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N. 5 - Maggio 2008

Accademia dei Romiti

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Intervista alla direttrice del Museo dell'Emigrazione Catia Monacelli

"A marzo 1200 visitatori"

 

di Riccardo Serroni


"La quarta edizione del concorso video Memorie Migranti è stata di straordinaria importanza - dice la direttrice del Museo - perché abbiamo visto la partecipazione di oltre settanta documentari, realizzati dal mondo della scuola, da professionisti e da giornalisti attraversando tutto il mondo: Italia, Francia, Belgio, Lussemburgo, Venezuela, Argentina, Miami. Il concorso ha assunto, quindi, una veste internazionale. Ed i 12 video finalisti che abbiamo raccolto in un cofanetto DVD saranno trasmessi da Rai International, quindi i nostri video vanno ben al di là della nostra città e per noi è una grande soddisfazione".

 

Diverse le forme di comunicazione prescelte dai partecipanti: l’inchiesta, il reportage, la fiction, la docufiction. Ognuna ha impresso nella memoria degli spettatori le immagini forti e commoventi in bianco e nero di volti sofferenti per il distacco e la nostalgia del ricordo. Una memoria che si fa educativa nel contesto dei conflitti della società odierna: "Raggiungendo questo teatro - ha raccontato il sindaco di Bagnone, da cui proveniva una delle scuole vincitrici - abbiamo letto con i ragazzi una scritta su un muro: <Fuori gli stranieri, fuori gli immigrati>. E con i ragazzi ci siamo interrogati sulla contrapposizione esistente con questa manifestazione che invece vuole rievocare il tempo in cui erano i nostri connazionali a vivere questa esperienza drammatica".

 

Il concorso ha una doppia valenza: culturale e promozionale: "Si fa un recupero della memoria storica salvando le testimonianze dirette che altrimenti andrebbero perdute e contestualmente il Museo dell’Emigrazione è al centro di un focus che riguarda la storia".

 

Non è secondario poi l’aspetto promozionale per la città: "Il teatro era pieno di ragazzi provenienti da Massa Carrara, Pavia, Liguria accompagnati dai loro sindaci. Molto soddisfacente è anche il flusso dei visitatori del Museo nel corso dell’anno. Solo in marzo sono stati 1200 visitatori tra turisti, in particolare riguardanti la terza età, e studenti. Prevalentemente, nel periodo primaverile lavoriamo con le scuole, sia per i contenuti che offriamo e sia perché questo è un periodo in cui si muovono soprattutto gli studenti".

 

Un Museo che sta crescendo, quindi, e che si propone come forza trainante dello sviluppo turistico del territorio. Molto spesso dalle colonne dei nostri giornali abbiamo sostenuto la necessità di un biglietto unico Museo Emigrazione-Museo Rocca Flea. C’è questa possibilità? "Il Museo dell’Emigrazione ed il Museo della Rocca Flea fanno entrambi parte della rete del sistema museale umbro, ma sono gestiti da due cooperative diverse. Per il momento abbiamo realizzato una smart-card unica. Chi vista il Museo dell’Emigrazione con la smart-card ha uno sconto per visitare la Rocca Flea e viceversa. Al biglietto unico ancora non siamo arrivati perché abbiamo pensato che sono pochi due musei per realizzare questo progetto. Quando i musei cittadini saranno aumentati vedremo se sarà possibile. Inoltre è nata questa idea del front-office in p.zza Martiri in collaborazione con la Pro Tadino. Sia la Sistema Museo della Rocca Flea che la Cooperativa Museo del Museo dell’Emigrazione collaboreranno con proprio personale per garantire l’apertura del front-office, l’ufficio di informazione turistica unico, per tutto l’anno almeno nei periodi di venerdì- domenica. E tramite questo ufficio promuoviamo il Gualdo Tadino tour che prevede la visita ai Musei, a San Benedetto, San Francesco e ad altre realtà come la Rocchetta, la ceramica e così via".

 

Finanziariamente il Museo dell’Emigrazione riesce a reggersi bene?

 

"Il comune ci sostiene con il 30% delle nostre necessità, poi altri contributi provengono dalla Provincia di Perugia,, dai comuni della fascia e dagli ingressi. Quindi, nonostante il fatto che siamo un’associazione onlus senza fini di lucro, si riesce ad andare avanti".

 

Insomma, quella del Museo dell’Emigrazione "Pietro Conti" è davvero una bella realtà. E pensare che c’è ancora qualche gualdese che si interroga a che cosa serve. Ma, si sa, i peggiori nemici di Gualdo sono proprio alcuni gualdesi. Bontà loro.

Cultura

 

Il Concorso Memorie Migranti 2008

 

Intervista alla direttrice del Museo dell'Emigrazione Catia Monacelli

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