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N. 7 - Luglio 2008

Accademia dei Romiti

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La fine della SIS ed iniziative economiche

Intervista con l'assessore Gilberto Garofoli

 

Riccardo Serroni


Lo statuto era stato approvato nel novembre 2005; la società costituita il 29 giugno 2006 con un capitale di 14 mila euro; con delibera del 28 novembre 2007, in applicazione alle nuove nome finanziarie, il consiglio era stato poi ridotto a tre persone: il sindaco in qualità di presidente, il direttore di Sviluppumbria (Vinicio Bottachiari), la dr.ssa Rita Borio, direttrice compartimento di Fisica dell’Università di Perugia. Ma nell’ultimo consiglio comunale ne è stato celebrato il de profundis deliberandone lo scioglimento. La costituzione della SIS (Sistema Informazione Sviluppo) era stato uno dei punti di forza del programma della maggioranza che governa il comune di Gualdo. Il suo scioglimento è stato votato all’unanimità in consiglio comunale con l’ironia di qualche consigliere (Walter Biagiotti) ed il giudizio negativo di altri (Roberto Morroni, Marco Rogo) che erano stati contrari sin dalla sua costituzione.

 

Con l’assessore Gilberto Garofoli cerchiamo di capire il senso di questa scelta e di mettere a fuoco altre problematiche inerenti l’economia.

 

Partiamo dalla SIS: la montagna ha partorito un topolino?

 

"Assolutamente no. Quando si è iniziato a parlare di SIS nel 2004 c’erano certe prospettive di bilancio. Poi le varie leggi finanziarie hanno ridotto di un terzo le nostre capacità di spesa, quindi ci siamo dovuti adattare e ciò che siamo riusciti a fare nelle condizioni economiche in cui ci siamo venuti a trovare a mio avviso è stato miracoloso".

 

E perché si chiude?

 

"L’Art 3 comma 27 della finanziaria (legge 244) dice che al fine di tutelare la concorrenza ed il mercato, le amministrazioni non possono costituire società aventi come oggetto attività beni e servizi se non strettamente necessarie alle proprie finalità istituzionali. Né possono assumere o mantenere partecipazioni con altre società. A questo punto, considerato che la Provincia avrebbe avuto grossi problemi a continuare il finanziamento, abbiamo deciso di chiudere.Anche perché la nuova legge finanziaria ci aveva dato uno strumento alternativo. E’ stato emesso un bando per individuare professionisti ed aziende disponibili a progettare linee di sviluppo economico salvo buon fine (cioè pagabile soltanto se il progetto avesse compiuto tutto il suo percorso). Circa 14 soggetti hanno presentato la domanda e possono presentare progetti di interesse comune in diversi settori: dal turismo, all’artigianato, al commercio: in tutti i campi di attività. Una volta presentato il progetto, se il comune lo ritiene utile ed interessante, si attivano tutte le procedure necessarie per realizzarlo ed a quel punto il progettista può richiedere il suo compenso professionale".

 

I progetti della SIS

 

Ma torniamo alla SIS. Da dove nasce, in soldini, il giudizio positivo?

 

"Per due anni abbiamo attivato una convenzione con la Provincia che ha messo a disposizione una persona laureata per la progettualità che la SIS si era data come obiettivo. E nonostante che abbia utilizzato risorse minime dalle casse comunali (circa 1.500 euro annui), credo che abbia assolto pienamente al suo scopo. Innanzitutto ha realizzato il progetto della cultivar rigalese, i 100 mila ulivi sulla fascia appenninica, realizzato in collaborazione con la provincia e con la collaborazione del centro universitario CESAR diretto dal prof. Frascarelli e pagato dalla Provincia.

 

Un altro progetto molto importante è quello del Radon, in collaborazione con l’Università di Perugia (la prof.ssa Rita Borio e la sua equipe) finalizzato alla rilevazione del radon in relazione all’attività sismica sul nostro territorio. Progetto che, correlato con l’osservatorio sismico di Perugia, consentirà di avere dati sempre più precisi sull’attività sismica. Questo tipo di rilevamento viene già fatto in Giappone, ma sul terreno. Il progetto di Gualdo è più avanzato perché le rilevazioni vengono fatte nell’acqua ed interessa la sorgente di Santo Marzio. Il tutto sarà pubblicizzato con un grosso evento qui a Gualdo Tadino con la probabile presenza del prof. Zichichi. Un altro progetto portato a termine è la realizzazione dell’infopoint con tutto lo studio delle convenzioni che sono state poste in essere con la Sistema Museo, il Museo dell’Emigrazione ed il CESAR di Perugia.

