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N. 6 - Giugno 2008

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Altrimondi Rubrica di cultura e attualità a cura di Alessandra Artedia

Uscire dall'ombra

Ritorno alle radici con la mostra fotografica di Mirando Casciani e Mauro di Michelangelo allestita insieme all'associazione Arte & Dintorni


Uscire dall’ombra è il titolo evocativo e simbolico che Mirando e Mauro hanno voluto dare alla mostra fotografica apertasi lo scorso 8 maggio presso i locali dell’ex farmacia Comunale in piazza Martiri della Libertà. Mirando, figlio di un minatore umbro delle nostre zone emigrato in Francia nel secondo dopoguerra, ha deciso di raccontare la sua storia e il suoi rapporto con la fotografia. Lo stesso ha fatto Mauro, gualdese per parte di madre e emigrato a Roma.

 

Mirando Casciani ha iniziato a scattare fotografie in tenera età, a dodici anni, quando, per la comunione a ricevuto in dono la prima macchinetta fotografica. "per me è stato quasi necessario iniziare a scattare foto, e anche abbastanza naturale, sentivo la passione per la fotografia insita in me, e ho iniziato come dilettante, poi, dopo molti anni di esperienza come pubblicitario - afferma Mirando durante il nostro colloquio - ho appreso molte cose tecniche. Ora affianco con regolarità la mia attività di fotografo a quella di pubblicitario. Quando fotografo il mio scopo è quello di creare dei legami tra le famiglie, in un mondo ove si cerca di stare tutti divisi". I soggetti di Mirando, sono infatti le famiglie umbre, nelle loro case, riuniti come nelle vecchie foto di famiglia, tutti in posa per far catturare le emozioni invisibili dall’obbiettivo attento e sensibile di Mirando. Anche i soggetti di Mauro di Michelangelo sono le persone, ma mentre in Mirando Casciani a prevalere sono le persone colte nel più svariato dinamismo umano nella volontà da parte del giovane artista di voler evidenziare i contrasti quali gioventù, vecchiezza, festa, vita quotidiana, Mirando cerca di restituire l’ambiente così com’è in ogni abitazione, non importa se c’è una porta aperta o una sedia fuori posto, tutti si fermano per posare, perché, afferma Casciani, "questa è la vita delle famiglie umbre, una vita tutta particolare che mi appartiene, come originario di queste zone e che voglio trasmettere in Francia, ove tutti mi chiedono come sia l’Umbria." Con le foto - aggiunge - ho voluto dare un’immagine dell’Umbria così come la conoscevo io da bambino, quando tornavo da queste parti per le vacanze, essendo figlio di un emigrante.

 

Sono tornato in questa terra anche perché intendo fare un viaggio a ritroso, verso le mie radici, per scoprirle davvero dal vivo. Mio padre, essendo dovuto emigrare si era sentito abbandonato dalla patria e aveva voluto tagliare qualsiasi contatto con l’Italia, nonostante i ritorni per le vacanze, non la percepiva più come patria. L’unica cosa che restava dell’Italia in famiglia era il cibo e mia madre, francese, aveva dovuto imparare a cucinare italiano.

 

Per me venire in Italia era un’avventura e legavo questa esperienza alla stazione di Bologna, quando all’ora di pranzo in treno ci servivano le lasagne.

 

E poi, nella mia poetica fotografica, ho voluto appunto far uscire dall’ombra la gente comune, quella di cui non parla nessuno, quella vera, di cui i giornali non scrivono mai".

 

Nel complesso un vero e proprio ritorno alle origini, alle radici gualdesi degli artisti, i quali hanno voluto far "uscire dall’ombra" le loro origini e soprattutto, aggiungo io, dal cono d’ombra della TV, che proietta su di noi tutto e rendendoci fortemente passivi e acritici, proiettando sulle nostre vite delle pseudo-esistenze, mentre Mauro di Michelangelo e Mirando Casciani hanno voluto restituire con le loro foto la genuinità della gente umbra, restituendola alla realtà quotidiana, fuori dall’ombra del tubo catodico che tutto avvolge e stritola a mo’ di piovra fagocitatatrice.

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