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N. 4 - Aprile 2008

Accademia dei Romiti

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Dalla Scuola Media

Dibattito sulla legalità

con il capitano Gian Gabriele Affinito


La Scuola Media Statale il 10 marzo ha organizzato presso l’Aula Magna un dibattito sulla legalità: protagonisti il capitano dei carabinieri di Gubbio, Gian Gabriele Affinito, e i ragazzi delle classi seconde. Il capitano, con i suoi 28 anni, si è dimostrato non solo competente e preparato per la sua professione, ma anche capace di catturare l’attenzione dei ragazzi con un linguaggio formale, ma non troppo. Ha stimolato la conversazione trattando le seguenti argomentazioni: violenza a scuola (il bullismo), violenza negli stadi, tematiche di educazione alla convivenza civile, in particolare educazione stradale e ambientale.

 

Riguardo alla violenza a scuola il capitano ha fatto un discorso che ha interessato molto gli alunni: "Il bullismo è uno degli atti più vili e codardi; i bulli hanno la presunzione di sentirsi superiori e per questo in grado di commettere qualsiasi prepotenza o violenza; ma poi, allontanati dal gruppo, si dimostrano piccoli come delle formiche".

 

L’argomento che però li ha colpiti maggiormente e sul quale si è soffermato il capitano è stato quello della violenza negli stadi. Affinito ha raccontato che è stato protagonista, insieme ad altri colleghi, di numerose liti e risse all’interno di quei luoghi che dovrebbero essere di svago e spensieratezza. Alla fine di una lunga spiegazione, ha rivolto ai ragazzi la domanda: "Si può andare allo stadio tranquillamente con i propri figli?". Nel complesso è stato rilevato che: sì, se ci sono persone sportive e responsabili. Si richiederebbe per questo un comportamento più civile da parte degli utenti, ma anche un impegno più sollecito da parte degli organi dello Stato, facendo leggi più severe per punire chi commette delle illegalità. Il capitano, inoltre, ha detto che gli ultrà che attaccano carabinieri, poliziotti e in particolare le caserme, fanno un attacco allo Stato, l’organo politico che ci rappresenta in quanto cittadini, esseri civili.

 

Affinito ha anche sottolineato l’importanza del rispetto della propria persona e degli altri che si manifesta a scuola con atteggiamenti consapevoli: linguaggio adatto alle circostanze, rispetto delle regole, abbigliamento adeguato. I ragazzi hanno partecipato con entusiasmo al dibattito dimostrando curiosità e volontà di confronto.

 

Da questa significativa esperienza gli alunni hanno dedotto che è importantissimo mettersi in discussione ogni volta che non si rispetta la legge, perché la trasgressione è contro la società e quindi contro noi stessi. "cogito ergo sum"; come ci ha detto il capitano dovremmo sempre ricordare questa affermazione di Cartesio, perché in questo modo riconosceremo sempre la nostra natura razionale che ci porta a pensare prima di agire.

 

Per queste considerazioni ringraziamo il capitano Affinito e l’Arma dei Carabinieri, formata da uomini che quotidianamente sono al servizio dello Stato e di ogni suo cittadino. Loro cercano di migliorare il mondo, ma noi dobbiamo aiutarli.

 

Flavia Bianchini

Alessandra Ercoli

II D

 

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