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N. 6 - Giugno 2008

Accademia dei Romiti

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Sulle spoglie dell'ospedale Calai


Così, percossa e attonita ..., la città non ha ancora smaltito gli effetti della chiusura dell’ospedale Calai; durante i lunghi mesi di gestazione del provvedimento i lungimiranti "rettori" non hanno avuto tempo per elaborare un progetto di utilizzo futuro della struttura, limitandosi a coprirne le insegne. Ne deriva che, in un momento in cui l’opinione pubblica chiede iniziative immediate (vedi le lettere pubblicate nell’ultimo numero), mentre amministratore dell’ASL e Regione non sono più interessati al Calai, dopo averne perseguito la chiusura, i politici locali intontiti dal risultato traumatico delle elezioni, non trovano di meglio che accapigliarsi sulle spoglie dell’illustre "defunto", e per i vincoli che esistono sull’immobile e perché il mercato immobiliare locale è già sufficientemente in crisi per ipotetici giochi "palazzinari".

 

Per la verità, dopo una prima iniziativa del Partito Democratico, una proposta seria è venuta dall’esponente della UDC Sandra Monacelli che, alla luce dell’esperienza maturata nella commissione Sanità del Senato, in una conferenza stampa, ha esposto un piano di utilizzo della struttura sul quale ha invitato le altre forze politiche ed economiche a lavorare insieme, per farne un progetto non di parte ma dell’intera città, e chiederne coralmente l’inserimento nel piano sanitario regionale. La proposta, che ha incontrato l’immediato interesse del Partito Democratico, tuttavia, ha suscitato le gelosie dei Socialisti e di Rifondazione Comunista che vi hanno visto un tentativo di "inciucio" alle loro spalle ... Per sentirsi ancora importanti hanno bisogno forse di dividersi le spoglie del defunto, come i soldati romani che dopo la Crocifissione si divisero le vesti di Cristo giocandole ai dadi; non si sono ancora accorti evidentemente che a Gualdo Tadino non c’è più nulla da spartire e che è tempo di cose concrete, non più dei giochi della politica.

 

Dure le repliche: in un comunicato del PD si legge "L’area rappresenta un’emergenza per la città in termini sociali ed economici. Con uno specifico progetto di recupero sul quale si dovrà lavorare per trovare soluzioni tecniche, politiche e risorse economiche essa potrebbe rappresentare un "polmone" d’aria anche per la rivitalizzazione di tutto il centro storico" e l’ UDC "Nonostante la volontà di alcuni di "complicare" la nostra proposta è ferma intenzione dell’UDC perseverare, per quanto consentitoci, nel progetto per l’ex Calai, avendo ben chiaro che oramai i problemi reali della città e le soluzioni concrete non riguardano più l’attuale Sindaco, ma vanno affrontati con i partiti politici e con le forze economiche e sociali di Gualdo".

Sanità

 

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