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N. 7 - Luglio 2008 |
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La questione "usi civici" Riemergono diritti comuni da tutelare e far valere La controversa vicenda del Rio Fergia e delle concessioni per lo sfruttamento delle "nostre" sorgenti, con le sentenze emesse dal TAR, hanno riproposto la questione degli "Usi Civici" e più precisamente dei demani collettivi che appartengono alle comunità di Gualdo Tadino (2.158 ha di montagna) e di Nocera Umbra (oltre 1.600 ha), e non ai comuni che ne sono solo gli amministratori, con obbligo di tutela. Riemergono quindi le vicende della ex "Amministrazione Appennino Gualdese" (sciolta con atto d'imperio nel 1974 dal comune, non competente in materia) e dell'"Abutinato" sul confine tra Nocera e Gualdo, che è più di una "leggenda" o solo un reperto storico, e tornano allattenzione dopo gli esposti-denunzia presentati alla Procura della Repubblica di Perugia e di Ancona dai "Comitati", in ordine a concessioni rilasciate su ampi spazi soggetti agli usi civici, con conseguente limitazione degli stessi; basti ricordare cosa erano per i gualdesi la gola della Rocchetta e la vallata del "Fonno" fino a qualche anno fa.
"Usi civici" sono diritti spettanti a una collettività insediata su un territorio (e ai suoi componenti), il cui contenuto consiste nel trarre utilità dalla terra, dai boschi e dalle acque. La materia è regolamentata dalla Legge dello Stato n. 1766 del 16/6/1927 e relativo Regolamento di attuazione n. 332 del 26/2/1928, e da successive norme (nazionali e regionali). I diritti tutelati dalla legge sono di due tipi: diritti di uso e godimento su terre di proprietà privata e dominio collettivo su terre proprie.
La legge individua due categorie di usi: i diritti essenziali, il cui personale esercizio sia necessario per i bisogni della vita e i diritti utili, ossia i diritti di servirsi del fondo in modo da ricavarne vantaggi economici, che eccedano quelli necessari al sostentamento personale.
Le terre d´uso civico
Sono terre di uso civico quelle assegnate ai comuni o alle frazioni, quali corrispettivi di affrancazioni di usi civici su terre private, nonché i terreni posseduti da comuni, frazioni, università ed altre associazioni agrarie, comunque denominate (a prescindere dalla provenienza), su cui sono esercitati usi civici; ad essi vanno aggiunti i beni e le terre acquistati, ai sensi della Legge n. 1766 per aumentare lestensione delle terre da ripartire, e quelli di cui alla Legge n. 1102 del 3/12/1971. Le terre duso civico sono soggette a riordino attraverso procedure volte a sciogliere le promiscuità, legittimare i possessi abusivi e reintegrare le terre non legittimabili; successivamente esse vanno assegnate a una delle due categorie indicate dalla Legge n. 1766: terre utilizzabili come bosco o pascolo permanente; terre utilizzabili per cultura agraria. Prima dell´assegnazione a categoria tali terre sono inalienabili; dopo lo sono in casi eccezionali (art. 12 della Legge n. 1766). Accertata l´esistenza degli usi, la legge dispone che ne venga valutata l´estensione, ai fini della liquidazione, escludendone ogni forma di "alienazione".
La procedura di liquidazione è disciplinata dal Regolamento n. 332 ed è di competenza della Regione; contro la proposta di liquidazione gli interessati possono proporre opposizione che sospende la procedura di liquidazione e radica in capo al Commissario liquidatore la competenza a decidere. Il provvedimento regionale di liquidazione ha natura amministrativa ed è impugnabile davanti al giudice amministrativo. Al contrario, il procedimento innanzi al Commissario liquidatore ha natura giurisdizionale e le sue decisioni sono reclamabili davanti alla Corte d´Appello di Roma, nei casi in cui riguardino la natura, l´esistenza e l´estensione degli usi; sono invece ricorribili per Cassazione, nei casi in cui si controverta sui criteri e sulla misura della liquidazione.
Alla luce di questa normativa sorgono quindi molti dubbi sulla legittimità di certe concessioni che sono state rilasciate e che sono al centro dellinteresse dellopinione pubblica gualdese, e dellassegnazione dei 2000 ettari di proprietà collettiva alla Comunità Montana; chiunque può trarne più di un motivo di riflessione: il dibattito è aperto!
v.a. |
Attualità |
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