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N. 7 - Luglio 2008

Accademia dei Romiti

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Il "mondo nascosto" degli anziani in gravi difficoltà

 

di Lorena Uccellani *)


Queste brevi riflessioni nascono dal personale e sofferto incontro con la realtà degli anziani, non quelli in salute e sapienti, i nonni cioè che tutti avremmo voluto avere, ma gli anziani malati, più o meno gravemente, inseriti in strutture o contesti familiari che "dovrebbero accompagnarli", il più serenamente possibile, nel tramonto della loro vita. Dal caso personale di mio padre, amato e curato in casa, fino a quando la sua malattia non lo ha più permesso, voglio estendere il discorso per parlare di tutti quegli anziani che "spaventano o impicciano" perché il loro male crea effettivi disagi, sia relazionali che economici, all’interno del contesto familiare di appartenenza. Le loro famiglie, di conseguenza, spesso si sentono effettivamente in colpa ed in difficoltà, avvertendo l’inadeguatezza delle loro capacità gestionali ed anche economiche di fronte a tanto male o disadattamento. Faccio riferimento alle "famiglie medie", che devono occuparsi magari di un genitore con il parkinson, l’alzheimer, con problemi di deambulazione o altro.

 

Quanta sofferenza ho visto negli occhi sia delle persone ricoverate in strutture specifiche che in quelle dei loro familiari. La stessa che colgo ogni giorno negli occhi di mio padre. Perciò mi sento di inviare a tutti i lettori, in particolare a chi ricopre cariche dirigenziali, un appello affinché si cerchi di confluire forze e risorse di ogni tipo (economiche, di volontariato, socio-assistenziali) verso questo "mondo sommerso" di sofferenza degli anziani. Per fortuna ho potuto già incontrare il sorriso di chi mette un po’ delle proprie energie a disposizione di questi ultimi ed a nome di tutti gli anziani che ho incontrato, dico loro grazie. Ma non basta! E’, a mio avviso, necessario che si costituisca un volontariato organizzato e sistematico, che il personale di ospedali e strutture aumenti per sgravare le famiglie già tanto prese dalle problematiche quotidiane. Ci vorrebbero interventi capillari, continuativi ed in rete fra gli enti assistenziali, per evitare il disorientamento dei malati e dei loro cari, per assicurare un dignitoso e sereno accompagnamento delle persone nell’autunno della loro vita.

 

*) figlia di un genitore parkinsoniano ed insegnante di religione

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