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N. 6 - Giugno 2008

Accademia dei Romiti

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Ma chi ha vinto le elezioni?

 

di Carlo Catanossi


Ricordo un tempo in cui le elezioni erano una cosa seria. Si trattava di appuntamenti importanti per capire che piega dovesse prendere il destino del Paese.La serietà tuttavia si fermava al momento della chiusura delle urne. Da quell’istante in poi si assisteva ad un ridicolo gioco che voleva dimostrare che tutti avevano vinto.

Mi torna in mente questo comportamento nel leggere i risultati delle ultime elezioni a Gualdo e, soprattutto, nel valutare le reazioni dei diversi schieramenti e soggetti interessati.Per la verità quello che mi colpisce è la mancanza di analisi pubblica del risultato. L’unico accenno che ho trovato è stato sul numero precedente di questo giornale. Ma nulla più. Non un manifesto di vittoria, non uno di ringraziamento, non una analisi approfondita, non un comunicato di un organo politico dei nuovi partiti costituitisi con suoni di trombe e grancasse, non un rigo sui blog.

Il centro destra supera gli avversari del centro sinistra con una vittoria storica e tu ti aspetteresti cortei, striscioni, analisi, autocritiche e prospettive. Invece: il silenzio!

Gualdo perde un senatore (triste destino delle legislature interrotte) e Gubbio ne elegge uno. Qualche preoccupazione, lettura problematica, assunzione di responsabilità? Macché: silenzio assoluto! Non capisco cosa stia succedendo: prima avevano vinto tutti, ora nessuno ha il coraggio non solo di ammettere la sconfitta ma neanche di proclamare la vittoria.

Provo allora a leggere quello che vedo. Rifondazione Comunista che governa la città con grande visibilità subisce una disfatta pesantissima.Il Partito Democratico raccoglie l’eredità dei due partiti che lo hanno costituito ma non recupera la perdita che subisce la sinistra. Il Popolo della Libertà prende più voti di quanti sembra essere capace di "amministrarne" e si pone con paura la domanda del cosa fare se mai dovesse vincere anche le prossime amministrative (che, per inciso, sono abbinate alle europee). Il Centro porta a casa quasi tutti i vecchi consensi grazie alla candidatura locale ma paga una mancanza di strategia politica e una non condivisione delle scelte a livello nazionale da parte del suo elettorato che non capisce quale sia la tattica e quali le linee di lungo periodo. Della Destra, della Lega e compagnia non mi arrischio a parlare.

Insomma sembrano esserci tanti sconfitti e nessun vincitore.

Invece io sono convinto che un vero vincitore locale di queste elezioni nazionali ci sia e si chiama: Angelo Scassellati. E' il Sindaco che si rafforza in questo scenario perché è lui il punto di equilibrio dell’attuale e futura alleanza di sinistra della città. Mentre il PD si esercita nella richiesta delle primarie, Scassellati gode di questa lettura dei dati da cui emerge, sempre a mio avviso per carità, che senza di lui, il centro sinistra non va da nessuna parte. Così se il PD vorrà fare le primarie contro il sindaco uscente le dovrà fare al proprio interno e solo dopo confrontarsi con i Socialisti (che non hanno motivi per essere buoni con i Veltroniani) e la Sinistra Arcobaleno (che forse qualche motivo di rancore lo coltiva) che del PD non fa parte e che non sembra interessata a questa gara in famiglia. Qualcuno già immagina di imbarcare nuovi compagni di strada pur di fare a meno degli attuali sodali.

Auguri a chi lo pensa (ed anche a noi cittadini) ma attenzione: il centro destra potrebbe anche organizzarsi (sarebbe un suo dovere), trovare un candidato da spendere (sarebbe ora) e vincere le elezioni (sarebbe epocale), sulla scia di altre esperienze umbre e sull’onda di andamenti nazionali ed europei ormai chiari e definiti.

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