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I SINDACI DI GUALDO TADINO
Armando Baldassini, il sindaco della ricostruzione
In carica pressoché ininterrottamente dal 1946 al 1970
I Baldassini erano una famiglia originaria di Jesi
stabilitasi a Gualdo Tadino nel 1874 con Giovanni Baldassini (Jesi 1831 - Gualdo Tadino
1874) di mestiere carrettiere e commerciante.
Al tavolo di lavoro (anni '50)
Aveva sposato
Anna Manizza (Senigallia 1841 - Perugia 1925) che, dopo la morte del marito, si risposò
il 12 dicembre 1898 con Anselmo Bucari. Dal primo matrimonio erano nati sei figli, tra cui
Robuamo (Jesi 1873 - Gualdo Tadino 1938) che, restato orfano alletà di un anno,
terminate le scuole elementari si dedicò subito al lavoro in una delle tante fabbriche di
ceramica. Aderì giovanissimo agli ideali socialisti e nel 1893 fu uno dei fondatori della
locale sezione del Partito socialista anarchico rivoluzionario con Michele Berardi
(1864-1931), cocciaio, Felice Tomassini (1869-1931), bracciante, Giuseppe Paffi
(1867-1954), ceramista, Vittorio Righi (1860-1939), barbiere, e Alvise Panunzi
(1875-1967), tipografo.
L8
settembre 1897 Robuamo sposò Enrica Mancinelli (1877-1943), figlia di Eleuterio e Nicola
Cola di Nocera Umbra, e dalla unione nacquero cinque figli, tra cui Armando l8
settembre 1900, il quale seguirà le orme di famiglia nella ceramica trovando lavoro
alletà di undici anni come terrazziere presso la Cooperativa Ceramisti della
quale il padre ne era stato il socio fondatore.
Allo scoppio della prima guerra mondiale partì per il fronte e
al ritorno fu assunto dalla Ceramica Alfredo Santarelli e poi dalla Fabbrica di
Maioliche Commerciali ed Artistiche della famiglia Pascucci. Alla fine degli anni
20 si trasferì per alcuni anni presso una ceramica di Pescara e nel 1932 creò
insieme ad Artemio Paoletti (1901-1960) e Nazzareno Tomassini (1901-1972), la Baldassini-Paoletti-Tomassini,
con sede nellattuale via 5 Luglio.
Gli operai della Baldassini & Paoletti
La produzione
della piccola azienda riguardava essenzialmente ceramica duso domestico tra cui i
piatti da portata con il tipico "fioraccio" gualdese e le caratteristiche
brocche per lacqua. Armando Baldassini aderì giovanissimo agli ideali socialisti
come suo padre, per cui fu costretto a subire durante il periodo fascista ingiurie ed
umiliazioni dai vari "gerarchetti" locali. Nel 1939 la fabbrica si trasferì
presso lex convento di Santa Margherita con due nuovi soci, Vito Moriconi
(1891-1973) e Remo (Alfio) Pascucci (1908-1975). Nel 1957 cessò lattività ed i
soci Artemio Paoletti e Nazzareno Tomassini costituirono - ritornando in via 5 Luglio - la
Ceramiche Artistiche Tomassini & Paoletti, attiva fino al 1960.
Armando,
intanto, aveva inaugurato tra il 1955 e il 1956 nei locali di via del Filosofo una piccola
azienda per la produzione di bibite e acqua gassate, rilevata da Corrado Guerrieri, attiva
fino ai primi anni 60. Parallelamente allattività imprenditoriale, si dedicò
con tutta la sua passione alla politica, militando nel Partito socialista italiano. Fu
eletto nel primo consiglio comunale il 31 marzo 1946 nella lista socialcomunista che
espresse il sindaco Fiorello Sergiacomi, che restò in carica fino al 30 giugno quando
lasciò il posto proprio ad Armando. Grazie al suo impegno personale, Gualdo Tadino poté
affrontare il lungo calvario della ricostruzione post-bellica dove, accanto al sostegno a
favore delle nuove realtà produttive, occorreva anche provvedere a fornire i servizi
essenziali come luce, acqua, fogne, strade.
La
popolazione, nelle elezioni del 25 maggio 1952, lo premiò e, di conseguenza ne beneficò
anche il partito, con una schiacciante vittoria elettorale. Il Psi prese infatti 3.051
voti, contro i 1.528 del Pci, i 2.638 della Dc e i 448 del Psdi, riconfermandolo in
maniera plebiscitaria alla guida della città. Anche nel turno elettorale del 27 maggio
1956 il Psi si riconfermò il primo partito cittadino con 3.030 voti, seguito dalla Dc con
2.791, dal Pci con 1.246, dal Psdi con 495 e da una lista di "Indipendenti" alla
quale andarono solo 176 preferenze. Naturalmente Armando ebbe di nuovo la poltrona di
sindaco con la giunta composta da Ivaldo Morroni (Psi), Francesco Persiani (Psi), Adriano
Carini (Pci) e Ezio Rubegni (Pci), assessori effettivi; Augusto Pinacoli (Pci) e Alfeo
Panunzi (Psi), assessori supplenti. Allinterno delle varie correnti socialiste
umbre, Armando faceva parte della componente autonomista insieme a Sante Brinati di
Foligno, Antonio Brizioli di Todi, Mario Belardinelli di Umbertide, Mario Laureti di
Spoleto, Fernando Nuti e Luciano Stirati di Gubbio.
