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N. 6 - Giugno 2008

Accademia dei Romiti

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Il ringraziamento di Sandra Monacelli


Cessati i clamori di una campagna elettorale conclusasi con il voto degli elettori resta il tempo delle analisi e dei consuntivi, ma prima di quelli, mi sia consentito ringraziare con il cuore quanti, ancora una volta, hanno sostenuto questo mio impegno politico, affidandomi il loro voto e magari cercandone altri nella speranza di poter condividere insieme la gioia per un rinnovato impegno .parlamentare e la realizzazione di un progetto, nel quale il centro non fosse semplicemente un luogo geometrico, retaggio nostalgico del passato, ma il fulcro di una nuova politica.

 

Ho trascorso giorni interi a ricevere telefonate fatte di solidarietà e rammarico, telefonate in cui molto spesso ero io a dover consolare e a spiegare che l'attività politica e quella parlamentare non sono a tempo indeterminato, ma sono semplicemente una parentesi della vita. Sapevo di correre il rischio di una non rielezione sia per gli effetti di una legge elettorale che non consente di scegliere i candidati, ma anzi tende a nasconderli, sia per la diffusa convinzione che la partita si giocasse essenzialmente tra 2 squadre anziché più, ma anche per il fatto che la scelta politica di Casini, da me sempre condivisa, fosse stata in larga parte forzata dagli eventi e calata tra gli elettori senza un tempo sufficiente per rappresentarla.

 

In conseguenza dell'onda nazionale, causata dalla bi-polarizzazione del sistema, dal richiamo al cosiddetto "voto utile" e soprattutto da una motivata e diffusa reazione al Governo Prodi, si è abbattuto sul sistema politico italiano un violento "tsunami" che ha spazzato via formazioni politiche e cancellato rappresentanze parlamentari, quali quelle di Rifondazione comunista, dei Comunisti italiani, dei verdi, dell'Udeur e dei socialisti. L'Unione di centro è sopravissuta agli eventi, ha per così dire "tenuto botta", diventando con il 5,6% la quarta forza politica nazionale (terza a Gualdo Tadino con l' 11.44%); è riuscita a mantenere una adeguata rappresentanza parlamentare alla Camera e una presenza, seppure ridotta al Senato e dunque il saldo, alla luce del "primum vivere", può considerarsi positivo.

 

E' difficile stabilire oggi, se queste elezioni siano state davvero le ultime della seconda Repubblica o possano essere considerate come le prime della Terza, e soprattutto quali possano essere gli effetti di una semplificazione del sistema politico, voluta prima che dal voto, da una audace interpretazione elettorale, nella quale sotto le mentite spoglie di una fonna bipartitica si sono riassunte tutte le contraddizioni delle vecchie coalizioni.

 

Sono tante le variabili che il voto del 13 aprile ha portato con sé, ma tra queste sono emerse alcune certezze, dettate dalla consapevolezza che non sarà possibile da ora in avanti, considerare questioni quali la sicurezza, il merito, il rischio di impoverimento, come categorie politiche esclusive di destra, di sinistra o di centro, e soprattutto che non ci sono più rendite di posizione intoccabili per altri.

 

Queste riflessioni ritengo che possano essere riferite anche alle sorti dell'Umbria e delle nostra città costrette a misurarsi con problemi vecchi e nuove sfide: infrastrutture, termovalorizzatori, opportunità di lavoro per i giovani, difesa dei centri storici ormai agonizzanti; tutto questo rappresenta un banco di prova in cui le idee più che le nicchie politiche dovrebbero valere.

 

Agli amici, ai gualdesi e quanti in questo tempo mi hanno sopportato, incoraggiato e sostenuto, rivolgo con gratitudine ed affetto il mio pensiero.

 

Il tempo della conta si chiude qui, nella consapevolezza che le elezioni non sono un punto di arrivo, ma una ripartenza, una delle tante che la vita, arricchita di esperienze ed emozionanti avventure, generosamente ci invita a cogliere.

 

Sandra Monacelli

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