Il Centro Commerciale del Centro Storico
Il progetto City Mall "Riflessi"
Idee innovative per pubblicità, promozioni, pubbliche
relazioni
Riccardo Serroni
Che il centro storico soffra una grave crisi è sotto gli occhi
di tutti. Che a farne le spese più di tutti siano i commercianti che eroicamente ancora
resistono è altrettanto incontestabile. Sulle molteplici cause (fuga dei servizi,
apertura di centri commerciali, fuga degli abitanti, lavori post terremoto) si può
disquisire allinfinito e largomento appartiene alla sfera della polemica
politica. La riflessione, comunque, è opportuna perché la ricerca delle soluzioni
possibili è anche figlia della individuazione delle cause più eclatanti.
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Di fronte a
questa problematica ci si può porre con due atteggiamenti contrapposti:
a) piangersi
addosso limitandosi a distribuire colpe a destra e a sinistra;
b)
rimboccarsi le maniche e cercare soluzioni possibili per invertire la tendenza.
La tendenza
al piangersi addosso è ancora forte e si respira a pieni polmoni in diversi contesti.
Essa è comprensibile, ma innegabilmente dannosa perché tende a scaricare colpe a destra
e a sinistra senza individuare un percorso per aggirare lostacolo e superare una
difficoltà. Porto ad esempio latteggiamento che assumono le grandi squadre sportive
vincenti di fronte ad una sconfitta: dimenticare in fretta il passo falso e concentrarsi
sulla prossima partita che bisogna vincere per riprendere il cammino.
Mi sembra che
latteggiamento assunto ultimamente da una buona parte dei commercianti del centro
storico vada proprio nella seconda direzione: uscire dal vicolo cieco
dellineluttabilità degli eventi, rimboccarsi le maniche, affrontare la situazione e
cercare soluzioni possibili. Sugli esiti positivi nessuno può giurarci ma sulla
correttezza della strada intrapresa nessuno può obiettare.
Stiamo
parlando del progetto "City Mall", centro commerciale naturale di Gualdo
Tadino denominato "Riflessi". Il percorso è iniziato un paio di mesi fa per
iniziativa della Confcommercio con un corso tenuto dallIter (unagenzia
del settore) con la partecipazione di una ventina di commercianti. Successivamente è
stata indetta unassemblea molto partecipata degli esercenti del centro città presso
la taverna di San Benedetto in cui è stato illustrato il progetto. Il presidente dei
commercianti Aurelio Pucci ha avuto la bontà di invitarmi e cerco di raccontare il
più fedelmente possibile ciò che ho percepito.
Il
progetto
Il progetto,
predisposto in collaborazione tra i corsisti, ha queste caratteristiche:
- propone il
coordinamento e la coesione tra gli esercenti al fine di offrire un mix di offerta di
prodotti ed attività di qualità;
- la presenza
di servizi di accoglienza fidelizzanti e in una cornice urbana storica accogliente e
coinvolgente;
- una
esperienza di acquisto unica in un ambiente dalla forte valenza storico-culturale.
Il piatto
forte del progetto riguarda la comunicazione attraverso la pubblicità, le promozioni (con
benefit), pubbliche relazioni, vendita personale (assaggio prodotti tipici, illustrazione
processi produttivi artigianali
), direct marketing (mailing, sms), partecipazione
agli eventi ed organizzazione di eventi.
Altro
elemento di forza è lorganizzazione del centro commerciale, con partecipazione
diretta dei commercianti che hanno frequentato il corso ed un coordinamento generale, un
gruppo per gestione economica, uno per organizzazione di iniziative ed eventi, ed uno per
gestione artistica.
Condizione
fondamentale affinché il progetto riusca è il coinvolgimento del maggior numero di
commercianti, un minimo di risorse disponibili (con la disponibilità dei commercianti
stessi) ed il coinvolgimento delle istituzioni (in primis il comune) e delle altre
associazioni.
La
reazione
Il progetto
è stato accolto con grande interesse ed attenzione dai numerosi presenti e mi pare che
alcuni messaggi forti siano passati: rompere lisolamento, unirsi per superare le
difficoltà insieme, contrastare la sfida dei centri commerciali puntando su un prodotto
medio alto di qualità, aprirsi alle innovazioni con una mentalità nuova necessaria per
vincere le nuove sfide, dare risposte immediate (e questo lo possono dare soltanto le
istituzioni) rispetto ad un cataclisma che sul piano economico è stato il trasferimento
dellospedale a Branca e la chiusura del Calai.
Il
Comune
Allassemblea
erano presenti il sindaco Scassellati e lassessore alle attività produttive
Garofoli. Ecco per sintesi i concetti essenziali ribaditi nel loro intervento.
Liniziativa della Confcommercio con istituzione del Centro Commerciale Naturale è
ottima (tra laltro anticipa un disegno di legge regionale che va in questa
direzione) ed avrà tutto il sostegno possibile dellamministrazione comunale. A
bilancio sono stati previsti 40 mila euro per sostenere gli interessi sui mutui, altri
20/30 mila euro saranno disponibili per sostenere iniziative perché la tendenza è di
chiedere il meno possibile alle tasche dei commercianti già in difficoltà. Si vanno poi
ultimando progetti che daranno un volto nuovo al centro storico come la pavimentazione
delle vie e piazze, il recupero delle taverne di San Donato e San Martino,
lultimazione dei contenitori museali (casa Rubboli e casa Cajani) il ritorno in
centro di alcuni servizi (entro luglio saranno ultimati i lavori delle palazzine che
ospiteranno Poste, Farmacia e Studi medici), lapertura di un front-office in p.zza
Martiri, lorganizzazione di eventi importanti. Infine un concetto ribadito con
fermezza dal sindaco: nel centro ci deve essere lisola pedonale.
La
chiusura del Calai
La chiusura
del Calai è una ferita che sanguina. Il sindaco (rivolgendosi evidentemente alle
istituzioni regionali) ha ribadito la richiesta che la soluzione individuata
(riabilitazione) debba essere messa in atto da subito, senza rimandare a chissà quando.
Garofoli ha completato largomento rivelando contatti avviati per rilanciare in
grande il centro recupero infartuati di secondo e terzo livello (il primo livello, quello
dei pazienti appena operati ed infartuati, deve essere necessariamente fatto in ospedale).
La sensazione è che il comune di Gualdo Tadino dovrà muoversi da solo perché se aspetta
la Asl nr 1 campa cavallo.
Conclusioni
Entro pochi
mesi il centro storico dal punto di vista urbanistico sarà qualcosa di bello. Basta
percorrere via del Reggiaro fino alla Rocca Flea per averne unidea. Questo, da solo,
però, non basta per riportare gente al centro e liniziativa dei commercianti è da
appoggiare e sostenere a qualsiasi livello. Perché il ruolo degli esercizi commerciali
nel centro è duplice: svolgono una importante funzione economica perché con la loro
attività si procurano e danno lavoro; svolgono una insostituibile funzione culturale e
sociale perché un centro storico senza attività commerciali è un centro storico morto
ed una città che ha un centro storico morto è una città che muore. |