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N. 6 - Giugno 2008 |
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Branca ... dopo 100 giorni I sindaci soddisfatti (TG3 del 23 maggio), la gente no: e se io mi ammalo fuori dalla statistica? Marzo, aprile, maggio ... abbiamo ascoltato e raccolto in silenzio per oltre tre mesi, altri hanno registrato, controllato, fatti i conti, hanno giustificato, hanno scritto. Le opinioni non sono matematica ed ognuno ha le sue; quando poi sono diversi i casi a confronto è evidente che ognuno li giudica da unottica diversa. Ma i primi cento giorni del nuovo ospedale di Branca è superevidente che non hanno soddisfatto nessuno, dallAmministratore che preannunzia provvedimenti, agli stessi lungimiranti politici ma, lasciamo perdere, la politica è una cosa e la gente è unaltra cosa. Branca la fiducia dellutenza deve ancora guadagnarsela.
Attualmente ci restano i cocci rotti di una realtà, quella di Gualdo Tadino, che quanto ad ospedale poteva vantare un servizio di eccellenza e dimprovviso si ritrova in una situazione non meglio classificabile. Che abbiamo migliorato è tuttora da dimostrare.Anche ritirare il referto di un esame è diventato un problema. Non era mai accaduto che si facesse la fila di una giornata per un banale pronto soccorso, non eravamo abituati a prenotazioni ultramensili per degli accertamenti, non avevamo mai registrato casi di disorganizzazione autentica, avevamo un servizio di ambulanze superefficiente ... Tutto al passato, in attesa che lAmministratore, con i suoi drastici interventi, riporti tutto alla normale routine; ma la verità è unaltra, la "cura regionale" al servizio sanitario avviene sulla pelle dellutenza, non con un miglioramento dei servizi, ma con un loro livellamento verso il basso.
Se per i 55.000 utenti dei due ospedali di Gualdo Tadino e Gubbio funzionavano due "pronto soccorso" con x operatori ciascuno, dal momento in cui il pronto soccorso è diventato uno solo è necessario aumentarne in proporzione lorganico degli operatori; discorso analogo per le ambulanze: è inutile attendere i conteggi e le statistiche del professor Bussani, responsabile del servizio del 118, per capire che, nella nostra realtà territoriale una sola postazione è insufficiente. Le statistiche fatte su Perugia o altre realtà territoriali non potranno mai essere equiparate alle necessità di un territorio che va da Isola Fossara a Pieve di Agnano, da Morena a Morano Madonnuccia, con una viabilità che non garantisce tempi di percorrenza e pari servizi. E, per carità, non si tirino in ballo la perizia o la minor bravura dei conducenti delle ambulanze come giustificazione!
Nel 1978 quando fu creato il servizio di Guardia Medica festiva e notturna, chi scrive fu testimone di un episodio che vale la pena di ricordare. A Scheggia, il presidente della Comunità Montana organizzò unassemblea per presentare il nuovo servizio (che avrebbe consentito turni di assenza del medico condotto) con sede a Gubbio, ed avrebbe coperto anche gli statisticamente pochi casi di Scheggia; al termine dellesposizione un noto esponente locale della "sinistra" alzò il braccio replicando: "Mi sta tutto bene, ma se io mi ammalo fuori dalla statistica?"
Ecco, ammalandosi fuori dalla statistica a Isola Fossara, o a Burano o a Morano Madonnuccia ..., i cittadini chi dovranno portare davanti alla magistratura per omissione di soccorso la statistica, il Dr Bussani, lamministratore dellASL Panella, lassessore Rosi, la presidente Lorenzetti?
Da qui il malumore dellutenza, le sottoscrizioni, le proteste, le denunzie ..., dopo i tempi delle vacche grasse, degli sperperi, dei primariati a richiesta, certo che, con questi provvedimenti, si quadrano i bilanci della Regione, ma poi non meravigliarsi che la gente ne chieda conto.
Valerio Anderlini
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Sanità
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Branca ... dopo 100 giorni
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