logoserrasanta.jpg (9762 byte)

N. 5 - Maggio 2008

Accademia dei Romiti

Prima pagina

Edizioni

Sommario

Il voto a Gualdo


Anche se il nostro giornale non è una tribuna politica, di tale rilievo è il risultato elettorale recente anche a Gualdo Tadino che non possiamo evitare di farne oggetto di una lettura analitica, traendone considerazioni e riflessioni sui motivi che l’hanno determinato e sugli scenari che potrebbe aprire.

 

Lungi da noi ogni tentativo di delegittimare istituzioni in carica, la prima considerazione è che a Gualdo Tadino, seguendo il trend nazionale, il risultato delle forze di opposizione, pur nella disorganizzazione che le distingue, ha surclassato i partiti che amministrano la città: PD (3554), Sinistra (418), Di Pietro (247), Socialisti (234), tutti insieme hanno raccolto appena 4450 voti, contro i 5100 dei partiti della minoranza (non più tale): PDL 3642, Lega 330, UDC 758, Destra 373. Di rilievo poi, nella debacle della sinistra, sono il sorpasso del PDL sul PD (3642 - 3554) ed il risultato dei Socialisti, che fino a non molti anni fa a Gualdo Tadino raccoglievano oltre il 30% dei consensi, ridotti al 2% (meno delle schede nulle, ha commentato qualcuno!). Si dirà che è un’altra cosa, ma la fragile maggioranza con cui il sindaco, nelle ultime elezioni prese il premio di maggioranza e andò al ballottaggio è stata spazzata via dallo tsunami del 13 aprile. Gli altri?

 

L’U.D.C.: sfortunato è stato l’impegno in difesa del seggio senatoriale della senatrice Monacelli, che ha superato la soglia dei mille consensi (758 voti alla Camera), risultato vanificato dallo sbarramento dell’8% a livello regionale; peccato! Un parlamentare locale - con il nuovo governo - sarebbe stato utile alla città più di quanto la stessa abbia potuto nel suo breve mandato all’opposizione.

 

La Lega: un risultato a sorpresa che fa riflettere è quello della Lega (240 voti al Senato, 330 alla Camera dei Deputati), distribuito su tutto il territorio comunale, con punte nella ex circolare rossa di Cartiere; un voto alimentato da ricorrenti episodi di insicurezza che testimonia lo stato di malessere e diffidenza verso i partiti tradizionali, specialmente fra i giovani.

 

La Destra: altro risultato a sorpresa è stato quello della lista della Destra che ha raccolto rispettivamente 290 voti al Senato e 330 alla Camera, con una presenza particolare a Cerqueto, già piccola Russia, agli antipodi della Destra.

 

Senza sottovalutare le motivazioni per cui il 25% degli elettori (astenuti + schede bianche + schede nulle) non hanno partecipato alla crociata del "voto utile", minimizzare l’accaduto, cercandone le motivazioni in un trend nazionale è un nascondere la testa sotto la sabbia; infatti, se è pur vero che l’appello al voto utile ha avuto il suo peso che però non ha scardinato altre realtà regionali, il risultato di Gualdo Tadino, titolato dalla stampa come "Caduta della roccaforte della sinistra", assomma pesanti motivazioni localistiche, già annotate nei mesi sorsi dal nostro giornale, configurabile in una ribellione al governo locale.

 

Sulla frana dei consensi hanno pesato infatti, sia pure a scoppio ritardato, le vicende dell’acqua, le migliaia di lettere relative all’ICI alle aree fabbricabili e alla TOSAP (da cui si è dissociato anche il PD), l’esosità ingiustificabile delle bollette per i consumi dell’acqua e l’aumento delle tariffe della TARSU (notificate entrambe proprio alla vigilia delle elezioni), mentre i CUD distribuiti nello stesso periodo, impietosamente hanno evidenziato sovrimposte regionali e comunali, che alleggeriscono buste paga e pensioni.

 

L’Italia è cambiata: l’elettore sa leggere e documentarsi, diversamente da qualche decennio fa, e se ne vedono le conseguenze: sono passati i tempi degli yes-men, usi ad alzare la mano a comando.

 

Valerio Anderlini

 

Prima pagina

Accademia dei Romiti

Prima pagina

Edizioni

Sommario

montecamera5.jpg (12241 byte)

allegracombriccola_logo.gif (4713 byte)

ning.jpg (16944 byte)

 

 

 

 

 

Per inserzioni o scambi link si contatti la redazione