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N. 7 - Luglio 2008

Accademia dei Romiti

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Non abbiamo più

santi in paradiso

 

Carlo Catanossi


Se vado indietro con la memoria rivedo l’onorevole Alba Scaramucci che, eletta nelle file del "glorioso" Partito Comunista, veniva a chiudere le campagne elettorali nella nostra città, sentendosi gualdese a tutti gli effetti. Forse non era proprio così ma a tutti faceva piacere (e un po’ comodo) che lo fosse.

 

Negli stessi anni al Consiglio Regionale scalava tutti i gradini del potere il giovane ex sindaco Carlo Gubbini. Sarebbe arrivato alle vette più alte possibili per un non comunista lasciando il segno nell’amministrazione regionale. Fu eletto al Senato della Repubblica ma si trovò in una di quelle legislature brevi che spazzarono via tante presenze politiche di qualità per metterci in mano a questi che ora stanno sotto i nostri occhi.

 

Si aprì la strada, con un po’ di fortuna, ad una presenza nelle file della destra per uno storico consigliere comunale gualdese: Edoardo Vecchiarelli fu eletto per un mandato a Palazzo Cesaroni.

 

Ci siamo poi cullati sul fatto che un presidente di Giunta Regionale, anch’esso in realtà piuttosto estraneo alle questioni politiche, avesse una consorte di origini gualdesi con la famiglia ben radicata nella nostra città.

 

Ma, anche Bracalente durò una sola legislatura.

 

Intanto si ripetè il colpo di fortuna al Senato. Ben collocata in una lista bloccata grazie all’alternanza dei sessi Sandra Monacelli si ritrova a Palazzo Madama. Ma il Senato porta con sé una maledizione per i gualdesi ed anche questa legislatura trova una conclusione traumatica e non lascia traccia sul futuro della presenza in qualche laticlavio.

 

Da tempo quasi immemore l’Amministrazione Provinciale è stata presidiata da rappresentanti della nostra città: potremo riandare a quando mons. Calai era in consiglio provinciale, ma questa è un'altra storia ... in tempi più recenti ci fu Gino Scaramucci che ricoprì la carica di presidente provinciale per due mandati; io ricordo poi la forte presenza degli anni sessanta e settanta quando due erano i consiglieri (un socialista e un democristiano).

 

Questa presenza si è evoluta nel tempo fino ... a scomparire del tutto.

 

Nell’ultima Giunta, ancora in carica, ci siamo affidati ad una presenza indiretta: tra i componenti è stato cooptato un non consigliere di origini gualdesi, anche se da tempo residente a Perugia, che in questi anni, per verità, non ha fatto mancare un po’ di presenza nei momenti istituzionalmente rilevanti. In questi giorni, tuttavia, Fioriti si è dimesso dalla Giunta a causa di una indagine della magistratura e così siamo rimasti senza assessore.

 

Ora siamo completamente scoperti: una città che non riesce ad esprimere una classe dirigente di carattere sovra comunale, che quella poca che ha non riesce ad eleggerla da nessuna parte, che brucia le sue persone migliori in flebili stagioni; ma anche una città che non riesce ad aprirsi, che guarda troppo dentro se stessa senza allargare l’orizzonte, che non è in condizione di mettere il peso che ha sui piatti della bilancia che, via via , si presentano.

 

E' un po’ questa l’immagine che ne esce.

 

Eppure in questa città c’è una vitalità sociale, economica, di imprenditoria che tutti coloro che la leggono dall’esterno non possono fare a meno di notare. Cosa sarebbe questa città se solo avesse qualche santo in paradiso?

 

Temo che dovremo ancora faticare prima di vedere qualche risultato e forse ci dovremo adattare a ricorrere, come sempre abbiamo fatto, alle sole nostre forze e al nostro beat’Angelo che è l’unico santo a cui accendere un cero.

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