto concorso per realizzare in Santa Margherita una costruzione. L’area di 4.500 mq sarebbe stata così suddivisa: un terzo (1500 mq) ad appartamenti e negozi, un terzo (1500 mq) alla costruzione di un parcheggio pubblico ed un terzo (1500 mq) a verde pubblico. L’opera sarebbe stata realizzata da un privato che avrebbe ripagato il costo dell’area di proprietà comunale concedendo al comune spazi parcheggio (un’ottantina di posti macchina). Qualche perplessità circa l’opportunità di cementificare l’area furono espresse dai banchi dell’opposizione di centro destra (Sandra Monacelli, Giuseppe Pompei) ma gli amministratori giustificarono l'intervento sostenendo che solo costruendo nuove unità abitative vicino al centro città si poteva riportare gente al centro e rivitalizzare il centro storico che già da allora mostrava segnali di sofferenza e degrado. Il progetto fu anche decisamente osteggiato dall’assessore Angelo Barberini (assessore esterno in quota socialisti) ma dal braccio di ferro uscì perdente, tanto che si dimise da assessore. Il progetto fu quindi approvato all’unanimità.

 

Da allora il progetto ha avuto un iter travagliato. Il cantiere ha proceduto a singhiozzo: inizialmente per alcuni paletti posti dalla Sovrintendenza a salvaguardia del bagolaro, una rarissima pianta centenaria (è stato variato, per tale necessità, il progetto originario); poi ci sono state alcune difficoltà incontrate dalla ditta ed i lavori sono stati sospesi per circa un anno dopo la copertura delle due palazzine, tanto che nel gennaio 2004 l’allora assessore Angelo Scassellati minacciò il ricorso alle vie giudiziarie perché la non ultimazione dei lavori pregiudicava la disponibilità, per il comune, dei posti auto previsti. Poi il cantiere riaprì e l’opera è stata completata anche se sul mercato non è ancora definitivamente decollata.

 

Oggi c’è ancora uno scontro tra socialisti da una parte e gli eredi del PCI dall’altra, ma a parti invertite. La giunta ha posto a bilancio per i prossimi due anni (2009-2010) 150 mila euro destinati all’acquisto di una piccola porzione di fabbricato per gli uffici dei Vigili Urbani (si era parlato anche della possibilità che vi si potessero trasferire i carabinieri, ma l’ipotesi è saltata). Una cifra che, comunque, avrebbe eventualmente speso la prossima amministrazione che uscirà eletta dalle votazioni della prossima primavera. Costantino Matarazzi, capogruppo PD, ha presentato un emendamento chiedendo che quei soldi fossero destinati ad altre opere (magari sulle frazioni) non ritenendo opportuno procedere all’acquisto di una parte dell’immobile in Santa Margherita. Damiano Gresta, capogruppo socialista, ha dichiarato la sua contrarietà all’emendamento perché le alternative proposte erano troppo vaghe ed indefinite. L’assessore ai lavori pubblici (PD) ha tentato una salomonica mediazione "lasciamo nella previsione di bilancio l’investimento per Santa Margherita, poi, nel 2009 chi verrà ne verificherà la fattibilità", ma non è stato ascoltato. Durissimo l’intervento del sindaco: "Gli scempi come l’edificio Monina e Santa Margherita non li ho fatti io, ma quell’area va comunque riqualificata, non si può non completare".

 

Si è passati quindi alla votazione. L’emendamento è stato votato dal PD e dai gruppi di opposizione di centro destra mentre Rifondazione si è astenuta ed i socialisti hanno votato contro. Gli organi di stampa hanno parlato più o meno apertamente di ipotesi di crisi, ma i socialisti, sottolineando la marginalità dei 150 mila euro di Santa Margherita rispetto ai 62 mila euro della manovra di bilancio, invitano il sindaco ad andare avanti "sul percorso tracciato dal documento di programmazione che unanimemente la maggioranza che governa la città ha approvato".

 

Il bilancio approvato

 

La diatriba su Santa Margherita ha fatto passare in secondo piano la discussione sul bilancio la cui relazione è stata presentata dall’assessore Elisa Bellucci. In virtù del famigerato patto di stabilità le potenzialità di investimento del comune sono estremamente ridotte potendo accendere mutui solo per 905.000 euro. Per aumentare il volume degli investimenti, quindi, sono stati messi a bilancio 1.761.000 euro derivanti dalla possibile vendita degli immobili già conosciuti (ex ITPC per 868.000 euro, ex INAM per 519.000 euro, Ristorante San Guido per 253.000 euro, appartamento di via del Pellegrino per 121.000 euro).

 

Poco cambia per i cittadini. C’è una diminuzione dell’ICI dal 7 al 5 per mille per le seconde abitazioni date in affitto a canone concordato (una decisione finalizzata a rilanciare l’appetito per le abitazioni nel centro storico, è stato detto) mentre è stato elevata al reddito di 10.550 euro l’esenzione dello 0,4%, dell’addizionale IRPEF. A bilancio, comunque, sono stati previsti 150.000 euro in più di entrate derivanti dal recupero di evasioni fiscali e dalla maggiore rendita delle nuove aree fabbricabili inserite nel Piano Regolatore Generale. Il bilancio è stato approvato con i soli voti della maggioranza, mentre l’opposizione ha votato contro.

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