Nelle
elezioni del 6 novembre 1960, si assistette al "sorpasso" della Democrazia
cristiana nei confronti del Partito socialista. In quella tornata i risultati furono i
seguenti: Dc voti 3.001, Psi voti 2.937, Pci voti 1.815 e Msi voti 230. Armando fu eletto
nuovamente a sindaco della città. Grazie al suo interessamento, nellanno scolastico
1959-60 fu istituita la sezione "decoratori ceramisti" dellIstituto
professionale statale per lindustria e lartigianato di Foligno. Il corso
biennale poteva essere frequentato da maschi e femmine forniti della licenza di scuola
media o dellistituto di avviamento professionale. Amico personale di Pietro Nenni,
intrattenne con lui alcune missive epistolari in merito alla situazione politica nazionale
e locale degli anni 60. Il leader socialista lo onorò di una visita a Gualdo Tadino
il 14 giugno 1962. Ebbe rapporti di conoscenza con Sandro Pertini, poi diventato
presidente della Repubblica, di grande amicizia con Giuseppe Ermini, senatore e rettore
dellUniversità di Perugia (1943-53 e 1955-76), con Alessandro Seppilli (sindaco di
Perugia, 1953-65) e con Antonio Berardi (sindaco di Perugia, 1965-70). Intanto, negli anni
60, grazie anche ad unincisiva e capillare campagna propagandistica, il Pci
stava gettando le basi per diventare il primo partito di Gualdo. Nelle elezioni del 22
novembre 1964, infatti, il Pci ebbe 2.642 preferenze, seguito dalla Dc con 2.584, dal Psi
con 1.944, dal Psdi con 442, dal Msi con 266 e dal Psiup con 88 voti. Ma ancora una volta
Armando Baldassini rimase al suo posto.
A partire dal
1963, entrò a far parte del collegio dei probiviri del direttivo provinciale di Perugia,
sotto la segreteria di Ennio Tomassini. Nel 68 cominciarono a farsi strada nel
partito socialista le cosiddette "nuove leve", chiamati anche
"intellettuali", che intendevano portare una ventata di rinnovamento politico,
con il Psi che scivolava verso un calo di iscritti dovuto a "trasmigrazione"
verso il Pci di alcuni esponenti, mentre altri aderivano agli altri partiti socialisti
come il Psu e il Psiup. Nelle elezioni politiche del 7 giugno 1970 12 seggi andarono al
Pci (3.366 voti), 9 alla Dc (2.621 voti), 6 al Psi (1.594 voti), 1 al Psu (410 voti), 1 al
Psiup (272 voti) e 1 al Msi (272 voti).
Lanno
successivo, durante una burrascosa riunione dellesecutivo socialista, i
"giovani leoni" costrinsero Armando Baldassini a dimettersi da sindaco e il suo
posto fu preso da Carlo Gubbini. Per non spaccare il partito, si ritirò in buon ordine
con accanto ancora alcuni vecchi militanti. Ebbe la carica di consigliere presso la
Comunità Montana e la presidenza della Scuola per infermieri professionali. Morì il 16
marzo 1982 e gli furono tributati solenni funerali da parte dellamministrazione
comunale guidata da Gino Bedini. Nel 1983 gli fu intitolata la sezione del locale Partito
socialista italiano. Aveva fatto parte ininterrottamente del consiglio comunale dal 1946
fino al 1971 e per quasi 25 anni era stato il "sindaco" della città,
distinguendosi per efficienza amministrativa, onestà e aiuto alle persone bisognose. Dal
1952 al 1969 fece parte anche della commissione di sconto della Banca Popolare di Gualdo
Tadino e per oltre 20 anni tutte le mattine, prima di salire in Comune, era solito recarsi
alla fonte della Rocchetta a prendere la "terapeutica" acqua. Nel 2000 il
sindaco Rolando Pinacoli gli ha intitolato il Centro per anziani con una suggestiva
cerimonia ricordando il suo nome su un cippo di roccia proveniente proprio dalla
Rocchetta.
Aveva sposato
il 28 aprile 1924 Caterina Sabbatini (1902-1971) di Angelo e Anna Luzi da cui sono nate
Rosita (25 febbraio 1925) sposata con il geometra Nelio Petrozzi (1922-1977) e Delia (5
agosto 1927) sposata con il geometra Tito Amoni (1921-1974).
Daniele Amoni |
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