logoserrasanta.jpg (9762 byte)

N. 4 - Aprile 2008

Accademia dei Romiti

Prima pagina

Edizioni

Sommario


La città romana di Tadinum

(terza ed ultima parte)

Le campagne di scavi 2003-2007


Le strutture repubblicane (scavi 2007)

 

Immediatamente a nord delle grandi terme pubbliche del municipio, ad ovest del percorso della via Flaminia, un saggio di scavo esteso per circa 500 mq ha permesso di identificare parte di un vasto piazzale pavimentato in ghiaia, attraversato da un lungo canale funzionale verosimilmente ad assicurare il drenaggio della sede stradale. Sul piazzale si affacciano alcune strutture di difficile interpretazione, pertinenti a due fasi edilizie concentrate nell’ambito del II sec. a.C. e caratterizzate da muri con zoccolo di pietrame a secco ed alzato in argilla e da battuti pavimentali in ghiaia.

 

Saggi in profondità eseguiti nell’area delle terme pubbliche e del forum pecuarium avevano già permesso di identificare frustuli relativi alle prime fasi insediative nell’area della città romana. In particolare nell’area delle terme, al di sotto della fase tiberiana, sono emerse strutture realizzate con analoga tecnica edilizia, associate a livelli pavimentali databili nella prima metà del II sec. a.C. Il dato testimonia come la città romana si sia sviluppata contestualmente all’apertura della via Flaminia (220 a.C.) e al forzato abbandono del centro preromano di Colle Mori, in cui va identificata la Tadinum umbra. A questa fase risale anche un frammento di iscrizione umbra su tavola bronzea, rinvenuto durante la campagna di ricognizione: il testo, pur se frammentario, è di eccezionale interesse, dal momento che sembra pertinente ad un testo rituale assai simile – per contenuto ed eventualmente per dimensioni originarie – alle Tavole Iguvine.

 

Sempre dall’area delle terme, si segnala il rinvenimento in giacitura secondaria di numerosi frammenti di decorazione architettonica fittile, inquadrabili in almeno due fasi comprese tra il II e la metà del I sec. a.C. I frammenti sono verosimilmente pertinenti ad un edificio templare, le cui strutture vanno localizzate immediatamente a nord del complesso termale, in un’area ancora da indagare.

 

Tracce di strutture risalenti al II sec. a.C. sono emerse anche nei saggi in profondità praticati nell’area della domus. In questo settore sono stati inoltre identificati livelli di frequentazione di età protostorica, databili alla metà del II millennio a.C.

 

I livelli di abbandono

 

I dati ricavabili dalla ricognizione e dallo scavo permettono di collocare all’inizio del V sec. d.C. l’abbandono della città romana: non sfuggirà la coincidenza cronologica con la calata dei Visigoti di Alarico (408-410 d.C.), sviluppatasi proprio lungo l’asse della Flaminia. Il dato è particolarmente apprezzabile nel caso delle terme pubbliche, la cui ultima fase edilizia è collocabile nei decenni finali del IV sec. d.C. Nei livelli di interro che coprivano le strutture già spogliate è stato inoltre rinvenuto un piccolo gruzzolo composto da un’ottantina di monete, inquadrabile nell’ambito del V sec. d.C. Ad una fase ancora successiva risale una piccola area cimiteriale composta da una quindicina di tombe, a fossa terragna e prive di corredo; le sepolture sono databili genericamente nell’ambito dell’avanzato VII sec. d.C. e vanno collegate alla fase di occupazione longobarda del distretto, testimoniata anche da rinvenimenti monetali.

 

Assai più precoce è l’abbandono della domus, da collocare già nell’ambito della metà del III sec. d.C. Il dato non stupisce, alla luce del confronto con altre realtà umbre (ad esempio Fulginiae), e testimonia il precoce processo di contrazione dell’insediamento, caratteristico dei centri di pianura in epoca medio- e tardo-imperiale.

 

Le uniche tracce di una frequentazione prolungata si hanno nel forum pecuarium, dove sono state identificate stratigrafie e resti di strutture databili nel pieno V sec. d.C. È verosimile che la vocazione commerciale del complesso abbia sviluppato un più forte potere di attrazione, a fronte anche della vitalità dell’asse della Flaminia per tutta l’età tardo-antica. Non si può tuttavia escludere che tale frequentazione sia piuttosto legata all’intensa attività di spoliazione del sito, che dovette divenire una sorta di cava a cielo aperto da cui ricavare materiale edilizio.

 

Altre indagini

 

Contestualmente alle ricognizioni e agli scavi, è stata eseguita una vasta prospezione geofisica del sito, che ha permesso di acquisire ulteriori dati sull’estensione e l’articolazione dell’insediamento. Grazie a queste indagini, sono stati identificati sul terreno almeno altri due nuclei edilizi:

  • ad est delle terme, sul lato opposto della Flaminia immediatamente a sud del cosiddetto "pozzo di Taino", è una struttura rettangolare divisa in due vani; non è escluso che si tratti di un tempio, come suggerisce il già citato rinvenimento in questo settore di terrecotte architettoniche;

  • il settore meridionale dell’area ad ovest della Flaminia, presso l’asse della moderna ferrovia, risulta occupato da una struttura di notevoli proporzioni e senza dubbio di natura pubblica, come testimoniano i frammenti calcarei di decorazione architettonica rinvenuti in passato. La pianta vagamente curvilinea intuibile dalle prospezioni sembrerebbe orientare verso l’identificazione con un edificio per spettacoli.

Infine, il settore settentrionale del sito e alcune aree ad est della Flaminia risultano occupate dalla necropoli romana.

 

Simone Sisani

Gualdesità

Accademia dei Romiti

Prima pagina

Edizioni

Sommario

montecamera5.jpg (12241 byte)

allegracombriccola_logo.gif (4713 byte)

ning.jpg (16944 byte)

 

 

 

 

 

Per inserzioni o scambi link si contatti la redazione