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N. 5 - Maggio 2008

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I SINDACI DI GUALDO TADINO

Attilio Garofoli: 22 dicembre 1944 - 30 aprile 1945


10comunepic0805.jpg (13182 byte)Lasciata la carica di sindaco il 23 novembre del ’44 da Oreste Tomassini, Gualdo si appresta a trascorrere un periodo di grandi contrasti politici con una nuova "classe" emergente fatta di operai e piccoli artigiani che pretendono una radicale pulizia dal passato regime fascista.

 

Un'immagine del Palazzo Comunale tappezzato

di manifesti elettorali nel dopoguerra

 

Alla data del 20 novembre, infatti, giacciono "sul tavolo" del CNL ben 169 denuncie a carico di presunti esponenti del PNF (Partito nazionale fascista) di coloro cioè che non rinnegano fino in fondo l’appartenenza al regime. Altri, invece, si erano "riciclati" diventando antifascisti dell’ultim’ora o rivendicavano di aver favorito il movimento partigiano.

 

La pubblica amministrazione licenzia le donne assunte nei mesi precedenti per far posto ai militari congedati, mentre la giunta delibera l’installazione dell’Ufficio di collocamento.

 

Nei primi mesi di dicembre il CNL discute sui requisiti necessari per aver diritto all’iscrizione ai partiti democratici che vede l’accettazione degli iscritti al PNF solo dopo il 1933, mentre quelli iscritti in precedenza o venivano rifiutati o sottoposti ad accurati accertamenti.

 

Nei primi giorni di dicembre, la città si trova a dover eleggere un nuovo sindaco dopo che due riunioni presiedute dall’assessore anziano Ciro Biscontini (1880-1954) e dai due assessori Nello Barberini (1905-1982) e Luigi Cirelli (1918-1992) avevano cercato di trovare un compromesso tra i partiti dell’arco costituzionale.

 

Non trovando l’accordo, l’AMG provvede al rinnovo con l’investitura di Attilio Garofoli che guida una giunta composta da Giuseppe Giubilei (1883-1945) e Luigi Travaglia (1891-1971), assessori effettivi, e Augusto Anderlini (1885-1956) e Romeo Guerra (1914-1988) supplenti.

 

Attilio Garofoli era nato a Fossato di Vico il 23 gennaio 1891 da Domenico Garofoli e dalla gualdese Cecilia Mancini (1870-1937), figlia del caposquadra ferroviario Antonio Mancini (1845-1913) e della possidente Laura Evangelisti.

 

Rappresentante di commercio, poi definito "industriante", aveva aderito al CNL per il PSI ed aveva fatto parte dell’ufficio politico fin dall’agosto ’44. Tra i suoi primi atti ci sarà il cambiamento del nome della piazza di Gualdo che diventa Piazza Martiti della Libertà, mentre diversi gualdesi erano impegnati ancora a combattere contro i tedeschi nelle file del reggimento Cremona guidati da Domenico Tittarelli.

 

Il 18 febbraio 1945, a dimostrazione ancora del particolare momento politico, esce un editoriale dattiloscritto del "Grillo parlante" verso il Comitato di Liberazione che sta curando un processo di epurazione degli aderenti al PNF un po’ troppo personalistico: "... I responsabili veri (Segretario e C.) sono tutti al loro posto, mentre gli innocenti (Narsete Confidati, Emilio Bensi, etc.) sono stati messi sul lastrico. Se seguitiamo di questo passo gli antifascisti dovranno riparare all’estero per non essere ... epurati".

 

Intanto, diversi aderenti al PCI che fanno parte del CNL, chiedono a gran voce al prefetto e al CNL provinciale la destituzione del sindaco Garofoli il quale, pur operando nella massima correttezza, stava subendo un vero e proprio "linciaggio" morale tanto che il 20 marzo esce un suo manifesto dove il sindaco si toglie "alcuni sassolini dalle scarpe" rimarcando che il deficiti comunale di 2 milioni di lire era stato ricondotto a sole 100 mila lire, il bilancio preventivo 1945 prevede un sostanziale pareggio, l’elargizione di generi di prima necessità ai poveri era stata eseguita in maniera capillare, i vari "ammassi" (lardo e grano) erano ormai quasi portati a termine, terminando infime con queste parole: "Se le mie dimissioni sono state sollecitate perché non ho favorito qualche singolo, confermo che mai e per nessun motivo aderirò ad interessi di persone, se tali interessi non mi risultano conformi a sensi di giustizia". Un vero e proprio atto di alto dovere istituzionale.

 

Nonostante diversi malumori, la Giunta viene sciolta il 30 aprile 1945 e il 4 maggio viene nominato il commissario prefettizio nella persona di Ludovico Isernia che fra i suoi primi atti nomina suo rappresentante Bruno Micheletti (1915-1982), rappresentante del PCI.

 

Attilio Garofoli muore a Gualdo Tadino il 27 giugno 1970; aveva sposato il 14 febbraio 1915 a Fossato di Vico Ersilia Castellani (Fossato di Vico 1895-Gualdo Tadino 1963) dalla quale era nato Domenico (Fossato di Vico 10 dicembre 1915-?), medico, trasferito a Spoleto nel 1945 dove aveva sposato Amina Urbani.

 

Daniele Amoni

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