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N. 4 - Aprile 2008

Accademia dei Romiti

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RICORDI E TRADIZIONI

La colazione di Pasqua


Per noi gualdesi, la colazione di Pasqua è una tradizione antica, che ogni famiglia "celebra" la mattina di Pasqua con tutti i suoi familiari e amici. Direi quasi un rito.

 

Si imbandisce la tavola con la tovaglia più bella, con tutti i cibi della tradizione: le uova sode, spesso colorate, benedette il giorno prima, la torta con il formaggio e quella dolce, che una volta venivano fatte tutte in casa e le donne si raccontavano di come e quanto avevano faticato per farle lievitare, usando la strategie più impensate. Dopo averle impastate a forza, si mettevano nei contenitori e per accelerare la lievitazione, si coprivano con una coperta e vicino venivano messe delle pentole di acqua bollente e addirittura il "prete" per riscaldare (lo scaldaletto).

 

Bisognava stare molto attento alla lievitazione, affinché fossero pronte per l'ora in cui aveva deciso il fornaio perché per cuocerle si portavano al forno, dove era appunto il fornaio che stabiliva alle donne l'ora in cui dovevano essere portate per la cottura. A volte si doveva restare in piedi per tutta la notte.

 

Sulla tavola della colazione di Pasqua poi, con la crescia e il vino benedetto, non potevano mancare la lonza di maiale e la coratella d'agnello.Nei miei ricordi di bambina, c'è poi la figura di mia madre che, con un rituale quasi monacale, toglieva le briciole e i gusci delle uova sode dei piatti, riponendole in un foglio di carta, perché dovevano essere bruciate e non buttate nella spazzatura, proprio perché erano state benedette.

 

Poi per i più fortunati c'era la rottura delle uova di cioccolata con all'interno la solita collanina o i soliti orecchini, oppure: piccoli giochi per bambini, ma che facevano una tale allegria e una confusione infinita con i voluminosi involucri di carta colorata, che ingombravano tutta la tavola.

 

Credo che sia molto importante non perdere e trasmettere questa tradizione semplice, proprio perché in un mondo frettoloso e fatto solo di comunicazioni telematiche occorre tenere vive le cose che più esaltano i rapporti umani.

 

Gianna Minelli

 

Costume e società

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