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N. 4 - Aprile 2008

Accademia dei Romiti

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I Sindaci di Gualdo Tadino

Oreste Tomassini, il primo del dopoguerra

(28 luglio-23 novembre 1944)


10bodystanleypic0804.jpg (5650 byte)Gli anni 1942-45 a Gualdo, ma anche in tutta Italia, lasciarono profonde ferite che ancora oggi non sono state rimarginate. Dopo l’avvocato Adriano Ceccarelli, ultimo podestà locale, l’amministrazione gualdese fu guidata dai commissari prefettizi Alberto Rubboli (13 agosto 1942-31 agosto 1943), Enzo Romizi (21 settembre 1934-15 marzo 1944), Giovanni Pierozzi Gaudenzi (commissario del capo della Provincia dal 21 marzo 1944 al 14 giugno 1944).

 

Il comandante militare inglese Body Stanley nel 1944

rappresentante del governo militare per alcuni giorni a

Gualdo Tadino (Archivio Vittorio Carini)

(clicca per ingrandire)

 

Dopo il 25 luglio 1943, in seguito al voto del Gran Consiglio del Fascismo e all’arresto di Mussolini, il paese si trovò a fronteggiare la ritirata dei tedeschi che in diverse località dell’Italia centro-settentrionale si macchiarono di infami atti di sangue.

 

L’armistizio dell’8 settembre fu, infatti, il detonatore che portò all’esplosione della violenza tedesca bilanciata dopo il 1945 da quella realizzata dagli "pseudo" partigiani in alcune zone del cosiddetto "triangolo rosso" dell’Emilia Romagna.

 

Il 22 luglio 1944 si era, intanto, insediato a Gualdo il governatore militare inglese che guidava un drappello di quasi 200 uomini insediati nel convento di Santa Margherita. Costituito il CLN, il 28 luglio 1944 s’insediava il primo governo del comune per volontà del AMG (Allied Military Governement) costituito dal sindaco Oreste Tomassini (1877-1978) e dagli assessori Nello Barberini (1905-1982), Ciro Biscontini (1880-1954), Rodolfo Cirelli (1885-1971) e Giuseppe Guerra Baldelli (1896-1956).

 

Oreste Tomassini era nato a Gualdo Tadino il 12 dicembre 1877 da Rinaldo (1941-1924) e Angela Antonia Gammaitoni (1852-1931). Terzogenito di cinque figli da cui due morti subito dopo la nascita, imparò fin da giovane il mestiere di calzolaio lavorando poi in una delle tante imprese artigiane locali che producevano scarpe per l’esercito.

 

L’11 giugno 1906 sposò Gualdesina Carini (1884-1952) e dall’unione nacquero due figli: Ermete (Gualdo Tadino 1907-Dudelange 1945) e Vanda (Gualdo Tadino 1909-Dudelange 1992), sposata nel 1931 con Francesco Olivieri.

 

Tra i primi atti della nuova giunta ci furono "il collocamento a riposo di un inserviente per raggiunti limiti di età" e, riprendendo l’ordine dell’AMG, il licenziamento di cinque impiegati comunali accusati di essere stati iscritti al PFR (Partito fascista repubblicano).

 

Il 13 agosto 1944 la Giunta deliberava la nomina dei nuovi membri del CLN in base all’appartenenza politica: Giuseppe Bernabei (1882-1964) per il PLI, Piero Donati di Foligno per la DC, Ferruccio Righi (1921-1972) per il PSI e Bruno Micheletti (1915-1982) per il PCI.

 

Nella stessa seduta nominava Domenico Tittarelli (1916-1945) a segretario del comitato e la costituzione di un ufficio politico composto da Attilio Garofoli (1891-1970), Piero Donati, Armando Baldassini (1900-1982) e Carlo Angelo Luzi (1920-1974).

 

Seguirono mesi di grande frenesia, condita da una buona dose di rivalsa verso coloro che erano stati iscritti al PNF (il 90% degli Umbri). I più scalmanati si scagliavano anche contro presunti simpatizzanti fascisti, senza minimamente infierire verso chi era stato seriamente compromesso con il regime ma che occupava cariche di rilievo in ambito economico-finanziario.

 

Il 9 ottobre Ciro Biscontini rassegnava le proprie dimissioni dalla Giunta in quanto raggiunto da alcune insinuazioni circa la scarsa disponibilità a mettere in commercio generi alimentari, dimissioni che rientreranno pochi giorni dopo.

 

Il 10 ottobre il prefetto di Perugia Luigi Peano (Roma 1899-1966), insediato dall’AMG il 20 giugno 1944, inviava una circolare a tutti i Comuni dove invitava coloro che hanno subito "asportazioni di cose mobili o semoventi da parte delle Truppe Tedesche" in ritirata a presentare denuncia. La settimana dopo la Giunta deliberava la vendita delle quote di proprietà comunale del Teatro Talia a imprenditori privati (i fratelli Guido, Gino e Orfeo Pagliari) che provvederanno a ristrutturate completamente l’immobile eliminando i "graziosi" palchetti. Sorgevano, intanto, anche contrasti all’interno del CLN che vedeva le dimissioni di Armando Baldassini e Carlo Angelo Luzi, probabilmente in relazione all’intransigenza di alcuni antifascisti dell’ultim’ora.

 

In questo clima di grande confusione e rivendicazioni più o meno idealiste merita un elogio l’opera di pacificazione compiuta da Armando Baldassini che una sera di ottobre a tarda ora fu svegliato da un noto imprenditore locale, preoccupato da una serie di atti intimidatori nei suoi confronti. Armando lo rassicurò garantendogli di far mettere dai suoi alleati di governo "una pietra sopra" sul passato.

 

Il 21 ottobre per interessamento di mons. Vittore Ugo Righi, allora in servizio presso la Segreteria di Stato in Vaticano, la salma di don David Berrettini fu trasportata dal cimitero di San Donato Marche a quello di Gualdo Tadino e tumulata nella tomba della Compagnia dei Preti, adiacente la chiesa.

 

Un mese dopo la Giunta comunale esaminava ben 169 denuncie a carico di presunti esponenti del partito fascista, la maggior parte delle quali, grazie alla magnanimità dei patrioti e dei nuovi esponenti politici, cadevano nel vuoto. Soltanto pochi casi saranno segnalati e tradotti a Perugia, più per sottrarli a possibili ritorsioni che per i loro misfatti, mentre alcuni dei più compromessi preferirono lasciare la città.

 

Le difficoltà nel reperire i generi alimentari, intanto, si facevano sempre più evidenti, mentre per supplire alla deficienza di uomini la Giunta deliberava il licenziamento delle donne assunte nei mesi precedenti per far posto ai militari congedati disoccupati, molti dei quali impelagati proprio con il PNF.

 

Il 23 novembre Oreste Tomassini tenne l’ultima seduta della Giunta e lasciava la carica di sindaco. Qualche tempo dopo si trasferì a Dudelange dove morì il 2 giugno 1978, alla veneranda età di 101 anni.

 

Daniele Amoni

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