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N. 7 - Luglio 2008 |
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STORIE DALLA CITTA' DELLA ... SALUTE Le lastre fantasma Scenario è lo sportello dellaccettazione, cui è demandato il primo impatto dellutente con la struttura; alla sbarra cè una anziana signora eugubina, claudicante per evidenti acciacchi.
"Dovrei ritirate la risposta della radiografia che ho fatto la settimana scorsa", dice presentando allincaricata i documenti.
La stessa fruga, controlla, scuote il capo:
"Signora, la lastra non cè, non è venuta bene; bisogna ripeterla, si riprenoti per la settimana prossima".
"Ma non starete mica scherzando" ribatte la paziente visibilmente contrariata, "Io non ho tempo da perdere; dovrei rimettermi in lista di prenotazione, per tornare poi a prendere la risposta dopo unaltra settimana? La radiografia serve al medico per curarmi, tanto che per venire ho preso addirittura un taxi, perché non posso guidare; non ho mica soldi da buttare: se cerano dei problemi avreste potuto almeno avvertirmi!"
"E chi gli e lo ha fatto fare di prendere il taxi? Poteva farsi accompagnare da suo marito, o dai figli".
Nellatmosfera tesa salgono i toni della discussione, presente un pubblico che assiste in silenzio; secca è la replica della paziente: "Mio marito con una cardiopatia dilatativa è pensionato con 600 Euro al mese ed i miei figli debbono andare a lavorare per mantenere le famiglie, non possono perdere tempo per la vostra disorganizzazione; vorrà dire che adesso mi rivolgo ai carabinieri", e si allontana, mentre anche laddetta si ritira, forse per riferire dellincidente in atto.
Passa qualche minuto e compare unaltra operatrice in camice bianco che chiama la paziente e risolve, seduta stante, il problema che richiedeva la prenotazione per la "settimana prossima".
Cosa sia accaduto o cosa si siano dette le operatrici "in camera caritatis" il cronista non è in grado di riferirlo. Qualche minuto più tardi, mentre la paziente, visibilmente soddisfatta, si dirige verso luscita , ricompare la prima operatrice: "Signora, ha visto che labbiamo accontentata, ma mi ha fatto prendere una lavata di capo!" E la paziente di rimando, sulluscita: "Peccato che ti ho risparmiato di andare dalla parrucchiera; la prossima volta andrò direttamente a Città di Castello". |
Sanità |
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