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N. 5 - Maggio 2008

Accademia dei Romiti

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Piante officinali dell'Appennino gualdese

 

Rubrica a cura di Bernardino Dino Pezzopane

 

La presente rubrica, non ha la pretesa di essere un’opera scientifica, né ha lo scopo di sostituire i testi di farmacologia, ma vuole, molto più modestamente, tentare di introdurre i profani nel meraviglioso mondo delle piante medicinali ed aromatiche. La posologia è e rimane di competenza medica.


Ailanto - Ailantus altissima (Mill.)

 

Portamento: è un albero con una chioma tondeggiante, alto fino a 20 m, con corteccia grigio-cenere ampiamente cosparsa di lenticelle biancastre.

 

Le foglie: imparipennate, sono composte da una rachide, lunga 50 cm e talvolta di più, e da 15-25 foglioline oblunghe, acuminate all’apice, totalmente glabre ad eccezione del margine che è provvisto di una serie di peli sottili.

 

Tutta la pianta e in particolare le foglie emanano un odore sgradevole.

 

I fiori: che compaiono in maggio-giugno, sono riuniti in pannocchie giallo-verdastre poste al termine dei rami; i singoli fiori hanno un calice a cinque lobi e cinque petali di colore verdastro.

 

I frutti: sono delle samare con una larga ala membranacea riunite in gruppi da due a cinque su un peduncolo comune.

 

Habitat: questa pianta è originaria della Cina da dove, nel 1751, fu introdotta in Inghilterra e successivamente, nel 1760, in Italia come nutrimento di un Bombice, (farfalla del baco da seta), che forniva un’eccellente seta, di cui si tentava l’allevamento.

 

Fallito questo tentativo, la pianta è rimasta e per le sua naturale adattabilità si è naturalizzata; ora è facile trovarla un po’ dovunque in tutta Italia, dal mare fino alla regione submontana.

 

Proprietà : antisettiche, antidiarroiche, antielmintiche, astringenti.

 

Principi attivi: mucillagini, resine, olio essenziale, glucosidi, tannini, saponine.

 

L’Ailanto è una pianta che proviene dall’Oriente, e di là ci sono pervenute anche le prime notizie inerenti alla sua attività.

 

L’impiego più valido della corteccia è quello contro talune forme infettive intestinali (in particolare le amebe – Protozoi , microscopici, unicellulari)e contro i vermi intestinali.

 

Le preparazioni a base d’Ailanto hanno la caratteristica di essere molto amare e di dare talvolta nausea e senso di depressione.

 

Tutto ciò, ma soprattutto il fatto che i disturbi contro cui era impiegata sono ormai poco diffusi, ha fatto preferire all’Ailanto altre sostanze più specifiche e prive di effetti secondari.

 

Per il suo contenuto in tannini e saponine il decotto d’Ailanto può essere usato come astringente antiseborroico, dopo lo shampoo, per sciacquare i capelli grassi.

 

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