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N. 7 - Luglio 2008

Accademia dei Romiti

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La Fondazione Cloe

 

di Alessandra Artedia


Venerdì 20 giugno, presso l'auditorium dell'ospedale unico di Branca, ha avuto luogo l'assemblea di presentazione della Fondazione Cloe, un termine greco che significa "verde germoglio" ed è anche il nome della dea Demetra; la Fondazione vuole essere il luogo d'incontro e di elaborazione, libero e pluralista che dovrà contribuire a realizzare una più efficace e lungimirante "governance" nei processi di cambiamento per un rinnovato patto sociale in grado di garantire l'uscita dai particolarismi e lo sviluppo dell'interesse generale, diventando un laboratorio di idee e progetti dedicato all'ambiente e al territorio ma finalizzato alla difesa del consumatore.

 

La fondazione è stata costituita nei mesi scorsi ed è nata dall' esigenza di proporre un progetto di cambiamento, di innovazione e di identità del sistema agricolo e ambientale, dell' assetto del territorio e del sistema infrastrutturale. Ha lo scopo di preservare le biodiversità, di promuovere le energie rinnovabili e i progetti di imprese ad esse collegato. E' un progetto nazionale, presieduto da Marco Minniti (vice Nicodemo Oliverio e Riccardo Conti), e tra.le numerose personalità che hanno già dato la propria adesione emergono altre figure di alto profilo istituzionale, accademico, imprenditoriale e di rappresentanza sociale, tra le quali Paolo De Castro, Lìvia Turco, Gianni Piatti, Maria Rita Lorenzetti, Giuseppe Politi, Vincenzo Tassinari. Cloe vuol dare un contributo e accompagnare il cammino delle istituzioni e degli imprenditori in questo sensoe, per rendere concreto ed efficace tale progetto, la Fondazione intende strutturarsi in modo decentrato nei vari territori e nelle Regioni italiane. In particolare l'assemblea ha avuto lo scopo di istituire la Fondazione Cloe per il territorio dell'Alto Chiascio. All'incontro sono intervenuti oltre ad Adolfo Orsini, presidente dell' A.R.U.S.I.A, l'Agenzia Regionale Umbra per lo Sviluppo in Agricoltura, l'on. Francesco Baldarelli e la presidente della Comunità Montana Alto Chiascio Katia Mariani.

 

Si è scelta la sede dell'ospedale unico perché, come ha detto lo stesso Orsini nell' intervento che ha aperto la serata, è il simbolo dello snodo del territorio dell'Alto Chiascio, il fulcro della particolare area in cui viviamo, le cui esigenze sono davvero molto particolari, non solo dal punto di vista agricolo, ma anche e soprattutto per le speci che vi si producono e per il tipo di economia al quale tali produzioni danno luogo. Di conseguenza si è ritenuto necessario un progetto specifico di territorializzazione all'interno della stessa fondazione.

 

Il progetto si è presentato come ampio ed interessante; non resta che augurarsi che i molti buoni propositi esposti vengano concretizzati in fatti.

 

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