 

Un nuovo Centro Ceramica

 

L’ultimo progetto, di estrema importanza, è una nuova mission per il Centro Ceramica Umbra. Avrà diversi rami di attività con l’obiettivo del rilancio del settore ceramico tramite iniziative innovative nel campo della promozione e delle tecniche di produzione. Nello spazio esistente si prevede un’esposizione permanente, uno spazio per mostre temporanee, un’attività formativa che abbia una valenza a livello regionale ed interregionale (Toscana, Marche, Lazio, Umbria ed Abruzzo). Dovrà inoltre essere un punto di riferimento per le aziende del territorio con una rete di collegamento con i centri di innovazione più importanti esistenti in Italia. Questo progetto, presentato da me e dal sindaco, è stato accettato al tavolo della ceramica ed avrà un finanziamento importante: 1 milione di euro per la ristrutturazione dell’edificio e circa 500 mila euro per le nuove attrezzature".

 

L’eolico

 

La SIS ha collaborato anche per il progetto della stazione eolica. Il vincolo SIC sull’area prescelta ha impedito che il progetto decollasse. Il percorso individuato per superare l’ostacolo è l’eliminazione del vincolo sull’area del M.Penna. A che punto sta questo iter?

 

"Noi, tramite la Comunità Montana ed il prof. Catorci, esperto di floristica vegetazionale dell’Università di Camerino, abbiamo presentato un piano di gestione per permutare l’area SIC di Valmare con l’area del castagneto, molto più ampia e molto più importante dal punto di vista floristico vegetazionale. Con questo piano il comune di Gualdo si fa anche garante della salvaguardia ambientale investendo in questa direzione parte delle risorse finanziarie che dovrebbero derivare dall’eolico. Questo piano di gestione l’abbiamo consegnato nel settembre del 2007 alla Regione dell’Umbria. Spero che vada a buon fine, perché in tal caso, eliminando la sovrapposizione del vincolo SIC, l’amministrazione che verrà potrà dare il via alla realizzazione del progetto eolico".

 

Il trasporto su rotaie

 

Spaziando in un altro settore, sappiamo di un incontro alla Merloni per rifocalizzare l’attenzione sulla nostra stazione ferroviaria per il trasporto merci. Come stanno le cose?

 

"Abbiamo partecipato, insieme al sindaco, ad una riunione perché ci stiamo occupando della piastra logistica (circa 9 mila mq) realizzata nei pressi della stazione e non ancora utilizzata. E’ da un anno e mezzo che stiamo trattando con la RFI e le Ferrovie dello Stato per avere le autorizzazioni e conoscere i costi per una gestione di questo tipo. Merloni sarebbe disponibile a spedire da questa piastra circa 3500-4000 carri all’anno. In quella riunione, cui erano presenti anche dirigenti delle Ferrovie e della Antonio Merloni, è stato richiesto un preventivo per la gestione. Da quello che sappiamo i costi previsti dovrebbero essere compatibili per la Merloni. Quindi abbiamo fondate speranze che anche questo progetto vada a buon fine. Ciò vorrebbe anche dire che la Antonio Merloni è seriamente intenzionata a continuare la produzione a Gaifana".

 

Pievi dell’Umbria e delle Marche

 

"Io ed il sindaco ci siamo incontrati l’anno scorso con l’assessore al turismo ed il sindaco di Fabriano per discutere sulla possibilità di costituire un’area vasta di turismo nella nostra zona, con l’Appennino come elemento unificante tra l’Umbria e le Marche. E abbiamo stabilito in quella occasione quattro assi principali di sviluppo turistico: storico-culturale, sport e natura, sistema delle acque, enogastronomia-arte e mestieri. Sulla base di quell’accordo preliminare abbiamo coinvolto gli altri comuni della fascia appenninica sia umbri che marchigiani con cui abbiamo sottoscritto un secondo protocollo d’intesa. Di tutti i progetti pensati ne abbiamo estrapolato uno: pievi, abbazie, monasteri tra Umbria e Marche. Questo progetto è stato presentato in contemporanea alla Regione Umbria ed alla Regione Marche ed è stato anche approvato dal Ministero. Quest’anno il comune capofila è quello di Fabriano per cui la Regione Marche ha finanziato il progetto con 130 mila euro e la regione Umbria con 40 mila euro. L’anno prossimo sarà l’opposto. Quindi, in due anni, avremo a dispozione circa 400 mila euro per finanziare un progetto importante per la promozione di questo territorio con la ristrutturazione di piccole realtà, la sentieristica, una rete telematica, e così via".

 

I problemi di Basilea 2

 

"Sono pervenute richieste da CNA, Confartigianato e Confcommercio. Basilea 2 ha introdotto il concetto di rating aziendale, quindi le banche danno soldi in base a certi parametri di affidabilità ed anche a tassi variabili. E qualche azienda, non rientrando in questi parametri, non può prendere più neanche un soldo o, se li prende, a tassi più alti. Noi abbiamo messo insieme Cofidi, Comune e le Banche che aderiranno. Faremo un accordo, cui seguirà un bando. Le Banche che aderiranno presteranno soldi fino ad un massimo di 30 mila euro ad un tasso di interesse prefissato uguale per tutti con un abbattimento del 3-4% dei tassi correnti. Inoltre con questo accordo le Banche daranno soldi anche a quelle aziende che altrimenti, sulla base di Basilea 2, non avrebbero più avuto possibilità di prestito. Per alcune aziende, quindi, sarà una scelta vitale".

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