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N. 5 - Maggio 2008

Accademia dei Romiti

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Il Centro Commerciale del Centro Storico

Il progetto City Mall "Riflessi"

Idee innovative per pubblicità, promozioni, pubbliche relazioni

 

Riccardo Serroni


01piazzadantepic0805.jpg (7214 byte)Che il centro storico soffra una grave crisi è sotto gli occhi di tutti. Che a farne le spese più di tutti siano i commercianti che eroicamente ancora resistono è altrettanto incontestabile. Sulle molteplici cause (fuga dei servizi, apertura di centri commerciali, fuga degli abitanti, lavori post terremoto) si può disquisire all’infinito e l’argomento appartiene alla sfera della polemica politica. La riflessione, comunque, è opportuna perché la ricerca delle soluzioni possibili è anche figlia della individuazione delle cause più eclatanti.

 

(Clicca per ingrandire)

 

Di fronte a questa problematica ci si può porre con due atteggiamenti contrapposti:

a) piangersi addosso limitandosi a distribuire colpe a destra e a sinistra;

b) rimboccarsi le maniche e cercare soluzioni possibili per invertire la tendenza.

La tendenza al piangersi addosso è ancora forte e si respira a pieni polmoni in diversi contesti. Essa è comprensibile, ma innegabilmente dannosa perché tende a scaricare colpe a destra e a sinistra senza individuare un percorso per aggirare l’ostacolo e superare una difficoltà. Porto ad esempio l’atteggiamento che assumono le grandi squadre sportive vincenti di fronte ad una sconfitta: dimenticare in fretta il passo falso e concentrarsi sulla prossima partita che bisogna vincere per riprendere il cammino.

 

Mi sembra che l’atteggiamento assunto ultimamente da una buona parte dei commercianti del centro storico vada proprio nella seconda direzione: uscire dal vicolo cieco dell’ineluttabilità degli eventi, rimboccarsi le maniche, affrontare la situazione e cercare soluzioni possibili. Sugli esiti positivi nessuno può giurarci ma sulla correttezza della strada intrapresa nessuno può obiettare.

 

Stiamo parlando del progetto "City Mall", centro commerciale naturale di Gualdo Tadino denominato "Riflessi". Il percorso è iniziato un paio di mesi fa per iniziativa della Confcommercio con un corso tenuto dall’Iter (un’agenzia del settore) con la partecipazione di una ventina di commercianti. Successivamente è stata indetta un’assemblea molto partecipata degli esercenti del centro città presso la taverna di San Benedetto in cui è stato illustrato il progetto. Il presidente dei commercianti Aurelio Pucci ha avuto la bontà di invitarmi e cerco di raccontare il più fedelmente possibile ciò che ho percepito.

 

Il progetto

 

Il progetto, predisposto in collaborazione tra i corsisti, ha queste caratteristiche:

- propone il coordinamento e la coesione tra gli esercenti al fine di offrire un mix di offerta di prodotti ed attività di qualità;

- la presenza di servizi di accoglienza fidelizzanti e in una cornice urbana storica accogliente e coinvolgente;

- una esperienza di acquisto unica in un ambiente dalla forte valenza storico-culturale.

Il piatto forte del progetto riguarda la comunicazione attraverso la pubblicità, le promozioni (con benefit), pubbliche relazioni, vendita personale (assaggio prodotti tipici, illustrazione processi produttivi artigianali…), direct marketing (mailing, sms), partecipazione agli eventi ed organizzazione di eventi.

 

Altro elemento di forza è l’organizzazione del centro commerciale, con partecipazione diretta dei commercianti che hanno frequentato il corso ed un coordinamento generale, un gruppo per gestione economica, uno per organizzazione di iniziative ed eventi, ed uno per gestione artistica.

 

Condizione fondamentale affinché il progetto riusca è il coinvolgimento del maggior numero di commercianti, un minimo di risorse disponibili (con la disponibilità dei commercianti stessi) ed il coinvolgimento delle istituzioni (in primis il comune) e delle altre associazioni.

 

La reazione

 

Il progetto è stato accolto con grande interesse ed attenzione dai numerosi presenti e mi pare che alcuni messaggi forti siano passati: rompere l’isolamento, unirsi per superare le difficoltà insieme, contrastare la sfida dei centri commerciali puntando su un prodotto medio alto di qualità, aprirsi alle innovazioni con una mentalità nuova necessaria per vincere le nuove sfide, dare risposte immediate (e questo lo possono dare soltanto le istituzioni) rispetto ad un cataclisma che sul piano economico è stato il trasferimento dell’ospedale a Branca e la chiusura del Calai.

 

Il Comune

 

All’assemblea erano presenti il sindaco Scassellati e l’assessore alle attività produttive Garofoli. Ecco per sintesi i concetti essenziali ribaditi nel loro intervento. L’iniziativa della Confcommercio con istituzione del Centro Commerciale Naturale è ottima (tra l’altro anticipa un disegno di legge regionale che va in questa direzione) ed avrà tutto il sostegno possibile dell’amministrazione comunale. A bilancio sono stati previsti 40 mila euro per sostenere gli interessi sui mutui, altri 20/30 mila euro saranno disponibili per sostenere iniziative perché la tendenza è di chiedere il meno possibile alle tasche dei commercianti già in difficoltà. Si vanno poi ultimando progetti che daranno un volto nuovo al centro storico come la pavimentazione delle vie e piazze, il recupero delle taverne di San Donato e San Martino, l’ultimazione dei contenitori museali (casa Rubboli e casa Cajani) il ritorno in centro di alcuni servizi (entro luglio saranno ultimati i lavori delle palazzine che ospiteranno Poste, Farmacia e Studi medici), l’apertura di un front-office in p.zza Martiri, l’organizzazione di eventi importanti. Infine un concetto ribadito con fermezza dal sindaco: nel centro ci deve essere l’isola pedonale.

 

La chiusura del Calai

 

La chiusura del Calai è una ferita che sanguina. Il sindaco (rivolgendosi evidentemente alle istituzioni regionali) ha ribadito la richiesta che la soluzione individuata (riabilitazione) debba essere messa in atto da subito, senza rimandare a chissà quando. Garofoli ha completato l’argomento rivelando contatti avviati per rilanciare in grande il centro recupero infartuati di secondo e terzo livello (il primo livello, quello dei pazienti appena operati ed infartuati, deve essere necessariamente fatto in ospedale). La sensazione è che il comune di Gualdo Tadino dovrà muoversi da solo perché se aspetta la Asl nr 1 campa cavallo.

 

Conclusioni

 

Entro pochi mesi il centro storico dal punto di vista urbanistico sarà qualcosa di bello. Basta percorrere via del Reggiaro fino alla Rocca Flea per averne un’idea. Questo, da solo, però, non basta per riportare gente al centro e l’iniziativa dei commercianti è da appoggiare e sostenere a qualsiasi livello. Perché il ruolo degli esercizi commerciali nel centro è duplice: svolgono una importante funzione economica perché con la loro attività si procurano e danno lavoro; svolgono una insostituibile funzione culturale e sociale perché un centro storico senza attività commerciali è un centro storico morto ed una città che ha un centro storico morto è una città che muore.

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